Autore Redazione
sabato
4 Aprile 2026
14:00
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San Secondo di Cortazzone: la chiesa misteriosa tra simboli pagani e enigmi medievali – Piemonte da Scoprire

“Piemonte da scoprire” è una rubrica a cura di Paolo Ponga
San Secondo di Cortazzone: la chiesa misteriosa tra simboli pagani e enigmi medievali – Piemonte da Scoprire

SAN SECONDO DI CORTAZZONE – Intorno all’Anno Mille il territorio monferrino, come altre zone d’Europa, fu interessato da un grande sviluppo agricolo e demografico che proseguì fino alla metà del ’300, cioè fino all’arrivo della peste nera e di varie invasioni che colpirono tutta Europa. A partire dal X secolo ci fu anche una vasta moltiplicazione di luoghi di culto, definito dallo storico Rodolfo il Glabro “un bianco mantello di chiese”. I protagonisti in Monferrato furono i Vescovi di Piacenza ed Asti, che decisero di evangelizzare la popolazione tramite la costruzione di pievi in stile romanico. La maggior parte di queste chiese scomparve nei secoli successivi o venne trasformata.

San Secondo di Cortazzone (AT) non seguì questo destino, e oggi è una chiesa straordinaria, con caratteristiche strane e discusse fra gli studiosi e una storia avvolta dal mistero. La prima stranezza è che la chiesa non si trova in mezzo al paese, ma isolata nella campagna. Il motivo risale al turbolento periodo iniziato nel Trecento, quando i contadini si trasferirono vicino ai castelli per difendersi da briganti ed eserciti nemici, abbandonando le antiche pievi.

La chiesa di San Secondo fu così lasciata sola sulla collina del Mongiglietto, nome di origine pagana legato a Giove o a luoghi rituali. La costruzione risale all’XI secolo, confermata da un documento del 1041 dell’imperatore Enrico III.

Immersa nel verde, offre un panorama che trasmette serenità già all’esterno. La facciata è rimaneggiata per la presenza di un campanile seicentesco, ma per il resto l’edificio è rimasto sorprendentemente intatto nonostante 700 anni di abbandono.

Le particolarità sono molte. Le pareti mostrano una lavorazione a damier (a scacchiera) con mattoni e pietra da cantone, testimonianza di un antico mare che ricopriva il territorio milioni di anni fa. Colpiscono anche gli archetti pensili e soprattutto le figure scolpite non consone a un edificio cristiano: uccelli fantastici, seni prosperosi, volti enigmatici e persino una coppia in atteggiamento amoroso sopra l’ingresso laterale.

L’interno è a tre navate, con affreschi tra cui quello di San Secondo, martire del 119 d.C. Ma ciò che sorprende sono i capitelli scolpiti, popolati da figure simboliche: sirene, dragoni, pavoni, cavalli, animali fantastici. Un vero bestiario medievale, forse con significati ancora oggi indecifrabili.

È presente anche il Nodo di Salomone, simbolo ricco di significati nelle tradizioni ebraica, cristiana e musulmana. L’origine della chiesa resta incerta, ma si ipotizza una scuola del Monferrato con influenze padane, borgognone, provenzali e celtiche.

L’orientamento della chiesa è verso est, simbolo della luce di Cristo, ma presenta una anomalia rispetto alla precisione tipica dell’epoca. Studi geobiologici hanno individuato vene acquifere sotto l’altare e possibili percorsi energetici, percepibili anche dai visitatori come un senso diffuso di benessere. Sono state inoltre ipotizzate sepolture di cavalieri sotto le absidi.

Un ultimo mistero: alcuni studiosi ritengono che le sculture rappresentino gli astri durante un’eclisse solare del 26 gennaio 1153, come una sorta di mappa celeste scolpita nella pietra. Qualunque sia la verità, San Secondo resta un luogo unico: una chiesa con simboli pagani, energie misteriose e forse legata a un evento astronomico. Un piccolo scrigno di enigmi nel cuore del Monferrato, tutto da scoprire.

 

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