Autore Redazione
mercoledì
29 Aprile 2026
05:30
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Politica - Piemonte - Provincia di Alessandria

Case di riposo, Ravetti (PD): “In media solo 8% dei non autosufficienti ottiene l’integrazione, è un’ingiustizia sociale”

Case di riposo, Ravetti (PD): “In media solo 8% dei non autosufficienti ottiene l’integrazione, è un’ingiustizia sociale”

PIEMONTE – In Piemonte il sistema delle case di riposo mostra criticità sempre più evidenti, soprattutto sul fronte dei costi e dell’accesso ai contributi per gli anziani non autosufficienti. A denunciarlo è il vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti (Pd), che chiede interventi urgenti per correggere quella che definisce una “grave iniquità sociale”.

Secondo Ravetti, la revisione della legge regionale sulle Ipab deve diventare l’occasione per affrontare in modo concreto le difficoltà dei servizi residenziali per anziani. “Le nostre case di riposo non godono di buona salute – afferma – e meritano maggiore attenzione sia dalla Giunta Cirio sia dal Governo Meloni, in termini di programmazione e di risorse per ridurre il peso delle rette”.

Il problema principale resta quello economico. In Piemonte, sottolinea il consigliere, la pensione media si aggira tra i 1.000 e i 1.300 euro, mentre il costo di una retta per una persona autosufficiente varia tra i 2.000 e i 2.500 euro. Una spesa che, in questi casi, non prevede alcuna integrazione pubblica.Questo significa – prosegue Ravetti – che molti anziani saranno costretti a restare a casa, oppure che il costo dovrà ricadere sui figli, magari con la necessità di vendere i beni di famiglia”.

Non va meglio per i non autosufficienti, per i quali l’integrazione è prevista ma difficilmente accessibile. Ravetti porta l’esempio della provincia di Alessandria: su circa 400 persone in graduatoria Ugv, 300 presentano condizioni di grave non autosufficienza, ma solo 26 riescono a ottenere l’integrazione entro tre mesi. “Parliamo di appena l’8% degli aventi diritto – evidenzia – numeri che, se confermati, fotografano una profonda ingiustizia sociale”.
Da qui la richiesta di interventi immediati: “La politica regionale è chiamata a introdurre correttivi urgenti ed equi per garantire risposte adeguate a una fascia fragile della popolazione”.

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