4 Maggio 2026
15:47
“Non ferire con le parole”: la Polizia incontra i bambini della scuola Ferrero di Alessandria
ALESSANDRIA – Le parole possono unire, ma anche ferire. Da qui è partito l’incontro della Polizia di Stato con i bambini delle classi terze della scuola Ferrero dell’Istituto Comprensivo Sibilla Aleramo di Alessandria, nell’ambito del progetto “Pretendiamo Legalità”. Il tema scelto, “Non ferire con le parole”, è stato affrontato con un approccio semplice e coinvolgente: dialogo, immagini, musica e gioco, senza lezioni frontali.
Al centro dell’attività il gioco dello scudo invisibile. Ogni bambino ha costruito il proprio scudo simbolico, scrivendo parole capaci di proteggere sé e gli altri: “stop”, “rispetto”, “aiuto”, “scusa”, “insieme”, “ascolto”, ma anche frasi come “Non mi piace”, “Non è giusto”, “Ti aiuto io”, “Vieni con noi”, “Chiediamo aiuto”. Attraverso il gioco i bambini hanno imparato a distinguere le parole-sasso, che fanno male, dalle parole-scudo, che proteggono. Espressioni come “Sei stupido”, “Vai via”, “Non giochi con noi” sono state trasformate in messaggi positivi: “Proviamo insieme”, “Ti aspetto”, “Vieni nel nostro gruppo”.
Spazio anche alla musica, con brani come “Le parole restano”, che hanno aiutato a riflettere su un concetto semplice: una parola detta in pochi secondi può restare a lungo. L’iniziativa ha messo in evidenza il ruolo della Polizia nelle scuole, non solo per spiegare le regole ma per costruire fin da piccoli una cultura del rispetto, della responsabilità e dell’aiuto reciproco. Ai bambini è stata lasciata una regola chiara: Stop, Parlo, Chiedo aiuto. Fermarsi, dire cosa non va e rivolgersi a un adulto quando serve. Perché le parole non si vedono, ma si sentono. E per questo vanno scelte con cura.
