Autore Redazione
venerdì
14 Agosto 2026
15:46
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Politica - Alessandria

Sanità, assessore Riboldi: “Ospedale e territorio non sono alternativi. Nessun taglio ma una ricognizione”

Sanità, assessore Riboldi: “Ospedale e territorio non sono alternativi. Nessun taglio ma una ricognizione”

PIEMONTE – “Nessuna contrapposizione tra ospedale e territorio“. L’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha replicato così alle critiche rispetto a una Regione che starebbe disinvestendo sulle risorse umane o preparando un depotenziamento degli ospedali.

Come ha riferito l’esponente della giunta Cirio, infatti, dal 2019 il personale del Servizio sanitario regionale piemontese è aumentato di oltre 4 mila unità e nel primo semestre 2026 la spesa per il personale è cresciuta di circa 90 milioni di euro rispetto al primo semestre 2025.

Secondo Riboldi i Decreti Ministeriali 70 e 77 “disciplinano due componenti dello stesso Servizio sanitario, che devono funzionare in maniera integrata: l’ospedale deve garantire le attività per acuti e ad alta complessità secondo i propri standard; la rete territoriale deve assicurare prossimità, continuità assistenziale e presa in carico, contribuendo anche a ridurre gli accessi impropri alle strutture ospedaliere”. 

Per l’esponente della giunta Cirio “è in questa prospettiva che va letta la ricognizione avviata dalla Regione Piemonte sul personale del Servizio sanitario regionale: non un’operazione per “dirottare risorse dagli ospedali alle Case di Comunità”, come sostiene il consigliere Valle, ma una verifica necessaria per conoscere l’effettiva distribuzione delle risorse professionali e adeguare l’organizzazione della rete agli standard previsti dalla normativa nazionale”. 

Riboldi ha anche rassicurato sul fatto che il riferimento al DM 70/2015 e al DM 77/2022 contenuto nelle comunicazioni regionali “non annuncia quindi alcun taglio. La verifica della coerenza dell’organizzazione con questi standard costituisce un necessario adempimento di programmazione: il DM 70 riguarda la rete ospedaliera, il DM 77 la rete dell’assistenza territoriale. La ricognizione assume inoltre particolare importanza nella fase conclusiva degli investimenti PNRR e nella programmazione del post-Pnrr. Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali non possono limitarsi alla realizzazione di edifici e all’acquisto di tecnologie: devono essere strutture effettivamente operative e sostenibili nel tempo. Occorre quindi conoscere puntualmente quali professionalità sono disponibili, dove sono allocate e quali attività svolgono, anche in funzione della raccolta dei dati richiesta a livello nazionale dal Ministero della Salute e da Agenas”. 

In particolare, poi, l’assessore della giunta Cirio ha replicato al consigliere regionale di minoranza del PD, Daniele Valle:La nota del 3 luglio non disponeva una sospensione delle assunzioni “per dieci giorni”. I dieci giorni indicavano il termine assegnato ai Direttori generali delle Aziende sanitarie per effettuare la ricognizione e trasmettere alla Regione le relazioni richieste. Le stesse relazioni, ovviamente, devono essere seguite da un’analisi dell’Assessorato. Non può quindi essere “prorogata” alcuna sospensione”

Il politico monferrino ha infine spiegato che la comunicazione del 7 agosto ha un contenuto diverso: dall’esame delle relazioni trasmesse dalle Aziende è emersa la necessità di completare il quadro conoscitivo sull’effettiva distribuzione del personale. Per questa ragione la Direzione Sanità ha richiesto un supplemento di istruttoria. Alle Aziende viene chiesto di rappresentare in maniera omogenea le attività effettivamente svolte dalle diverse figure professionali, la distribuzione del personale nei differenti setting assistenziali, le risorse dedicate alle attività di supporto, le riallocazioni già realizzate e lo stato di avanzamento della riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale”. 

Non si tratta quindi della proroga di un termine di sospensione delle assunzioni, ma del completamento di un’istruttoria necessaria a programmare correttamente il personale del Servizio sanitario regionale. Proprio perché il Piemonte ha aumentato il proprio personale e sta contemporaneamente realizzando una profonda trasformazione dell’assistenza territoriale, è responsabilità della Regione conoscere nel dettaglio come vengono utilizzate le risorse e quali siano i reali fabbisogni delle Aziende. L’obiettivo non è sottrarre personale agli ospedali per trasferirlo nelle Case della Comunità, ma costruire un’organizzazione nella quale ospedale e territorio svolgano ciascuno le funzioni previste, in modo integrato, senza duplicazioni, senza carenze e senza sprechi. Sostenibilità economica ed efficientamento non significano tagliare i servizi. Significano utilizzare correttamente le risorse disponibili, garantendo allo stesso tempo qualità delle cure, appropriatezza, sicurezza, accessibilità e continuità assistenziale. Prima di parlare di assunzioni “sospese per dieci giorni”, di successive “proroghe” o di personale “dirottato” dagli ospedali alle Case di Comunità, occorre quindi distinguere ciò che è effettivamente scritto negli atti dalle interpretazioni, in questo caso errate. La vera sfida non è scegliere tra ospedale e territorio, ma farli funzionare insieme e rendere sostenibile il Servizio sanitario piemontese anche dopo la conclusione del Pnrr”.

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