31 Luglio 2026
05:30
TARI ad Alessandria, Locci (FdI): “Quattro anni di aumenti e meno servizi. Cittadini pagano incapacità della maggioranza”
ALESSANDRIA – Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia torna all’attacco della maggioranza guidata dal sindaco Giorgio Abonante sulla gestione della TARI. A puntare il dito è il capogruppo Emanuele Locci, che dopo il voto contrario del suo gruppo sulle nuove tariffe denuncia quella che definisce “una politica fatta di aumenti, riduzione dei servizi e mancanza di una strategia per il ciclo dei rifiuti”.
“Dopo quattro anni nei quali la TARI è sempre aumentata – scrive Locci – l‘amministrazione Abonante pretende ancora una volta che gli alessandrini facciano un atto di fede e credano alla promessa che, prima o poi, la tariffa diminuirà. Ma i cittadini non vivono di promesse: giudicano i risultati. E i risultati raccontano una gestione più costosa, meno efficiente e priva di una vera programmazione”.
Secondo Locci, il fatto che quest’anno la tariffa rimanga sostanzialmente invariata non rappresenta un risultato positivo: “In realtà i cittadini continueranno a spendere di più per ottenere meno servizi. Alcune prestazioni che prima erano comprese nel sistema generale vengono infatti trasferite direttamente a carico degli utenti: penso all’esposizione dei cassonetti nei condomini e al ritiro degli sfalci del verde, oggi subordinato al pagamento di un servizio aggiuntivo”.
Secondo Locci, non si può quindi valutare il peso della TARI limitandosi all’importo formalmente indicato nell’avviso di pagamento: “Il costo reale per le famiglie aumenta quando, oltre alla tassa, vengono richiesti altri pagamenti per servizi precedentemente inclusi. È un aumento mascherato: la tariffa non scende, il servizio complessivo peggiora e una parte dei costi viene semplicemente spostata dalla bolletta TARI alla spesa privata del cittadino”.
Particolarmente grave, secondo il consigliere, è la scelta compiuta sulla raccolta del verde delle utenze private: “In città erano presenti circa 2.140 contenitori dedicati. Dopo l’introduzione del pagamento il loro numero si è sostanzialmente dimezzato. Il risultato è meno raccolta differenziata, mentre i mezzi e il personale continuano comunque a percorrere le medesime strade per svuotare i contenitori rimasti. Dove sarebbe il risparmio? AMAG Ambiente continua a sostenere gran parte dei costi, ma il cittadino paga anche il servizio aggiuntivo”.
Locci contesta inoltre l’assenza di una strategia industriale complessiva per il ciclo dei rifiuti:“Si parla nuovamente di porta a porta, senza spiegare costi, tempi e risultati, mentre la vera prospettiva dovrebbe essere la tariffazione puntuale: ciascuno deve pagare in relazione ai rifiuti effettivamente conferiti. Per arrivarci servono contenitori controllati, identificazione dell’utente, investimenti coerenti e una programmazione che integri AMAG Ambiente e ARAL. Invece si continua a procedere con interventi frammentari e senza una visione”.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia richiama anche la bocciatura dell’ordine del giorno collegato alla delibera TARI, con il quale chiedeva di intervenire sulla quota sostenuta dal Comune per il funzionamento del Consorzio di Bacino:“Alessandria sostiene un costo nell’ordine di circa 500 mila euro, superiore a cinque euro per abitante, mentre per gli altri Comuni la contribuzione risulta intorno a un euro pro capite. Avevamo chiesto che il Comune portasse nella prima assemblea consortile utile una proposta di revisione e di ripartizione equa delle spese. La maggioranza ha bocciato anche questa possibilità di risparmio”.
“Non chiedevamo privilegi per Alessandria – prosegue Locci – ma che le spese generali fossero distribuite secondo criteri omogenei e che eventuali maggiori costi fossero giustificati da servizi specifici, analiticamente documentati. Bocciando la nostra proposta, la maggioranza ha scelto di lasciare ancora una volta questo peso sulle spalle dei contribuenti alessandrini”.
“Le responsabilità non possono essere continuamente scaricate sul Governo, sulla Regione o sulle amministrazioni di vent’anni fa. Le scelte compiute negli ultimi quattro anni appartengono a questa amministrazione e ai manager che essa ha nominato. La TARI è aumentata, alcuni servizi sono stati ridotti o resi a pagamento e la raccolta differenziata non ha raggiunto risultati soddisfacenti. Dopo quattro anni di errori, promettere una riduzione futura non è programmazione: è propaganda”.
“I cittadini pagano di più per ricevere meno. Continueremo a opporci a un sistema nel quale le inefficienze della politica e della gestione aziendale vengono sempre coperte mettendo le mani nelle tasche degli alessandrini”, conclude Locci.