Autore Redazione
sabato
30 Maggio 2026
20:27
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Politica - Alessandria

Pride, assessora Cazzulo: “Un atto di resistenza collettiva. Oggi Alessandria è ancora più bella”

Pride, assessora Cazzulo: “Un atto di resistenza collettiva. Oggi Alessandria è ancora più bella”

ALESSANDRIA – Una volta terminato il corteo tra le vie della città, il Parco Carrà di Alessandria ha ospitato e sta ospitando la festa che chiuderà l’edizione 2026 del Pride. Sul palco Roberta Cazzulo, assessora alle Politiche Sociali, ha ringraziato l’associazione Tessere le Identità, l’Alessandria Calcio, tutte le associazioni e tutti i cittadini scesi oggi in piazza. Di seguito il discorso integrale.

Benvenute/i. Oggi la nostra Alessandria, la nostra città, è ancora più bella! I diritti sono come il sole: illuminano ciascuno di noi! Desidero iniziare la mia riflessione esplicitando l’Articolo 3 della nostra Costituzione che è un articolo, prezioso, che ci ricorda che tutte le cittadine e tutti i cittadini, tutte/i, hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche , di condizioni sociali, questa è la democrazia. Il Pride non è solo una festa, è un atto di resistenza collettiva, di affermazione politica, di visibilità e di orgoglio per la propria identità. Il Pride è umano, è politico, è indivisibile, è cambiamento, è energia positiva.

Nessuno di noi è veramente libero finchè non lo siamo tutte/i. Oggi abbiamo riempito le strade della nostra città di colore, di gioia, di amore, di speranza. Non possiamo dimenticare chi è sceso in piazza, chi ha camminato prima di noi e per noi. Dobbiamo tantissimo a chi lo ha fatto con coraggio. Voglio ricordare con voi le radici del movimento e alcune battaglie storiche come i moti, la rivolta di Stonewall risalenti al 27 e al 28 giungo 1969, due giornate di scontri violenti tra la polizia di New York e alcuni gruppi di omosessuali, considerate simbolicamente il momento di nascita del movimento di liberazione gay in tutto il mondo. Voglio ricordare anche il 17 maggio 1990 soltanto il 17 maggio 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rimosso finalmente l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Dal 2004 questa data è diventata simbolo della lotta contro ogni forma di discriminazione basata su orientamento sessuale e identità di genere. Il cammino è ancora lungo e va percorso insieme.

Quando la politica diventa prevaricazione sul nemico, contro il diverso, contro il più debole allora ecco può risvegliarsi l’aggressività che purtroppo è insita nell’uomo. Teniamo sempre ben presente qual è il compito delle istituzioni, della scuola, di ciascuno di noi, è quello di mettere argine a quell’aggressività, il compito è rendere l’uomo più umano, più solidale. Cominciamo da qui per rivolgerci alle nuove generazioni, preservando la memoria storica e promuovendo una società fondata sul rispetto, sull’eguaglianza e sull’inclusione.

Per tutte queste ragioni è importante la nostra presenza qui oggi, perché il primo passo per costruire una società migliore è quello di non dimenticare gli errori del passato. Quindi scegliamo sempre di mobilitarci, di non essere indifferenti, di prendere parte. Il Pride dona forza propulsiva alla nostra democrazia , democrazia e emancipazione sociale devono darsi la mano perché l’una non può esistere senza l’altra , se la democrazia non mantiene la promessa sociale deperisce, perde fascino non trasmette valore alla vita di ognuno di noi. Per queste ragioni diritti civili e diritti sociali (diritto alla casa, alla sanità pubblica ad un lavoro dignitoso) devono andare di pari passo, devono prendersi per mano. Solo attraverso la loro sinergia è possibile ottenere quella identità collettiva che permette l’estensione dello spazio delle libertà formali e sostanziali nella nostra società.

Per tutte queste ragioni ritengo che lo slogan scelto per questa edizione, “Senza fine”, sia significativo perché esplicita perfettamente la lotta per i diritti che non si esaurisce con una legge o con una singola conquista, ma richiede impegno costante, duraturo, soprattutto da parte di noi istituzioni. I diritti umani non sono negoziabili, non sono un traguardo di cui accontentarsi, devono essere un percorso collettivo e condiviso in divenire e richiedono vigilanza democratica contro ogni deriva autoritaria. Il nostro cammino contro ogni forma di violenza e discriminazione non deve fermarsi ad oggi. I dati recenti indicano 127 episodi di violenza registrati in un solo anno in Italia. Il trend mostra un aumento delle aggressioni di gruppo spesso messe in atto da giovanissimi.

Fondamentale diventa l’educazione strutturata all’affettività e alla sessualità nelle scuole e, parallelamente, una formazione sistematica per tutte le figure professionali che operano con persone minorenni. Partecipare al Pride significa un principio cardine o la libertà è di tutte/tutti nessuno escluso, o diventa automaticamente un privilegio di pochi. La forza di ciascuno di noi è la solidarietà, l’alleanza, e la convinzione che la diversità sia un valore assoluto. Non dobbiamo mai vergognarci di amare e di essere esattamente chi siamo.

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