La “paura di uscire da sole” e i pregiudizi da abbattere: in mostra i vestiti ispirati a storie di violenza
ALESSANDRIA – Quasi metà degli italiani pensa che una donna con abiti succinti sia a rischio stupro. Lo ha rivelato uno studio del Censis (su un campione di mille persone tra i 18 e i 60 anni) nell’ambito dell’ultimo rapporto sui costumi sessuali del nostro Paese. Nella fascia di popolazione tra i 18 e i 34 anni, inoltre, la pensa così quasi il 40% delle persone. Dati preoccupanti che evidenziano l’importanza di iniziative come quella promossa da Zonta Club Alessandria nel nostro territorio: la mostra “Come eri vestita?”, ideata da Amnesty International – Piemonte e Valle d’Aosta e Libere Singergie, con il patrocinio di Provincia di Alessandria e del centro antiviolenza me.Dea. Le studentesse e gli studenti delle classi dalla 2^ alla 5^ del corso Moda dell’Istituto Vinci, Nervi, Fermi, Migliara di Alessandria, hanno realizzato 17 pannelli, con abiti che raccontano storie di soprusi e molestie. L’obiettivo è scardinare uno dei pregiudizi più odiosi: una domanda, quella del titolo della mostra, che non si dovrebbe nemmeno pensare di dover fare a una vittima di violenza.
La mostra sarà visitabile fino a martedì 31 marzo nella sede dell’Istituto Vinci di Alessandria, in via Trotti 19, da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18.30. Ad aprile si trasferirà a San Salvatore Monferrato, dove sarà esposta nella Sala Polifunzionale di piazza Caduti dal 1° al 3 aprile. Dopo Pasqua, per tutto aprile, sarà a Casale Monferrato. Da mercoledì 8 aprile, alle 10, sarà nella sede del Ciofs di Casale Monferrato dove resterà fino all’11 aprile. Dal 13 al 18 aprile si trasferirà all’Istituto Balbo, dal 20 al 24 aprile al For.Al della città monferrina per concludersi nel fine settimana del 25 aprile nel coro di Santa Caterina, con apertura al pubblico.
Su Radio Gold le parole della professoressa Elena Porcelli, del Laboratorio Moda dell’Istituto Fermi e di Davide Zampieri, Sofia Grossi e Rebecca Ciolpan.
