29 Agosto 2026
05:59
Autorizzata a Spinetta una discarica rifiuti dallo scalo ferroviario: no del Comune e la protesta di Pro Natura
ALESSANDRIA – Questo venerdì è stato autorizzato il progetto di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi in località La Bolla, a Spinetta Marengo, provenienti dai lavori per il nuovo scalo merci al quartiere Cristo. A realizzare il progetto sarà la società Silpdue. Come ha fatto sapere la Provincia di Alessandria, il procedimento ha comportato “una complessa e articolata istruttoria tecnica e amministrativa”, sviluppata attraverso più sedute della Conferenza e con il coinvolgimento di tutti gli Enti e organismi competenti.
Nel corso dell’istruttoria sono stati approfonditi gli aspetti ambientali, sanitari, geologici, idrogeologici, idraulici, urbanistici e gestionali dell’intervento. Le osservazioni formulate dagli enti “hanno determinato la richiesta di numerosi approfondimenti e adeguamenti progettuali, successivamente esaminati nel corso dell’istruttoria”. In particolare questo venerdì sono stati dibattuti i contributi conclusivi arrivate da Regione Piemonte, Arpa, Asl e Comune di Alessandria, oltre alle valutazioni della stessa Provincia.
“Le principali questioni esaminate e superate nel corso della conferenza decisoria hanno riguardato gli aspetti geologici, urbanistici, di localizzazione e di viabilità“ ha sottolineato la Provincia “gli aspetti geologici, idrogeologici e idraulici nonché le questioni relative alla disciplina urbanistica sono state affrontate e valutate dalla Regione Piemonte, arrivando al superamento delle criticità messe in luce nel proprio parere dal Comune di Alessandria”. Tre in particolare, i punti alla base del no di Palazzo Rosso: la mancanza di un adeguato censimento di possibili aree alternative, la troppa vicinanza della discarica alle abitazioni e il no alla proposta di trasportare i rifiuti su treno. Il pietrisco, infatti, verrà trasferito alla cava spinettese su mezzi pesanti.
Sono state inoltre riesaminate le questioni relative ai criteri di localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti. Nel corso della Conferenza, ha aggiunto la Provincia “è stato evidenziato che sull’area non risultano presenti criteri escludenti e che gli elementi penalizzanti individuati sono stati tutti valutati singolarmente dagli enti competenti, verificandone la compatibilità con l’intervento anche attraverso gli approfondimenti progettuali e le prescrizioni definite nel corso dell’istruttoria. Analoga valutazione è stata svolta rispetto alle alternative localizzative, aspetto affrontato nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale e valutato dagli Enti competenti. È stato inoltre confermato il vincolo previsto dal progetto relativamente alla provenienza dei rifiuti dal territorio del Comune di Alessandria”.
Sul piano sanitario, poi, Asl ha espresso parere favorevole, rilevando “che le osservazioni formulate in corso di istruttoria sono state recepite e correttamente integrate nel progetto finale, che ha introdotto ulteriori elementi tecnici in grado di azzerare il potenziale profilo di rischio sanitario per i recettori sensibili”.
Per l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambiente “le soluzioni progettuali integrative forniscono un adeguato riscontro agli aspetti precedentemente rilevati, con particolare riferimento alle quote di progetto, ai sistemi di barriera e impermeabilizzazione, alla copertura della discarica, alla vasca di raccolta e laminazione del percolato, al bacino delle acque meteoriche, alla gestione delle terre e rocce da scavo e ai sistemi di controllo e monitoraggio”.
Una conclusione favorevole, quindi, basata su “una valutazione collegiale e complessiva dei diversi aspetti tecnici, sulla base dei elementi forniti dalle amministrazioni competenti per materia”. La Provincia procederà pertanto alla predisposizione degli atti conclusivi del procedimento e del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale, che comprenderà il giudizio positivo di compatibilità ambientale, l’Autorizzazione Integrata Ambientale e gli ulteriori titoli autorizzativi previsti. Il provvedimento conclusivo “recepirà il complesso delle prescrizioni” definite nel corso del procedimento istruttorio e della Conferenza decisoria, “assicurando che la realizzazione e la gestione dell’impianto avvengano nel rispetto delle condizioni stabilite a tutela dell’ambiente, della salute pubblica, delle risorse idriche e del territorio” ha rassicurato Palazzo Ghilini.
Non mancano le perplessità anche sul fronte del territorio. Promotrice proprio venerdì pomeriggio di un presidio di cittadini davanti al cancello della cava (vedi foto in basso), l’associazione “Pro Natura-E.r.i.c.a. I due fiumi” ha espresso “forte preoccupazione per un iter autorizzativo che ha visto le valutazioni tecniche dell’amministrazione comunale superate da un livello decisionale sovraordinato“: “Ribadiamo la necessità di massima trasparenza su tutti gli aspetti ambientali e sanitari legati al progetto, a partire dalle analisi sulla qualità delle acque superficiali e di falda dell’area interessata. Resta, infatti, da verificare cosa accadrà nella pratica quotidiana del cantiere: il personale addetto sarà adeguatamente formato per queste lavorazioni? Il progetto prevede inoltre l’uso di cannoni nebulizzatori per l’abbattimento delle polveri: con quale acqua verranno alimentati? Una domanda tutt’altro che secondaria, se si considera che nella falda dell’area sono già presenti cromo esavalente, cloroformio, metalli pesanti e, non ultimi per rilevanza, i Pfas”.
