Autore Redazione
lunedì
9 Marzo 2026
06:06
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Cronaca - Alessandria

Il racconto di Gregorio tornato da Dubai: “Abbandonati dal consolato, rientrati solo grazie a Msc ed Emirati”

Il racconto di Gregorio tornato da Dubai: “Abbandonati dal consolato, rientrati solo grazie a Msc ed Emirati”

ALESSANDRIA – Gregorio ora è a casa, ad Alessandria, con la famiglia, dopo che la sua vacanza, programmata un anno fa, non è mai iniziata. Con i parenti avrebbe dovuto fare una crociera da Dubai il 28 febbraio, sulla Msc Euribia. Sulla nave lui, insieme ad altri 573 connazionali, ci è salito senza però non lasciare mai il porto della città degli Emirati Arabi. Ovviamente la scelta della compagnia è stata quella di garantire la massima sicurezza ai viaggiatori, come effettivamente accaduto, ha spiegato Gregorio che però ha sottolineato l’amarezza per il disinteresse e la disorganizzazione dimostrato dallo Stato italiano che avrebbe dovuto tutelarli.

Il suo racconto è minuzioso e dettagliato, e dimostra la delusione patita durante un momento critico in cui ogni cittadino invece spera di trovare conforto e tutele. “Siamo giunti a Dubai e poche ore dopo la situazione è degenerata con il conflitto tra Usa, Israele e Iran che per la verità non ha mai rappresentato un concreto pericolo nella città di Dubai perché, a parte alcune scie nel cielo, non abbiamo mai visto né sentito esplosioni con la contraerea che ha protetto lo spazio areo della zona“. Quello scenario però naturalmente ha compromesso il viaggio della nave con Msc Crociere che ha deciso di far salire a bordo i viaggiatori senza però salpare. “Non abbiamo mai percepito rischi o paura tranne quando è arrivato l’avviso di allerta che esortava a non frequentare luoghi affollati e stare al sicuro. Noi però eravamo sulla nave e, come ci è stato spiegato, quello era un posto sicurissimo nonostante fosse rimasta attraccata proprio per evitare di navigare in acque divenute pericolose all’interno del golfo”.

Gregorio sottolinea infatti il ruolo di Msc Crociere che, davanti a un quadro comunque critico, ha garantito la massima tutela e assistenza “tra cibo gratis, supporto per ogni tipo di medicina essenziale, internet gratuito per comunicare con i familiari e addirittura l’aiuto psicologico in tutte le lingue possibili“. A fronte dell’emergenza è subito scattata anche l’organizzazione per il rientro “con l’aiuto preziosocontinua Gregorio – della Fly Emirates intervenuta, insieme alla compagnia navale, per farci rientrare a casa, offrendo anche la possibilità di tornare prima”. La grande sensibilità dimostrata dalle due compagnie però, puntualizza Gregorio, ha reso ancora più odioso l’atteggiamento di chi avrebbe dovuto assistere gli italiani in un contesto di emergenza. “Sulla nave sono arrivati i consoli di tanti Paesi stranieri per assistere i loro concittadini, tutti solerti nell’offrire voli per permettere i rimpatri, tutti tranne qualunque dipendente o autorità del consolato italiano: non abbiamo visto nessuno. Anche le telefonate o finivano nel vuoto oppure capitava di ricevere risposte disinteressate, mentre ci mangiavano in faccia e ci dicevano perfino che dovevamo considerarci fortunati visto che eravamo sulla nave da crociera“. Un atteggiamento, ha spiegato il cittadino di Alessandria, che stride con “la cura impeccabile delle compagnie e degli Emirati Arabi. Ad aggravare la situazione anche le modalità di comunicazione delle autorità italiane sul posto che “hanno inviato messaggi tutt’altro che autorevoli, sotto il nome di una fantomatica ‘Agenzia Nirvana’ che invitava a prendere un taxi per prendere poi un pullman nel deserto e arrivare al confine con l’Oman dove forse si poteva prendere un volo per tornare a casa, ma senza alcuna certezza, una situazione assurda“. Gregorio infatti spiega che inizialmente in molti hanno scambiato quei messaggi come spam, arrivando a bloccarlo. “C’è chi con coraggio ha scelto di seguire quelle istruzioni ma la precisione delle compagnie private di riferimento ovviamente rendevano poco autorevoli i messaggi dei rappresentanti del Governo italiano che invece avrebbero dovuto  avere ben altro tenore”. Una meticolosità dimostrata, continua l’alessandrino “che, per esempio, aveva invece il comandante della Nave Msc Euribia. Lui 2 volte al giorno ci aggiornava sulla situazione in merito a voli e sicurezza intorno alle ore 13 e la sera prima di cena per le 19/20″.

Alla fine Gregorio e la famiglia sono tornati a Roma il 6 marzo ma con quel sapore amaro in bocca di essere stati lasciati in balia di loro stessi dal loro Paese. “Il nostro rientro insomma è stato merito di Msc, Fly Emirates ed Emirati Arabi con personale sempre disponibile, preciso e sorridente, che ha alleviato una situazione comunque di emergenza, molto più concreto del poco affidabile sostegno ricevuto dallo Stato italiano, dall’ambasciata negli Emirati Europei e le roboanti parole della politica – ha concluso deluso Gregorio.

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