Autore Redazione
domenica
14 Giugno 2026
05:30
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Cronaca - Alto Piemonte - Piemonte - Provincia di Alessandria

Export Piemonte in crescita del 2,8%: vola Alessandria (+18,7%), bene Torino (+4%), frenano Cuneo e Novara

Export Piemonte in crescita del 2,8%: vola Alessandria (+18,7%), bene Torino (+4%), frenano Cuneo e Novara

PIEMONTE -Il Piemonte rafforza la propria vocazione internazionale e apre il 2026 con un risultato positivo sul fronte del commercio estero. Nei primi tre mesi dell’anno le esportazioni regionali hanno raggiunto i 15,6 miliardi di euro, registrando una crescita del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2025 e confermando la regione al quinto posto nella graduatoria nazionale delle aree più esportatrici del Paese.

Il dato assume particolare rilevanza in un contesto internazionale ancora caratterizzato da forti incertezze geopolitiche, dalla riorganizzazione delle catene globali del valore e da una domanda mondiale che continua a mostrare segnali di debolezza in numerosi mercati strategici. Nonostante queste difficoltà, il Piemonte è riuscito a distinguersi per capacità di adattamento e competitività, facendo meglio sia della media del Nord-Ovest sia di quella nazionale.

A sostenere la crescita sono stati soprattutto i mezzi di trasporto, comparto simbolo dell’economia regionale, che con oltre 3,3 miliardi di euro di esportazioni rappresenta il 21,3% dell’intero export piemontese. Il settore ha registrato un incremento del 6%, grazie in particolare alle ottime performance della componentistica per autoveicoli, salita del 6,4% fino a quota 1,5 miliardi di euro, e degli autoveicoli, cresciuti del 2,7% con esportazioni pari a 1,4 miliardi.

Particolarmente significativo anche il risultato del comparto aerospaziale, che ha messo a segno un balzo del 32,9%, raggiungendo oltre 312 milioni di euro di vendite oltre confine. Un dato che conferma il ruolo sempre più importante dell’industria piemontese nel settore dell’aeronautica e dello spazio. Positivi anche i risultati del ferrotranviario (+6,3%), mentre la nautica ha subito una pesante battuta d’arresto con una flessione del 75,6%.

Tra gli altri comparti di punta dell’economia regionale, la meccanica si conferma il secondo settore per valore esportato con circa 2,6 miliardi di euro, pur registrando una lieve contrazione dell’1,6%. Continua invece il momento favorevole dell‘industria alimentare e delle bevande, che consolida il proprio ruolo strategico con esportazioni per circa 2,3 miliardi di euro e una crescita del 3,5%.

Buoni segnali arrivano inoltre dal tessile e abbigliamento (+6,1%), dal comparto dei metalli (+5,8%), dagli apparecchi elettrici (+2,5%) e dalla gomma-plastica (+1,3%). Leggera flessione, invece, per la chimica (-0,7%).

Sul piano geografico, l’Unione Europea continua a rappresentare il principale mercato di riferimento per le imprese piemontesi. Il 62,8% delle esportazioni regionali è infatti diretto verso i Paesi dell’Ue, con una crescita del 4,5% rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Francia e Germania restano i principali partner commerciali della regione, assorbendo rispettivamente il 15,9% e il 13,9% delle vendite estere piemontesi. Mentre la Francia ha mostrato una crescita del 5%, la Germania ha registrato una lieve flessione dello 0,4%.

Prosegue invece il buon andamento della Spagna, che segna un incremento del 9,5%, e della Polonia (+1,3%). Particolarmente dinamici risultano anche i mercati di Austria (+21,1%), Paesi Bassi (+9,8%) e Romania (+8,6%).

Fuori dall’Unione Europea, gli Stati Uniti si confermano il principale mercato di destinazione delle merci piemontesi con il 6,8% del totale export regionale, anche se le esportazioni verso il mercato americano hanno registrato una contrazione del 7,9%. In crescita invece Svizzera e Regno Unito. La Confederazione elvetica ha fatto registrare un notevole incremento del 19,3%, sostenuto soprattutto dalle esportazioni di gioielleria, pietre preziose e metalli non ferrosi, mentre il Regno Unito ha segnato un aumento del 2,4%.

In calo, al contrario, le vendite verso Cina (-4%), Messico (-7,5%), Giappone (-10%) e Brasile (-15,6%). Spicca invece il caso del Kuwait, dove la crescita è stata sostenuta dalle commesse legate all’industria aerospaziale.

Dal punto di vista territoriale, Torino continua a rappresentare il motore dell’export piemontese, concentrando il 44% delle vendite estere regionali e registrando una crescita del 4% rispetto al primo trimestre 2025. Ottimo anche il risultato della provincia di Alessandria, che mette a segno un incremento del 18,7%.

Situazione più complessa per Cuneo e Novara, che registrano rispettivamente una flessione del 4,8% e dell’1%. In calo anche Vercelli (-4%) e Asti (-1,9%), mentre mostrano segnali positivi Biella (+4%) e il Verbano-Cusio-Ossola (+5,1%).

Il saldo commerciale regionale si mantiene ampiamente positivo. A fronte di importazioni in diminuzione dell’1,9%, pari a 11,4 miliardi di euro, il surplus commerciale sale a 4,2 miliardi, in netto miglioramento rispetto ai 3,6 miliardi registrati nello stesso periodo del 2025.

Il Piemonte conferma la propria vocazione internazionale, registrando una crescita dell’export superiore alla media nazionale nonostante le difficoltà dei mercati storici e il perdurare delle tensioni geopolitiche“, ha sottolineato il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia, evidenziando il contributo determinante delle imprese piemontesi e il ruolo strategico svolto dagli strumenti regionali di supporto all’internazionalizzazione.

Un risultato che conferma la capacità del sistema produttivo piemontese di mantenere competitività e presenza sui mercati mondiali anche in una fase di forte instabilità economica e geopolitica, facendo leva sulle eccellenze industriali e sulla crescente apertura verso i mercati europei.

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