Autore Redazione
martedì
11 Agosto 2026
10:21
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Cronaca - Novi Ligure

La testimonianza di un operatore sanitario a Novi: “Lavoro ormai insostenibile e gravi rischi per tutti”

La testimonianza di un operatore sanitario a Novi: “Lavoro ormai insostenibile e gravi rischi per tutti”

NOVI LIGURE – Una testimonianza concreta della difficoltà in alcune strutture sanitarie dell’Asl Al. L’ha voluta rendere pubblica Vincenzo Costantino, segretario della Funzione Pubblica della Cgil di Alessandria, per dimostrare che la situazione denunciata dal sindacato ha radici concrete e storie vere. Il racconto, descritto in una lettera, arriva da un operatore socio sanitario  che lavora all’ospedale di Novi Ligure, nel reparto di Medicina. La testimonianza, spiega Costantino, è la prova di un logorio continuo per “turni massacranti, riposo rarefatto, ferie negate “per esigenze di servizio”, ritardi nella comunicazione del cambio turno, paura di errori per stanchezza e vita privata annullata“.

L’operatore, si legge nella lettera, racconta di una situazione definita insostenibile nel suo reparto, quello di Medicina “dove sono presenti 36 pazienti, la stragrande maggioranza allettata, non autosufficiente o in condizioni critiche, persone fragili che avrebbero bisogno di una presenza costante e vigile di assistenza“. Una attenzione massima da dover far convivere con la presenza anche al Pronto soccorso, “correndo da una parte all’altra, tra stanze piene e un viavai continuo”. A questo si aggiunge “un carico burocratico e logistico immenso: è un reparto che si fa carico di mille consulenze verso le altre specialistiche per trovare una diagnosi, costringendo il personale a continui spostamenti e rincorse”.
Uno scenario dipinto come “una catena di montaggio con il continuo rischio che la stanchezza ci porti a commettere errori per non parlare poi  della fatica e lo sforzo sovrumano che noi operatori siamo costretti a fare, per cercare di garantire un livello assistenziale adeguato. Ce la mettiamo tutta, non ci tirano indietro, ma l’eroismo non può sostituire l’organizzazione, anzi viene chiesto a noi operatori di fare delle proposte alla Direzione, quando ci sono persone pagate profumatamente per farlo. Il personale è ridotto all’osso e con le ferie in corso non si possono fare miracoli“. La richiesta è di “far capire ai vertici aziendali dell’Asl  che noi operatori stiamo perdendo la motivazione per questo lavoro, perché non vediamo una via d’uscita come pure non si è minimamente considerati ma sfruttati per garantire a pieno regime  i posti letto, nonostante ci sia in atto una carenza di personale che sta generando gravi rischi per la sicurezza dei pazienti e un carico di lavoro insostenibile per gli operatori, andando a violare parametri minimi di assistenza con responsabilità legali e organizzative rilevanti per l’azienda sanitaria“.
L’appello per una soluzione è una richiesta d’aiuto anche e soprattutto per i cittadini “per la  dignità e reputazione di esseri umani. Non lasciateci soli, perché lasciando soli loro, condanniamo i nostri cari – conclude l’operatore”. Vincenzo Costantino invoca ora “condizioni di lavoro dignitose, ascolto e rispetto dei diritti contrattuali oltre al rispetto delle norme contrattuali e dei regolamenti in vigore” annunciando una mobilitazione delle rappresentanze sindacali per “aprire uno stato di agitazione che imponga un intervento urgente“.
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