Carceri Alessandria, a S. Michele quasi un detenuto al 41bis su tre e Don Soria da riqualificare: Pd alza la voce
ALESSANDRIA – Su entrambi gli istituti di pena di Alessandria restano tanti punti interrogativi. Lo ha sottolineato una delegazione composta da esponenti nazionali e locali del Partito Democratico che, questo lunedì mattina, ha in particolare visitato il carcere Cantiello e Gaeta in piazza Don Soria. Presenti la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, l’Onorevole Federico Fornaro, il sindaco Giorgio Abonante, l’assessora alle Politiche Sociali, Roberta Cazzulo, la consigliera comunale di Alessandria e segreteria della federazione di Alessandria dei Giovani Democratici, Giulia Giustetto, la segretaria dei Giovani Democratici del Piemonte, Annet Moscatello, e il responsabile legalità e carceri GD Piemonte, Filippo Gambini.
Al momento, infatti, mancano le risposte alle richieste di chiarimento sull’arrivo di detenuti al 41bis al carcere San Michele. Come ha sottolineato l’Onorevole Pd, Federico Fornaro, il numero si dovrebbe attestare tra il 25 e il 30% dell’intera popolazione carceraria italiana detenuta al regime più restrittivo. Lo scorso marzo il Provveditore dell’amministrazione penitenziaria del Piemonte, Liguria e Val d’Aosta, Mario Antonio Galati, aveva annunciato a Radio Gold l’arrivo entro questa estate di circa 200 condannati al 41bis. Ad oggi, come ha confermato il sindaco Abonante, non è però arrivata alcuna risposta ufficiale dal Ministero. Al momento, inoltre, nessuna novità anche sugli investimenti per la riqualificazione del Cantiello e Gaeta, annunciati tre mesi fa dall’ex Sottosegretario alla Giustizia Delmastro Delle Vedove.
Entrambi i temi, hanno rimarcato gli esponenti Pd, impattano sulle condizioni di vita dei detenuti e degli agenti di Polizia Penitenziaria, sulla sicurezza e sui servizi sanitari penitenziari cittadini. Nel frattempo, attraverso l’assessora alle Politiche Sociali Roberta Cazzulo, l’amministrazione comunale ha annunciato la creazione da settembre di un tavolo “Carcere” composto dal Comune e da associazioni ed enti del territorio per monitorare con attenzione la situazione e trovare soluzioni per migliorare le condizioni di vita delle persone detenute, favorire il reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute, promuovere la collaborazione tra istituzioni, enti del Terzo Settore, volontariato e società civile e, infine, sensibilizzare la comunità sui temi della pena, della dignità e del reinserimento. Il tavolo coordinato dal Comune sarà composto da Acli, Betel, Casa di Carità Arti e Mestieri di Novi, Cittadinanza Attiva, Consorzio Coala, Crivop, Csvaa, Ics, Idee in Fuga, Uisp e, una volta formalizzata l’iscrizione, saranno coinvolti anche altri importanti soggetti come l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna, l’Ospedale, Asl e Cissaca.
La delegazione Pd ha infine ringraziato per la disponibilità il Primo Dirigente del Corpo di Polizia Penitenziaria Stefano Bruzzone e tutti i dipendenti.