Autore Redazione
martedì
22 Settembre 2026
05:30
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Cronaca - Acqui Terme - Provincia di Alessandria

Spigno Monferrato entra nell’Atlante delle masche: una storia di streghe e “masconi” riemerge dal 1631

Spigno Monferrato entra nell’Atlante delle masche: una storia di streghe e “masconi” riemerge dal 1631

SPIGNO MONFERRATO (AL) – Ci sono storie che restano per secoli tra le carte degli archivi, affidate all’inchiostro di un verbale, a una testimonianza o alla corrispondenza tra autorità. Poi, quasi quattrocento anni dopo, tornano a parlare. A Spigno Monferrato un processo per stregoneria celebrato nel 1631 diventa oggi una nuova tappa di “Tracce di Masche”, l’Atlante digitale che raccoglie e racconta le testimonianze storiche e leggendarie legate alle streghe piemontesi.

Il paese entra ufficialmente nel progetto ideato da Folklore in Piemonte per censire, conservare digitalmente e valorizzare un patrimonio disseminato sul territorio regionale, fatto di documenti giudiziari e vicende realmente accadute, ma anche di leggende, racconti tramandati oralmente, memorie popolari e toponimi.

La nuova “Traccia” dedicata a Spigno nasce attorno alla vicenda giudiziaria del 1631 e aggiunge così un altro tassello a una mappa destinata a crescere nel tempo. Il contenuto è già disponibile online sul sito di Folklore in Piemonte.

A rendere possibile l’ingresso di Spigno Monferrato nell’Atlante è stata la Pro Loco, che ha fortemente voluto e finanziato la realizzazione della nuova Traccia nell’ambito del lavoro di valorizzazione della memoria storica locale portato avanti dall’associazione, con l’impegno in particolare del presidente Angelo Rubba e del vicepresidente Giampietro Moretti.

La presentazione al pubblico si è tenuta sabato 19 settembre a Spigno Monferrato, durante il convegno “Il volto delle streghe: storie, simboli, racconti”, inserito nella manifestazione “MASCA – Il ritorno della strega”. In quell’occasione Cristina Bertolino, fondatrice di Folklore in Piemonte e ideatrice di “Tracce di Masche”, ha illustrato il progetto e mostrato in anteprima la nuova tappa dell’Atlante.

Non solo streghe: a Spigno compaiono i “masconi”

La storia di Spigno presenta però una particolarità che la distingue da molte delle narrazioni più conosciute sulla stregoneria. Tra le persone coinvolte nelle accuse del 1631 non figurano soltanto donne. Nei documenti compaiono anche uomini, accusati insieme alle presunte streghe di pratiche legate alla stregoneria e alla diffusione della peste. È qui che entra in scena una figura molto meno presente nell’immaginario collettivo: quella del “mascone”, controparte maschile della masca.

Un elemento che ha trovato spazio anche nella rappresentazione visiva della nuova Traccia. Nell’illustrazione originale realizzata da Ilaria Minniti per Spigno compare infatti anche un personaggio maschile, raffigurato insieme al Diavolo sulla base delle accuse contenute nella documentazione dell’epoca.

Ma la vicenda del 1631 offre anche l’occasione per andare oltre l’immaginario folklorico della strega e osservare più da vicino il funzionamento della società e della giustizia del tempo. Documenti, testimonianze, accuse e corrispondenza epistolare tra le autorità restituiscono infatti la complessità delle dinamiche giudiziarie e il ruolo dei diversi poteri coinvolti nella vicenda. È proprio questo intreccio tra storia documentata e memoria collettiva a costituire uno degli elementi centrali di “Tracce di Masche”.

Una mappa per leggere, vedere e ascoltare le storie

L’Atlante è costruito come una mappa interattiva del Piemonte. Ogni località coinvolta è segnalata con una X e conduce a una propria Traccia digitale. Non si tratta semplicemente di una scheda storica: ogni racconto viene sviluppato attraverso linguaggi differenti, per raggiungere pubblici diversi.
C’è un libro digitale da sfogliare, accompagnato da un’illustrazione originale e inedita realizzata appositamente per il progetto da Ilaria Minniti. A questi contenuti si aggiunge una narrazione audio, pensata per permettere di ascoltare le storie anche a chi preferisce la voce alla lettura.

Alla base delle singole Tracce possono esserci materiali molto differenti. In alcuni casi sono documenti relativi a processi per stregoneria o vicende di persone realmente esistite; altrove sono leggende, racconti trasmessi oralmente di generazione in generazione, memorie radicate nelle comunità o persino nomi di luoghi che hanno conservato nel paesaggio l’eco di antiche credenze.
Accostando queste testimonianze, l’Atlante prova così a restituire una geografia piemontese delle masche che non è uniforme. Le storie cambiano da una zona all’altra, così come cambiano i protagonisti, le credenze e le caratteristiche attribuite alle figure legate alla stregoneria. Allo stesso tempo emergono connessioni tra località anche molto lontane fra loro.

Il progetto non è destinato, però, a rimanere confinato sullo schermo di un computer o di uno smartphone. Una delle prospettive di “Tracce di Masche” è infatti riportare le storie nei territori dai quali provengono, trasformandole anche in occasioni di scoperta dei luoghi. Alle narrazioni digitali e agli eventi dal vivo possono così affiancarsi presìdi permanenti, con percorsi dotati di pannelli, illustrazioni e QR code attraverso i quali accedere direttamente ai contenuti dell’Atlante.

Un’esperienza già realizzata a Racconigi, dove lungo il Sentiero sul Maira è nato il “Percorso Sulle Tracce di Masche”. In questo caso le storie escono dalla dimensione esclusivamente digitale e diventano tappe da incontrare camminando: il paesaggio reale e quello della memoria finiscono così per sovrapporsi.
Con Spigno Monferrato, dunque, sulla mappa compare una nuova X. Dietro quel segno ci sono nomi, accuse, paure e testimonianze risalenti al 1631, ma anche una pagina della storia locale che torna oggi a essere raccontata. E questa volta, accanto alle masche, dalle carte del passato riemergono anche i loro meno conosciuti protagonisti maschili: i “masconi”.

(in copertina e nell’articolo foto tratte dal sito www.folkloreinpiemonte.it)

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