21 Settembre 2026
05:45
Prevenire la violenza sulle donne educando gli uomini: Alessandria dice sì, contrario Fratelli d’Italia
ALESSANDRIA – “Una scelta coraggiosa e innovativa“. L’assessora alle Pari Opportunità di Alessandria, Roberta Cazzulo, ha commentato così il sì del consiglio comunale all’emendamento al Documento Unico di Programmazione firmato dal consigliere Pd Jonathan Farahat per l’introduzione di un programma educativo sperimentale per il contrasto alla violenza sulle donne rivolto nello specifico agli uomini di tutte le età e da promuovere “nei contesti scolastici, sportivi e lavorativi“. Nel dettaglio questo programma approfondirà “le relazioni affettive, la gestione non violenta del conflitto, il riconoscimento e la regolazione delle emozioni, la responsabilità nei rapporti interpersonali, e la decostruzione dei modelli culturali che legittimano il controllo e la violenza”.
“Ogni violenza ha un autore, e ogni autore è stato un bambino” la riflessione del consigliere Farahat, autore della proposta “se a quel bambino non parla mai nessuno, e ce lo ritroviamo davanti da adulto, quello che stiamo facendo si chiama cura. Ai ragazzi servono figure maschili che abbiano fatto un po’ di lavoro su se stesse. Esistono già uomini così, in ogni classe e in ogni spogliatoio. Sono pochi e nessuno li porta dove i ragazzi stanno davvero. Un bambino lo educa il villaggio intero: la famiglia, la scuola, l’allenatore, il gruppo di amici del pomeriggio. Se un uomo violento è stato educato male, allora la leva è l’educazione, e l’educazione vale per tutti”.
Favorevole la maggioranza di centrosinistra, più il capogruppo del Movimento Per Alessandria Luigi Sfienti, esponente dell’opposizione. Tra le altre forze di minoranza, invece, Fratelli d’Italia ha votato in modo contrario, mentre Lega e Forza Italia non hanno partecipato al voto.
“Ci attiveremo come assessorato e come Consulta Pari Opportunità per attivare iniziative ad hoc con centri antiviolenza, con la stessa consulta e con le forze dell’ordine, così da sensibilizzare e attivare percorsi condivisi in città” ha aggiunto l’esponente della giunta Abonante. Parole nel solco dell’auspicio della presidente della Consulta Pari Opportunità, Enza Palermo che proprio ai microfoni di Radio Gold aveva rilanciato un suo auspicio, in vista del prossimo 25 novembre: vedere sfilare un corteo composto da tanti uomini insieme alle donne contro la violenza di genere. “Organizzeremo a breve con la consulta la marcia” ha confermato l’assessora Cazzulo “coinvolgeremo bambini, ragazzi e uomini. Invito anche i consiglieri di minoranza a partecipare”.
Il dibattito in aula si è particolarmente surriscaldato quando il capogruppo di Fratelli d’Italia, Emanuele Locci, ha espresso la propria contrarietà. Secondo l’esponente del partito di Giorgia Meloni, infatti, si sta “andando in una direzione totalmente sbagliata” con “un approccio ideologico”. “L’emendamento identifica gli uomini come coloro che possono agire la violenza: è sbagliato e addirittura incostituzionale”. Per il capogruppo Fdi, infatti, “la violenza può colpire chiunque e chiunque può agire violentemente: non può avere connotazione di genere”.
“Quelle di Locci sono parole drammatiche” ha replicato la capogruppo Pd Rita Rossa che ha poi ricordato il numeri di femminicidi in Italia negli ultimi anni: “106 nel 2020, 94 nel 2021, 110 nel 2022, 120 nel 2023, 116 nel 2024, 97 nel 2025 e finora nel 2026 ne sono stati compiuti 34. Dove passa la cultura del rispetto si abbassa il patriarcato: occorre agire le relazioni in un modo sano, servono più momenti di informazione sessuale”.
Dal punto di vista tecnico, il segretario generale Lucia Pepe aveva dato parere negativo: “L’emendamento non quantifica gli oneri di parte corrente che non trovano stanziamenti nel triennio. Inoltre la previsione non è verificabile con la compatibilità rispetto agli equilibri di bilancio”. Dal punto di vista politico, però, era arrivato il sì della giunta: l’assessora Cazzulo ha infatti fatto riferimento alla adesione del Comune alla rete Ready. “L’emendamento mette giustamente i paletti sulla supervisione professionale e sul confronto costante con i centri antiviolenza evitando interventi improvvisati” ha aggiunto Cazzulo che ha poi sottolineato, con rammarico, che “sarebbe stato un segnale importante per la nostra città se l’emendamento fosse stato votato all’unanimità andando oltre ogni colore politico. La violenza contro le donne, infatti, non è un’emergenza ma un fenomeno strutturale le cui cause sono radicate nella cultura patriarcale ancora presente nel nostro Paese e rappresenta un problema culturale, sociale, politico oltre che sanitario. La violenza di genere si discosta dalle condizioni sociali, culturali, etniche e dalla fascia d’età delle vittime e, purtroppo, comprende donne sempre più giovani. La gravità della violenza sulle donne è tanto maggiore, quanto minore è l’azione di contrasto messa in campo dalle istituzioni stesse. La politica può e deve fare la sua parte intervenendo concretamente: indirizzando più risorse ai centri antiviolenza e alle case rifugio, che non possono vivere di solo volontariato e stabilendo più ore formative nelle scuole per educare al rispetto di genere”.