Autore Redazione
martedì
8 Settembre 2026
04:58
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Cronaca - Piemonte

Siccità in Piemonte, le piogge di agosto migliorano la situazione ma il deficit resta

Siccità in Piemonte, le piogge di agosto migliorano la situazione ma il deficit resta

PIEMONTE – Le piogge arrivate nell’ultima parte di agosto hanno migliorato la situazione idrica del Piemonte dopo un luglio particolarmente critico, facendo risalire le portate di numerosi corsi d’acqua, il livello del Lago Maggiore e la quantità di risorse superficiali disponibili. Il recupero, però, non basta ancora a colmare il deficit accumulato durante primavera ed estate: secondo il quadro tracciato da Arpa Piemonte, le riserve restano inferiori alla media e persistono criticità per diversi fiumi, per le falde superficiali e soprattutto per le sorgenti.

Ad agosto sul Piemonte sono caduti mediamente 108 millimetri di pioggia, il 30% in più rispetto alla media climatica 1991-2020. Un dato positivo che va però letto tenendo conto della distribuzione molto irregolare delle precipitazioni, concentrate soprattutto negli ultimi giorni del mese. Tra il 20 e il 31 agosto è infatti caduto circa il 15% di tutta la pioggia registrata dall’inizio del 2026.

Le precipitazioni hanno interrotto una lunga fase caratterizzata da forti deficit: a maggio erano stati registrati 69 millimetri, il 44% in meno rispetto alla norma; a giugno 62 millimetri, con un deficit del 36%; a luglio appena 33 millimetri, il 54% sotto la media. Nonostante il recupero di agosto, l’intera estate meteorologica, da giugno ad agosto, si è chiusa con precipitazioni inferiori del 20% alla norma, pari a circa 48 millimetri mancanti. Considerando invece il periodo dall’inizio dell’anno, lo scarto pluviometrico regionale è di circa il 13%.

A rendere particolarmente critica la situazione è stato il caldo. L’estate meteorologica 2026 è risultata la più calda degli ultimi 70 anni in Piemonte, con una temperatura media regionale di 21,6 gradi e un’anomalia di circa +3,1 °C rispetto alla media 1991-2020. È stato così superato anche il precedente primato dell’estate 2003.

Dalla fine di maggio ad agosto si sono susseguite quattro ondate di calore. Le temperature elevate hanno aumentato l’evapotraspirazione, aggravando il deficit idrico e riducendo l’efficacia delle piogge. L’ultima ondata di calore, iniziata alla fine di luglio e proseguita oltre la metà di agosto, è stata anche la più lunga dell’intera stagione.

Il confronto con le estati piemontesi dal 1958 evidenzia quanto il 2026 sia stato eccezionale soprattutto sotto il profilo termico. La stagione si colloca nettamente tra quelle “caldo-secche” e presenta lo scostamento positivo della temperatura più elevato dell’intera serie storica. Non è stata, quindi, l’estate meno piovosa degli ultimi decenni, ma quella caratterizzata dall’anomalia termica più marcata. Anche il 2003 e il 2022 rientrano tra le estati caldo-secche più anomale, ma nel 2003 il deficit delle precipitazioni era maggiore, mentre nel 2022 l’anomalia termica era meno elevata rispetto al 2026.

La siccità resta evidente sul medio e lungo periodo

Gli effetti delle piogge di agosto emergono soprattutto nel breve periodo. L’indice SPEI, che tiene conto contemporaneamente delle precipitazioni e dell’evapotraspirazione, mostra su una scala mensile condizioni prevalentemente normali o moderatamente piovose in buona parte del Piemonte.
Il quadro cambia però considerando periodi più lunghi. Sulle scale di tre e sei mesi persistono vaste aree interessate da siccità da moderata a severa, con situazioni di siccità estrema soprattutto nei settori centrali, occidentali e meridionali. Condizioni siccitose diffuse rimangono anche sulla scala dei dodici mesi. Il bilancio tra precipitazioni ed evapotraspirazione resta fortemente negativo, su livelli vicini a quelli raggiunti nello stesso periodo del 2022.

I fiumi recuperano: il Po passa da 47 a 136 metri cubi al secondo

Il miglioramento è evidente nelle portate dei principali corsi d’acqua, anche se in diverse zone i valori rimangono sotto la media. Un dato significativo riguarda il Po a Isola Sant’Antonio, alla chiusura del bacino piemontese: ad agosto la portata media è salita a circa 136 metri cubi al secondo, contro una media storica di 226. Il deficit si è così ridotto al 40%. A luglio era arrivato al 79%, con una portata media mensile di appena 47 metri cubi al secondo.
Situazione vicina alla normalità per la Dora Baltea a Tavagnasco, con 118 metri cubi al secondo e uno scarto del 2% rispetto alla norma, e per la Stura di Demonte a Gaiola, con 9,5 metri cubi al secondo e un deficit analogo.
Restano invece più consistenti gli scarti del Toce a Candoglia, con 46,2 metri cubi al secondo e un deficit del 19%, del Tanaro a Montecastello, con 14,2 metri cubi al secondo e un deficit del 53%, del Po a San Sebastiano, con uno scarto del 36%, e del Sesia a Palestro, con un deficit del 30%.

Il Lago Maggiore recupera 70 centimetri

Le precipitazioni dell’ultima decade di agosto hanno prodotto una rapida risalita anche del Lago Maggiore, aumentato di circa 70 centimetri. Alla fine del mese il volume disponibile ha raggiunto circa 170 milioni di metri cubi, corrispondenti a un riempimento del 55%.

Sommando il Lago Maggiore e gli invasi regolati, le risorse idriche superficiali disponibili in Piemonte ammontavano a fine agosto a circa 376 milioni di metri cubi. Il quantitativo resta inferiore del 37% rispetto alla media 2007-2025, pari a circa 596 milioni di metri cubi, ma rappresenta un deciso miglioramento rispetto ai 242 milioni disponibili alla fine di agosto 2022.

Le differenze territoriali rimangono notevoli. Le anomalie negative maggiori interessano il Piemonte orientale, dove le risorse considerate risultano sostanzialmente esaurite. Nel Piemonte occidentale il deficit è di circa il 46%, in quello settentrionale del 37% e nel bacino della Dora Baltea del 29%. Nel Piemonte meridionale, invece, i volumi risultano vicini alla media.

Per i comprensori irrigui la disponibilità viene considerata sufficiente nel Novarese-Vercellese, mentre si registra un lieve deficit nel Canavese e nelle Valli di Lanzo. Rimane più marcata la carenza nei comprensori occidentali, meridionali e alessandrini, anche se le previsioni indicano una possibile tendenza al miglioramento.

Il confronto con il 2022: oggi più acqua disponibile, ma il caldo del 2026 è stato maggiore

Arpa Piemonte sottolinea anche le differenze tra la siccità del 2026 e quella del 2022. Quattro anni fa la crisi era cominciata già nella seconda metà del 2021 ed era stata aggravata da un inverno eccezionalmente caldo, poco piovoso e povero di neve. All’inizio dell’estate 2022 le riserve superficiali, sotterranee e nivali erano quindi già fortemente compromesse.
Nel 2026, invece, le precipitazioni dei primi tre mesi dell’anno avevano inizialmente limitato il deficit. Il peggioramento è stato molto rapido dalla primavera, a causa della combinazione tra poche precipitazioni, esaurimento anticipato della neve e temperature eccezionalmente alte. A fine luglio le due annate erano diventate confrontabili per la gravità dei deficit delle portate e delle risorse superficiali, ma le piogge di fine agosto hanno consentito quest’anno un recupero che nel 2022 non si era verificato con la stessa intensità.
Il confronto dei volumi rende evidente la differenza: 376 milioni di metri cubi di risorse superficiali disponibili alla fine di agosto 2026 contro 242 milioni nello stesso periodo del 2022. Il deficit rispetto alla media è oggi del 37%, mentre quattro anni fa raggiungeva il 59%.
La siccità idrologica del 2026 risulta quindi, a fine agosto, meno severa di quella del 2022 per quanto riguarda le risorse immagazzinate e le acque sotterranee. Resta però eccezionale il peso delle temperature: il 2026 è stato più caldo del 2022 e ha registrato la maggiore anomalia termica estiva dell’intera serie storica piemontese, aumentando sia l’evapotraspirazione sia la domanda d’acqua.

Falda e sorgenti restano in sofferenza

Il recupero delle acque superficiali non si è trasferito con la stessa rapidità alle risorse sotterranee. In molte aree le falde superficiali rimangono sotto la media storica, pur senza raggiungere, nella quasi totalità dei casi, i valori eccezionalmente bassi del 2022.
Più critica è la situazione delle sorgenti monitorate da Arpa Piemonte: otto presentano portate inferiori alla norma e soltanto una registra valori superiori. È un segnale della persistenza della siccità nelle risorse sotterranee, che hanno tempi di risposta più lunghi rispetto a fiumi e bacini superficiali.

Settembre parte con caldo e poche piogge

Il miglioramento registrato alla fine di agosto potrebbe infine essere temporaneo. Per la prima metà di settembre Arpa Piemonte indica condizioni prevalentemente asciutte e temperature nettamente superiori alla norma. Nella prima settimana è prevista una marcata presenza dell’alta pressione africana sul Mediterraneo, seguita dal consolidamento dell’alta pressione sull’Italia settentrionale, con episodi di pioggia poco estesi e poco probabili.
Dopo la metà del mese potrebbe aumentare leggermente l’umidità e con essa la probabilità di precipitazioni, ma in un contesto ancora più caldo della media. Senza piogge diffuse e persistenti, dunque, il recupero delle risorse idriche osservato negli ultimi giorni di agosto rischia di non essere sufficiente a modificare stabilmente una situazione che, soprattutto sul medio e lungo periodo, resta segnata dalla siccità.

(in copertina immagine di repertorio)

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