Autore Redazione
martedì
10 Febbraio 2026
17:28
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Cronaca - Pavia

Giorno del Ricordo a Pavia: la storia del confine orientale spiegata agli studenti

Giorno del Ricordo a Pavia: la storia del confine orientale spiegata agli studenti

PAVIA – Ripercorrere le complesse vicende del confine orientale nel secondo dopoguerra, ricordare l’esodo degli istriani, giuliani e dalmati e le vittime delle foibe. È stato questo il cuore delle celebrazioni del Giorno del Ricordo, svoltesi stamane nell’Aula magna del Collegio Ghislieri, davanti a circa 200 studenti degli istituti secondari pavesi.

Momento centrale dell’incontro il focus storico del professor Roberto Spazzali, storico e docente, da anni impegnato nello studio delle dinamiche politiche, sociali e istituzionali della Venezia Giulia nel Novecento. Spazzali ha aperto il suo intervento con una citazione del poeta gradese Biagio Marin, capace di riassumere il dramma dell’esodo giuliano-dalmata: “Un istinto profondo di vita ha indotto gli Istriani a lasciare, a rinunciare alla loro terra, alle loro case, ai loro averi, a tutto quanto costituiva la loro esistenza, perché un altro istinto, pure profondo, un istinto nazionale, li ha spinti verso l’Italia”. Parole che raccontano la dolorosa scelta degli esuli, divisi tra l’amore per la propria terra e il forte senso di identità nazionale.

Alla commemorazione hanno partecipato anche il Prefetto Francesca De Carlini, il Sindaco Michele Lissia e il Presidente della Provincia Giovanni Palli, che hanno condiviso il valore storico e civile di questa ricorrenza. Un momento istituzionale che ricorda uno degli epiloghi più amari della seconda guerra mondiale e una vicenda rimasta per decenni in ombra, emersa pienamente solo dalla fine del secolo scorso.

Nel suo intervento, il Prefetto De Carlini ha invitato a non cedere a una visione rassegnata della storia: “Troppo spesso sentiamo dire che guerre e stragi sono inevitabili. La Storia invece deve restituirci speranza e consapevolezza: il futuro non è già scritto”. Un richiamo al valore delle scelte individuali, anche quelle che sembrano piccole, e alla possibilità di contribuire a un mondo migliore.

Un messaggio finale chiaro agli studenti: la storia non è solo una sequenza di violenze e conflitti. “Popoli un tempo in guerra oggi vivono in pace, come cittadini di Stati amici”, ha ricordato il Prefetto, sottolineando come la conoscenza della Storia sia uno strumento essenziale per costruire fiducia e convivenza.

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