12 Maggio 2026
07:32
Truffa del Superbonus: a Torino sequestro da 7 milioni di euro
TORINO – I militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Torino, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di 7 milioni di euro cifra ritenuta corrispondente al profitto illecito figlio dell’indebito utilizzo di crediti d’imposta fittizi generati grazie al “Superbonus 110%”, l’agevolazione introdotta nell’ambito delle misure emergenziali di rilancio dell’economia post COVID-19.
La società edile di Torino avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti a fronte di lavori di efficientamento energetico e di riduzione del rischio sismico su un condominio torinese risultati in realtà mai effettuati. L’operazione sarebbe stata compiuta grazie all’utilizzo di false attestazioni e certificazioni sottoscritte da professionisti riconducibili alla stessa società, che ha così potuto disporre di crediti per interventi energetici e sismici non eseguiti. Nonostante la mancata esecuzione dei lavori la società edile ha comunque emesso le relative fatture nei confronti del condominio cercando in quesot modo di ingannare l’Agenzia delle entrate sui rimborsi dovuto per crediti fiscali pari a quasi € 7 milioni.
Le responsabilità per gli illeciti rilevati riguardano l’amministratore di fatto della società coinvolta e 4 professionisti (due architetti di Torino, un ingegnere di Milano e un commercialista di Napoli Nord), incaricati, a seconda dei ruoli, degli adempimenti connessi alla pratica edilizia per il beneficio del “Superbonus 110%”, del rilascio delle occorrenti asseverazioni, della progettazione e della direzione dei lavori nonché degli adempimenti fiscali e del rilascio del “visto di conformità”. I reati contestati sono i delitti di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, emissione di fatture per operazioni inesistenti e riciclaggio. Reati contesati anche alla società edile.
L’operazione è partita dopo che i referenti dell’azienda avevano promesso ai condomini del complesso immobiliare torinese l’esecuzione di interventi edilizi “a costo zero” (mediante sconto in fattura e cessione alla società del credito da “Superbonus 110%”), inducendoli a stipulare un contratto di appalto per lavori che avrebbero dovuto esaurirsi entro il 31 dicembre 2023.
La mancata effettuazione dei lavori pattuiti nei termini previsti e i successivi tentativi di recuperare, con l’incremento sproporzionato dell’importo complessivo delle opere, hanno poi indotto il condominio interessato a denunciare l’accaduto. Nonostante la mancata esecuzione dei lavori, la società edile ha comunque emesso le relative fatture nei confronti del condominio, al fine di indurre in errore l’Agenzia delle entrate circa la spettanza di crediti fiscali per quasi € 7 milioni.