11 Luglio 2026
14:00
La cascata del Gordenella, il paradiso nascosto della Val Borbera – Piemonte da scoprire
Esistono dei luoghi capaci di colpire al cuore, all’immaginazione, in grado di farci sorridere e tornare bambini. Fra questi ci sono di sicuro le cascate, soprattutto se difficili da raggiungere e nascoste in una foresta. In questo caso le immaginiamo frequentate dagli elfi, che si nascondono all’arrivo degli esseri umani. Uno di questi luoghi da fiaba si trova tra Cabella Ligure e Gordena, una minuscola frazione montana di circa dieci abitanti del paese di Mongiardino Ligure. Per arrivarci occorre quindi percorrere la Val Borbera fino ad attraversare il fiume nella frazione di Rosano e giungere sotto al Santuario di Nostra Signora di Dovanelli; da qui si prosegue in una valle sperduta e verdissima dove scorre non visto il torrente Gordenella nel percorso che lo porterà verso nord a sfociare nel più conosciuto Borbera. Il punto esatto era un tempo segnalato, ma ora è difficile trovarlo; arrivati a Gordena, dovrete tornare indietro alla ricerca di due piccoli spiazzi ai lati della strada. Da lì un brevissimo percorso su terreno privato conduce alla difficile discesa che porta al lago della cascata, il cui fragore è percepibile dalla strada. Attenzione: il sentiero non è adatto a chi ha difficoltà motorie, ed è percorribile solo con scarpe adatte e buona forma fisica. Una parte è fattibile solo aggrappandosi a una sagola fissata a un albero, con faticosi gesti ginnici, a proprio rischio e pericolo, assumendosi ogni responsabilità. Le fatiche verranno però ricompensate: “u Buttu”, come la chiamano i locali, è spettacolare. Si tratta di una delle cascate più belle e imponenti del Piemonte, specialmente durante la primavera e l’autunno, quando il torrente è al massimo della portata. L’acqua precipita per circa quindici metri nel vuoto da una balza verticale di calcari marnosi stratificati risalenti al Cretaceo, quando c’erano in giro i dinosauri, e forma un lago di acqua cristallina che invoglia a fare un gelido tuffo. Le pareti sono pressocché verticali e formano una specie di arco, poi l’acqua defluisce in un piccolo torrente che si apre la strada nella vegetazione. A parte il fragore dell’acqua niente può disturbare l’emozione del momento con gli alberi, le rocce, il cielo e il sole a circondare il visitatore emozionandolo. Nulla ricorda la civiltà. Per gli amanti della natura e degli scenari mozzafiato è una meta affascinante, una vera meraviglia naturale incastonata tra le colline e i boschi incontaminati, ideale per chi cerca relax, avventura e contatto con la natura. Rimane solo il pensiero della risalita, che si rivela però meno pericolosa della discesa verso il laghetto. Più a nord, superata la frazione di Gordena, si arriva a un ponticello che sorpassa il Rio del Ponte, dal quale si può raggiungere una seconda cascata, assai più piccola e meno affascinante. Lungo il percorso che porta alle cascate, dove la Val Borbera si divide in due e inizia quella del Gordenella, sul costone della montagna è visibile il Santuario di Nostra Signora di Dovanelli. Una volta parcheggiata l’automobile, occorre fare un piccolo tratto a piedi percorrendo le edicole della Via Crucis erette nel 1988, e giungere così alle porte del Santuario. Da qui la vista è incredibile e spazia dalla Val Borbera con l’ampio alveo del suo torrente e la stretta Val Gordenella. La leggenda narra che la Madonna apparì a una pastorella muta, ridandole la voce e chiedendo che venisse costruita una chiesetta dove i viandanti potessero trovare protezione e rifugio. All’inizio del Cinquecento il desiderio della Madonna venne appagato, perché fu fatta erigere una chiesa sul colle dal nobile Angelo Maria Spinola, terminata intorno al 1523.
Durante la Seconda Guerra Mondiale vi furono internati dei prigionieri tedeschi e repubblichini, catturati dalla divisione partigiana Garibaldi.
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