27 Agosto 2026
05:20
Arrestato in Spagna il “mago delle evasioni”: quattro fughe dal carcere e una cattura anche nel Pavese
TARRAGONA – Quattro evasioni dal carcere, una in Belgio e tre in Italia, prima dell’arresto in Spagna. È finita domenica 23 agosto a Tarragona, in Catalogna, la latitanza di Taulant Toma, 42 anni, ricercato dalla giustizia italiana e conosciuto come il “mago delle evasioni”. L’ultima fuga risaliva al 7 dicembre 2025, quando era evaso dal settore di massima sicurezza del carcere di Opera, nel Milanese. Gli investigatori dell’Udef, l’unità della Polizia nazionale spagnola specializzata nella criminalità economica e fiscale, lo cercavano da tempo. Secondo gli investigatori, Toma si nascondeva nel quartiere Campclar di Tarragona sotto falsa identità e sarebbe stato protetto da una rete della mafia albanese dedita al traffico di droga.
Il 42enne è stato intercettato mentre viaggiava su una Volkswagen Golf insieme a quattro connazionali. Al momento del controllo ha tentato di nascondere la propria identità mostrando documenti falsi. Gli agenti lo hanno riconosciuto anche grazie ai suoi tratti fisici, ai tatuaggi e, in particolare, a una profonda cicatrice sul volto. «Era lui il nostro obiettivo, lo abbiamo riconosciuto e bloccato, mentre intorno ha cominciato a riunirsi una folla», ha riferito all’Ansa l’ispettore capo dell’Udef di Tarragona che ha coordinato l’operazione.
Toma ha opposto una forte resistenza all’arresto. Alcuni degli uomini che erano con lui sono riusciti ad allontanarsi. Uno avrebbe anche colpito due agenti nel tentativo di ostacolare il fermo, prima di fuggire. Una pistola di cui uno dei complici avrebbe cercato di disfarsi è stata successivamente recuperata dalle forze dell’ordine. Il 42enne è stato portato nel carcere di Mas d’Enric, a Tarragona, dove resterà in custodia in attesa delle procedure per l’estradizione in Italia.
La lunga serie di evasioni era iniziata il 9 ottobre 2009. All’epoca Toma, detenuto nel carcere di Terni per rapina aggravata, approfittò di una partita di calcio nel cortile per attraversare un varco nella recinzione e superare il muro di cinta. La latitanza durò 74 giorni e terminò a Casarile, nel Pavese, dove fu catturato insieme al cugino Erjis Kuni, arrestato per favoreggiamento.
La seconda evasione avvenne il 2 febbraio 2013 dal carcere di Parma. Toma segò le sbarre della cella e si calò utilizzando lenzuola annodate, prima di superare il muro di cinta. Fu successivamente catturato in Belgio e rinchiuso nel carcere di Lantin, vicino a Liegi.
Il 14 dicembre 2013 arrivò però la terza fuga. Il piano prevedeva un’azione coordinata anche dall’esterno del carcere: alcuni complici presero in ostaggio una guardia, mentre all’interno venne creato un diversivo. Alcuni detenuti formarono quindi una piramide umana che permise a Toma di superare il muro del penitenziario. All’esterno lo attendevano i complici con un’auto.
L’ultima evasione si è consumata il 7 dicembre 2025 a Opera. Anche in quel caso Toma segò le sbarre della cella e si calò con lenzuola annodate, riuscendo poi a superare il muro di cinta. Dopo la fuga si sarebbe trasferito in Spagna e stabilito a Tarragona. Secondo gli investigatori aveva anche avviato una relazione con una donna spagnola di 35 anni, di origini arabe, che sarebbe stata all’oscuro della sua reale identità. Le indagini proseguono ora per ricostruire la rete di connazionali che potrebbe aver aiutato Toma durante la latitanza.