Autore Redazione
mercoledì
23 Settembre 2026
10:15
Condividi
Cronaca - Broni-Casteggio - Provincia di Pavia

Montalto Pavese e Broni nella sperimentazione lombarda per testare un nuovo modello di connettività

Montalto Pavese e Broni nella sperimentazione lombarda per testare un nuovo modello di connettività

PROVINCIA DI PAVIA – La provincia di Pavia entra nel laboratorio lombardo della nuova connettività. Montalto Pavese e Broni sono infatti tra i sedici comuni coinvolti nella sperimentazione promossa in Lombardia per verificare sul campo un modello capace di integrare tecnologia satellitare, fibra e collegamenti wireless, con l’obiettivo di ridurre il divario digitale nelle zone dove realizzare infrastrutture terrestri tradizionali risulta più difficile o costoso.

Un progetto che per il territorio pavese assume un rilievo particolare. Non solo per la presenza dei due comuni dell’Oltrepò tra le località interessate dai test, ma anche per il supporto scientifico dell’Università di Pavia, coinvolta nella sperimentazione affidata al raggruppamento formato da Fastweb e Telespazio, società del gruppo Leonardo.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Dipartimento per la trasformazione digitale, Regione Lombardia e Aria, nell’ambito della Strategia nazionale per la Banda Ultra Larga. Regione Lombardia ha destinato alla sperimentazione 1,5 milioni di euro.

La sperimentazione ha interessato complessivamente 16 comuni distribuiti in nove province lombarde. Oltre a Montalto Pavese e Broni, in provincia di Pavia, i test sono stati effettuati a Bergamo; Brescia e Ponte di Legno, nel Bresciano; Eupilio, in provincia di Como; Corte de’ Frati, nel Cremonese; Marudo, Pieve Fissiraga e Casalmaiocco, in provincia di Lodi; Moglia, nel Mantovano; Brugherio, in provincia di Monza e Brianza; e Sondrio, Torre Santa Maria, Valdidentro e Val Masino, in provincia di Sondrio. Una rete di località con caratteristiche territoriali differenti, scelta per mettere alla prova il nuovo sistema in diverse condizioni e verificare la possibilità di adottarlo anche nelle aree dove la realizzazione delle tradizionali infrastrutture di telecomunicazione presenta maggiori difficoltà.

I primi dati indicano velocità di download comprese, nelle configurazioni sottoposte a prova, tra 216,4 e 515,8 Mbps, mentre quelle in upload sono risultate comprese tra 33,7 e 91,9 Mbps. La qualità dei servizi è stata valutata tra 4 e 5 punti su 5 .

Tra le località che hanno ottenuto il punteggio massimo nelle prove di streaming e navigazione web figura proprio Montalto Pavese, insieme a Brescia, Moglia, Eupilio e Sondrio.

La sperimentazione ha interessato complessivamente dieci punti di raccolta e 39 configurazioni di “borgo virtuale”. Per sessanta giorni sono state simulate le attività di una comunità connessa, arrivando fino a 125 utenti contemporanei impegnati nella navigazione internet, nello streaming, nelle videoconferenze, nell’utilizzo di servizi cloud e nella telefonia via Internet. I test sono stati effettuati sul campo anche in differenti condizioni meteorologiche, sottoponendo la rete a carichi elevati per verificarne stabilità e prestazioni.

La novità consiste nell’utilizzare il satellite come collegamento di trasporto tra le reti presenti sul territorio e la rete nazionale. Per l’utente finale, invece, il collegamento può continuare ad arrivare attraverso fibra, rame o accessi wireless.

Il traffico generato da abitazioni, imprese ed edifici pubblici viene raccolto territorialmente e trasferito attraverso il segmento satellitare fino al nodo di aggregazione di Milano Caldera, per essere successivamente instradato verso Internet dagli operatori.

In questo modo la capacità satellitare può essere condivisa tra più utenze e servire un’intera area, offrendo una possibile soluzione soprattutto nei piccoli centri, nelle zone montane e nei territori nei quali gli interventi infrastrutturali tradizionali presentano maggiori difficoltà.

Il modello potrebbe quindi avere ricadute interessanti anche per quelle aree della provincia di Pavia e dell’Oltrepò Pavese dove la conformazione geografica e la dispersione degli insediamenti rendono più complesso garantire collegamenti ad alte prestazioni.

A presentare i risultati sono stati, nella sede milanese del Dipartimento per la trasformazione digitale, il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alla Digitalizzazione Ruggero Invernizzi e l’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile Franco Lucente, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessio Butti e del presidente di Aria Marco Ambrosini.

Secondo Invernizzi, la sperimentazione ha mostrato come la tecnologia satellitare possa fornire una risposta immediata alle aree ancora interessate dal divario digitale, riducendo sia i costi di attivazione sia i tempi necessari per portare la connettività a famiglie e imprese. L’obiettivo della Regione è fare dell’esperienza lombarda un modello utilizzabile anche nel resto del Paese.

Per l’assessore Franco Lucente il progetto punta ad “azzerare le distanze tra centri nevralgici e periferie”, permettendo a cittadini e imprese di accedere a servizi digitali di qualità indipendentemente dal luogo in cui si trovano.

La prospettiva va oltre la disponibilità di una connessione veloce. L’accesso stabile alla rete è infatti sempre più legato alla possibilità di utilizzare servizi pubblici digitali, lavorare e studiare a distanza, accedere a piattaforme sanitarie e sostenere la competitività delle attività produttive. È proprio nei territori periferici che il superamento del digital divide può assumere anche un significato economico e sociale, riducendo parte dello svantaggio infrastrutturale rispetto ai grandi centri urbani.

 

Condividi