Autore Redazione
mercoledì
25 Febbraio 2026
17:01
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Politica - Alessandria

Scuole di montagna, Fornaro (Pd) sollecita il Governo: “Con la nuova legge rischio soppressione classi”

Scuole di montagna, Fornaro (Pd) sollecita il Governo: “Con la nuova legge rischio soppressione classi”

ROMA – Oltre 700 Comuni esclusi dal nuovo elenco dei Comuni montani pubblicato in Gazzetta Ufficiale e il rischio concreto di perdere lo status di “scuola di montagna”, con la conseguente cancellazione delle deroghe sul numero minimo di alunni per classe. Questo è il tema al centro dell’interrogazione presentata ai Ministri dell’Istruzione e del Merito e degli Affari regionali dai parlamentari del Partito Democratico Federico Fornaro, Irene Manzi, Andrea Marino, Marco Sarracino, Marco Simiani, Stefano Vaccari, Piero Ferrari, Gian Antonio Girelli, Valentina Ghio, Chiara Gribaudo, Silvia Roggiani e Marco Curti.

“L’esclusione di oltre 700 Comuni dall’elenco potrebbe comportare la perdita dello status di scuola di montagna e delle deroghe sul numero minimo di alunni per classe. Una scelta che determinerebbe, se confermata, la soppressione di classi in territori già segnati da spopolamento e difficoltà di collegamento”, hanno spiegato i parlamentari dem.

Il Pd chiede al Governo di chiarire con urgenza quali effetti concreti le nuove disposizioni avranno sull’organizzazione delle classi nei Comuni esclusi e quali misure intenda adottare per evitare la perdita di classi, garantendo continuità didattica e diritto allo studio agli studenti delle aree più fragili. Nel mirino anche il tema degli incentivi ai docenti previsti dalla legge 131/2025, applicabili solo a una parte dei Comuni inseriti nel nuovo elenco. “Si determina una inaccettabile tripartizione tra territori esclusi, territori montani senza incentivi e territori montani beneficiari”, sottolineano.

Secondo i firmatari, il provvedimento non prevede risorse aggiuntive rispetto ai 200 milioni già stanziati dal Governo Draghi. “La riduzione dei Comuni ammessi sembra servire unicamente a redistribuire fondi invariati, senza una reale intenzione di sostenere le numerose realtà montane del Paese”, concludono, chiedendo una revisione complessiva della legge per evitare un danno strutturale ai territori più fragili, a partire dalla scuola, definita “presidio fondamentale di uguaglianza e sviluppo”.

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