Sanità: Cgil scende in piazza contro il “bisogno di salute negato” e invita anche Cisl e Uil
PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Ancora una volta il sindacato Cgil ha alzato la voce sulla sanità pubblica per chiedere più investimenti, assunzioni di personale e interventi concreti su liste d’attesa, Rsa e servizi territoriali. Tra le tante iniziative l’appuntamento di piazza di sabato 23 maggio alle 14, al Grattacielo della Regione Piemonte a Torino, dopo le mobilitazioni nei singoli centri zona della provincia: quello ad Alessandria si terrà questo venerdì 15 maggio alle 9 in piazza Don Soria. Su Radio Gold le parole del segretario generale della Cgil Alessandria Mirko Oliaro che ha anche fatto un appello alle altre due sigle sindacali, Cisl e Uil, a unirsi nelle rimostranze, auspicando poi “un cambio di rotta” sul fronte politico in vista delle elezioni politiche del 2027.
Sul fronte del personale, in Piemonte sono quasi 10 mila i professionisti sanitari mancanti tra ospedali e territorio: 800 medici ospedalieri, 450 medici di medicina generale, 130 pediatri di libera scelta, 6 mila infermieri e circa 2.600 tra operatori socio sanitari, amministrativi e operatori sanitari. In provincia di Alessandria, in particolare, mancano 188 infermieri nei presidi Asl e 110 nell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Alessandria.
Il sindacato ha anche denunciato i ritardi nei fondi per la non autosufficienza e la situazione delle Rsa. Secondo i dati riportati, 15 mila cittadini non ricevono sostegno per familiari non autosufficienti gravi o gravissimi e oltre 9 mila persone attendono un posto convenzionato nelle Rsa. Nel 2025, in particolare, Asl Alessandria ha registrato 393 nuove richieste di posti convenzionati ma quelli rimasti in attesa sono oltre 1200. “Un bisogno di salute negato, con le nuove strutture che rischiano di restare vuote per mancanza di fondi”.
Tra i problemi segnalati anche le lunghe liste d’attesa, con appuntamenti che in alcuni casi superano i 18 mesi, e le difficoltà del Cup regionale. Nel documento si sottolinea inoltre che nel 2025 in Piemonte circa 392 mila cittadini hanno rinunciato a curarsi.
Secondo la Cgil, inoltre, sul fronte della sanità territoriale, le Case e gli Ospedali di Comunità senza personale rischiano di non essere sufficienti a rispondere ai bisogni dei cittadini. Evidenziate criticità anche nei consultori, con circa 120 strutture mancanti rispetto ai parametri previsti, e nei servizi di salute mentale, dove mancherebbero circa mille professionisti. Tra le richieste avanzate il completamento delle Case e degli Ospedali di Comunità entro il 30 giugno 2026, nuove assunzioni, il potenziamento dei consultori, il funzionamento a regime del Cup e maggiori risorse per le convenzioni nelle Rsa.
In parallelo, inoltre, Cgil darà vista a una raccolta firme, da sabato 16 maggio anche online, per due proposte di legge di iniziativa popolare: una sul diritto alla tutela della salute per il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale e una sull’aumento delle tutele a favore dei lavoratori in appalto.
