Autore Redazione
mercoledì
16 Settembre 2026
13:49
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Cronaca - Novara

Irccs a Novara, il rettore Università Piemonte Orientale: “Ricerca e sanità pubblica al centro del progetto”

Irccs a Novara, il rettore Università Piemonte Orientale: “Ricerca e sanità pubblica al centro del progetto”

NOVARA – «Guardiamo con orgoglio e grande determinazione all’avvio di questo nuovo percorso». Il rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Menico Rizzi, commenta così il parere favorevole espresso dalla Giunta regionale piemontese sulla candidatura dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara al riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico nell’area di ematologia e immunologia.

Il parere della Regione rappresenta un passaggio dell’iter che ora proseguirà al Ministero della Salute. Se il riconoscimento sarà ottenuto, secondo quanto evidenziato dall’Ateneo, l’Università del Piemonte Orientale diventerebbe il primo ateneo italiano coinvolto in due Irccs pubblici universitari, dopo il riconoscimento dell’Irccs Alessandria-Casale Monferrato nell’area di cardiologia e pneumologia.

Per il rettore, al centro del progetto c’è il lavoro scientifico sviluppato tra ospedale e Università. «Il cuore del futuro Irccs sarà la ricerca scientifica condotta da unità di eccellenza biomedica e clinica che a Novara hanno maturato una competenza di respiro non solo locale, ma internazionale, grazie soprattutto alle competenze messe in campo dal nostro Ateneo», ha sottolineato Rizzi.

Il rettore ha ringraziato la Regione Piemonte, il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi, oltre agli assessori regionali novaresi Daniela Cameroni, Marina Chiarelli e Matteo Marnati, al senatore Gaetano Nastri, al Comune di Novara e agli altri soggetti del territorio coinvolti nel percorso. «L’Università del Piemonte Orientale ribadisce la profonda determinazione a continuare a fornire formazione e ricerca di eccellenza, in un quadro nazionale e internazionale», ha concluso Rizzi.

La candidatura dell’Aou Maggiore della Carità si fonda sull’attività di 14 gruppi interdisciplinari di cura a indirizzo ematologico e immuno-oncologico, di 18 reparti con implicazioni immunologiche cliniche e del Centro di ricerca traslazionale sulle malattie autoimmuni e allergiche.

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