Autore Redazione
martedì
21 Aprile 2026
13:56
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Cronaca - Piemonte

Buono Vesta, opposizioni all’attacco: “Sito in tilt e famiglie penalizzate, peggio della prima volta”

Buono Vesta, opposizioni all’attacco: “Sito in tilt e famiglie penalizzate, peggio della prima volta”

PIEMONTE – Ancora polemiche in Piemonte sul “Buono Vesta”, il contributo destinato alle famiglie con bambini fino ai 6 anni. Dopo le criticità già emerse nella prima edizione, il secondo click day, secondo le opposizioni, è stato di nuovo un flop.

A denunciarlo sono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Sarah Disabato, Alberto Unia e Pasquale Coluccio, che tornano a parlare di “lotteria farsa” e di un sistema “addirittura peggiore del primo”. A pochi secondi dall’apertura delle richieste, fissata a mezzogiorno, il sito dedicato sarebbe risultato già inaccessibile, lasciando migliaia di famiglie in attesa davanti al computer. Nel frattempo, i commenti sulla pagina Facebook della Regione sarebbero stati disattivati e si è parlato anche di un presunto attacco hacker ai sistemi collegati al CSI.

Secondo i pentastellati, si tratta di “tentativi demenziali di nascondere la polvere sotto il tappeto”. La Giunta Cirio avrebbe “servito l’ennesima presa in giro alle famiglie piemontesi”, costrette ancora una volta a competere tra loro per ottenere un aiuto economico. Nel mirino finisce soprattutto il meccanismo del click day: “Vince chi clicca per primo – accusano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle – invece di aiutare chi ha più bisogno”.

Critiche anche sulla scelta di privilegiare misure “spot” rispetto a fondi strutturali, sull’esclusione di chi aveva già ricevuto il contributo lo scorso anno e sulle difficoltà di accesso per chi ha minore dimestichezza con gli strumenti digitali.

Dura anche la presa di posizione delle consigliere di Avs Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro, che sottolineano come i problemi della prima edizione non solo non siano stati risolti, ma si siano aggravati. “Prima hanno spostato il click day alle 12, tagliando fuori molti genitori al lavoro – evidenziano – poi il sito è andato in crash già prima dell’orario previsto”. Le famiglie, aggiungono, sarebbero state inserite in una “waiting room” senza numero di coda, con tempi di attesa arrivati fino a un’ora. Per le consigliere d’opposizione  si tratta di una questione di metodo: “Gli aiuti alle famiglie non possono essere un terno al lotto”. Da qui la richiesta di scuse all’assessore Marrone e di una riprogrammazione dei 20 milioni di euro stanziati, considerati risorse fondamentali per chi si trova in difficoltà.

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