21 Settembre 2026
16:29
Sabato la passeggiata nella Cittadella di Alessandria per le Giornate Europee del Patrimonio
ALESSANDRIA – Conoscere la Cittadella non soltanto come monumento, ma come patrimonio vivo, legato alla storia della città e al tempo stesso inserito in una più ampia dimensione europea. È questo lo spirito della Passeggiata Patrimoniale in Cittadella, in programma sabato 26 settembre ad Alessandria in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026.
L’iniziativa è promossa dall’associazione ETS “La Cittadella di Alessandria Faro di pace in Europa”, presieduta da Anna Marotta, nell’ambito dell’omonimo progetto di Comunità patrimoniale. L’appuntamento si inserisce nelle Giornate Europee del Patrimonio, promosse a livello europeo e coordinate in Italia dal Ministero della Cultura.
L’edizione 2026 ruota intorno al tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, declinazione italiana di “Heritage at Risk: Revive, Resist, Reimagine”. Al centro c’è una questione particolarmente attuale: come proteggere il patrimonio culturale, architettonico, naturale e umano dalle minacce che possono comprometterne la conservazione e, contemporaneamente, come renderlo capace di continuare a vivere e a essere trasmesso alle generazioni future.
In questo quadro la Cittadella di Alessandria rappresenta un caso particolarmente significativo. La passeggiata, infatti, non è stata pensata come una semplice visita guidata dedicata agli aspetti architettonici della fortezza. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è più ampio: raccontare il monumento mettendolo in relazione con il territorio, con la storia europea e con le comunità che nel corso dei secoli hanno contribuito a costruirne il significato.
Dalla Porta Reale ai sotterranei
Il percorso sarà accessibile anche alle persone con disabilità e toccherà alcuni dei luoghi più rappresentativi della fortezza.
La partenza sarà dalla Porta Reale, seguita da una presentazione introduttiva accompagnata da un breve video. La visita proseguirà quindi verso il Palazzo del Governatore, il Museo delle Divise e il Bastione Sant’Antonio, per arrivare alla polveriera, ai forni e agli ambienti sotterranei con i loro passaggi protetti.
Saranno organizzate quattro visite gratuite, della durata di circa due ore ciascuna, distribuite nell’arco della giornata del 26 settembre, dalle 9 alle 18. Le prenotazioni possono essere effettuate attraverso il sito dell’associazione “La Cittadella di Alessandria Faro di pace in Europa”, all’indirizzo alfarocittadellapace.it.
Ad accompagnare idealmente i visitatori sarà soprattutto la storia di un complesso fortificato che occupa un posto di primo piano nel patrimonio militare italiano ed europeo.
Voluta da Vittorio Amedeo II di Savoia a partire dalla prima metà del Settecento e progettata da Giuseppe Ignazio Bertola, Primo Ingegnere del Re, la Cittadella viene presentata dagli organizzatori come una sorta di “antologia dei tipi della difesa”. Nella sua struttura convivono infatti modelli e soluzioni riconducibili alle grandi scuole europee dell’architettura militare, da quella olandese legata a Menno van Coehoorn a quella francese rappresentata da Sébastien Le Prestre de Vauban, il celebre ingegnere militare di Luigi XIV.
I fronti bastionati, il sistema delle fortificazioni, il verde, gli edifici storici, le caserme, le polveriere e i passaggi sotterranei diventano così le diverse parti di un unico racconto.
Un patrimonio locale con una dimensione europea
Uno degli aspetti centrali della Passeggiata Patrimoniale sarà proprio il tentativo di superare una lettura esclusivamente locale della Cittadella.
Il monumento appartiene profondamente alla storia di Alessandria, ma le vicende che lo hanno attraversato e le conoscenze tecniche che ne hanno determinato la costruzione rimandano a una rete di rapporti molto più vasta. Architettura, tecniche militari, cultura, religione, attività economiche, agricoltura, artigianato e scambi fra comunità sono elementi che, nel corso dei secoli, hanno contribuito alla costruzione delle identità europee.
È in questa prospettiva che l’associazione “La Cittadella di Alessandria Faro di pace in Europa” porta avanti il proprio progetto di Comunità patrimoniale, richiamandosi ai principi della Convenzione culturale europea del 1954, della Convenzione di Faro del 2005 e della successiva strategia europea per il patrimonio culturale.
L’idea alla base del progetto è che un bene culturale non possa essere considerato soltanto qualcosa da conservare materialmente o da visitare, ma debba diventare un elemento intorno al quale costruire partecipazione, conoscenza e responsabilità condivise.
Una visione che l’associazione sta cercando di estendere anche oltre i confini italiani attraverso rapporti internazionali. Tra le iniziative citate figurano i Patti di Amicizia con le municipalità di Almeida, in Portogallo, e Arad, in Romania, pensati per sviluppare collaborazioni e attività di ricerca attorno al patrimonio fortificato e alla sua valorizzazione.
La sfida del futuro della Cittadella
La passeggiata del 26 settembre vuole però anche aprire una riflessione sul futuro della fortezza. Per gli organizzatori, conservare la Cittadella significa infatti interrogarsi sulle sue possibili funzioni, sulla sostenibilità degli interventi e sulla capacità del complesso di produrre benefici culturali, sociali, turistici ed economici per Alessandria e per un territorio più ampio. Il progetto di Comunità patrimoniale punta per questo alla costruzione di un sistema di dialogo tra istituzioni, studiosi, professionisti, associazioni e altri soggetti interessati alla fortezza. L’obiettivo è valutare le future destinazioni d’uso tenendo insieme più esigenze: il rispetto del costruito storico, la tutela della memoria culturale del luogo e la compatibilità di ogni nuova funzione con il complesso monumentale nel suo insieme.
Una riflessione che era stata affrontata anche durante la Conferenza di Rete Faro Italia, tenutasi ad Alessandria l’8 e 9 maggio 2024, quando erano state discusse anche le modalità con cui affrontare il finanziamento di interventi destinati a beni culturali complessi come la Cittadella: dalle analisi preliminari al pre-progetto, dalla progettazione vera e propria fino ai bandi per la realizzazione degli interventi.
Il tema delle risorse, secondo l’associazione, deve andare di pari passo con quello della sostenibilità. Gli investimenti pubblici dovrebbero quindi essere orientati alla produzione di benefici durevoli, alla crescita della qualità del lavoro, alla creazione di nuove opportunità e al coinvolgimento delle giovani generazioni.
Una rete di istituzioni e associazioni
Alla realizzazione dell’iniziativa partecipano numerosi soggetti. Accanto all’associazione organizzatrice sono indicati il Ministero della Cultura, attraverso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo, la Regione Piemonte, il Comune di Alessandria, il FAI, il Politecnico di Torino, l’Associazione Nazionale Bersaglieri, il Club UNESCO Alessandria, ICOMOS Italia, Cultura e Sviluppo Alessandria, Docenti Senza Frontiere, Pro Natura e l’Accademia dell’Agricoltura. Nel comunicato vengono inoltre richiamati il coinvolgimento della Provincia di Alessandria e, per il Comune, dell’assessore Giorgio Ivaldi.
La rete costruita attorno all’appuntamento riflette uno dei concetti centrali delle Giornate Europee del Patrimonio: la salvaguardia dei beni culturali non può essere affidata a un solo soggetto, ma richiede collaborazione tra istituzioni e comunità.
Da qui anche il messaggio che accompagna l’iniziativa alessandrina: accanto al diritto di fruire del patrimonio culturale esiste una responsabilità collettiva verso la sua conservazione e valorizzazione.
“La consapevolezza del Bene Culturale è il primo Bene Culturale”, sottolineano infatti i promotori. La Passeggiata Patrimoniale diventa così l’occasione per attraversare fisicamente la Cittadella ma anche per leggerla con occhi diversi: non soltanto come testimonianza della storia militare, ma come possibile laboratorio di cooperazione culturale. “Vivere” la Cittadella, nella prospettiva proposta dall’associazione, significa allora anche entrare in contatto con un pezzo di storia europea e interrogarsi su ciò che quel patrimonio potrà rappresentare domani. Con un principio a fare da filo conduttore: la tutela non riguarda soltanto ciò che abbiamo ricevuto dal passato, ma anche ciò che scegliamo di consegnare al futuro.