Autore Redazione
venerdì
25 Settembre 2026
05:30
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Cronaca - Alto Piemonte

Industria manifatturiera, l’Alto Piemonte torna a crescere. Vco e Biella trainano la ripresa

Industria manifatturiera, l’Alto Piemonte torna a crescere. Vco e Biella trainano la ripresa

PIEMONTE – Segnali di recupero per l’industria manifatturiera dell’Alto Piemonte nel secondo trimestre del 2026. Tra aprile e giugno la produzione industriale è aumentata complessivamente del 2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un risultato sostanzialmente in linea con la media piemontese, che si attesta al +2,8%. Dietro il dato generale, tuttavia, emergono differenze significative sia tra i diversi settori produttivi sia tra le quattro province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli.

È quanto emerge dall’indagine congiunturale relativa al secondo trimestre 2026 della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, che ha coinvolto 611 imprese, per circa 23.870 addetti e un fatturato complessivo superiore agli 8,5 miliardi di euro.

A livello settoriale uno dei segnali più rilevanti arriva dal tessile-abbigliamento, che nell’insieme dell’Alto Piemonte cresce del 5,3%, spinto soprattutto dal recupero del Biellese. Un risultato che deve comunque essere letto alla luce della fase congiunturale poco dinamica che aveva caratterizzato i periodi precedenti.

Positivo anche l’andamento delle altre industrie manifatturiere, in aumento del 4,1%, mentre la metalmeccanica registra un +2,4% e la chimica-gomma-plastica un +2%.

La fotografia territoriale restituisce però un Alto Piemonte a più velocità. Il Verbano Cusio Ossola, con una crescita della produzione del 5,7%, ottiene il risultato migliore non soltanto nell’area, ma nell’intero Piemonte. Segue Biella con il +4,7%, mentre Novara cresce del 2,6%. Vercelli è invece l’unica delle quattro province a chiudere il trimestre in territorio negativo, con un -0,5%, collocandosi all’ultimo posto nella graduatoria piemontese.

A commentare i risultati è Angelo Santarella, presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte.

“I dati della produzione industriale del secondo trimestre 2026 sono caratterizzati da un miglioramento a livello complessivo, ma per alcuni comparti del territorio la fase congiunturale si mantiene difficile“, dichiara Santarella.

Il quadro economico, secondo il presidente della Camera di Commercio, continua infatti a risentire delle incertezze internazionali e delle condizioni finanziarie che incidono sulle scelte delle aziende.

“I contraccolpi degli scenari geopolitici e le recenti frenate della crescita, uniti al persistere delle tensioni inflazionistiche e a condizioni di accesso al credito più rigide, continuano infatti a influenzare la propensione agli investimenti delle imprese. Sebbene non manchino indicatori positivi, in particolare sul fronte della domanda, occorre mantenere alta l’attenzione: per consolidare la tenuta e riattivare i comparti ancora in difficoltà è essenziale un impegno corale che offra risposte concrete ed efficaci a supporto delle nostre imprese, accompagnandole verso un recupero omogeneo e duraturo“.

Biella, tessile in recupero: produzione industriale +4,7%

Tra i territori che mostrano i segnali più evidenti di ripresa c’è Biella, dove la produzione industriale cresce del 4,7% su base annua, facendo registrare il secondo incremento congiunturale consecutivo dopo una fase particolarmente complessa.

Il risultato supera la media regionale del +2,8% e colloca la provincia al terzo posto in Piemonte.

A sostenere il recupero è soprattutto il cuore produttivo del territorio: il tessile. Tutti i suoi principali comparti registrano infatti variazioni positive, con il finissaggio che raggiunge il +15,2%, la tessitura il +11,4% e la filatura il +9,7%. Più contenuta la crescita delle altre industrie tessili, ferme al +1,3%, mentre la metalmeccanica registra un incremento dello 0,7%.

Segnali favorevoli arrivano anche dal fatturato, in aumento complessivamente del 5,9%. La componente legata al mercato interno cresce del 6,7%, mentre quella estera avanza del 4,8%.

Anche gli ordinativi restituiscono indicazioni incoraggianti: quelli provenienti dal mercato interno aumentano del 4,4%, mentre gli ordini dall’estero crescono del 6,4%. Rimangono comunque differenze marcate tra i singoli comparti produttivi e tra imprese di diversa dimensione.

Novara cresce del 2,6%, ma i settori viaggiano a velocità diverse

Più contenuto il recupero dell’industria novarese. La produzione manifatturiera della provincia cresce del 2,6%, un valore sostanzialmente allineato alla media regionale del +2,8%.

Il dato complessivo nasconde però andamenti molto differenti. Alimentare e bevande arretrano del 2,9%, mentre il tessile-abbigliamento perde il 3,4%. Sul versante opposto, la metalmeccanica cresce del 3,2%, con rubinetteria e valvolame al +1,5%.

Positivo anche il risultato della chimica-gomma-plastica, che registra un +3,3%, mentre le altre industrie manifatturiere mettono a segno l’incremento più consistente, pari all’8,5%.

Il fatturato complessivo delle imprese novaresi coinvolte nell’indagine aumenta del 5,2%. In questo caso è soprattutto l’estero a mostrare maggiore dinamismo, con un +6,8%, contro il +4,3% del mercato interno.

Una tendenza ancora più evidente sul fronte degli ordinativi: quelli interni salgono dell’1,7%, mentre gli ordini provenienti dai mercati esteri aumentano del 7,8%. Anche in questo caso il quadro cambia sensibilmente in base al settore e alla dimensione delle imprese.

Verbano Cusio Ossola primo in Piemonte: produzione a +5,7%

La performance migliore arriva dal Verbano Cusio Ossola. Nel secondo trimestre dell’anno la produzione industriale cresce del 5,7% su base annua, quasi tre punti percentuali sopra la media regionale. Un risultato che porta il Vco al vertice della graduatoria delle province piemontesi.

A differenza di altri territori, inoltre, la crescita interessa tutti i principali settori presi in considerazione dall’indagine.

La metalmeccanica aumenta del 6,1%, sostenuta in particolare dall’industria dei metalli, che raggiunge il +7,3%. La chimica-gomma-plastica cresce del 6,2%, mentre le altre industrie manifatturiere registrano un +5,1%.

Il fatturato complessivo aumenta del 5%. In questo caso è il mercato domestico a mostrare la maggiore vivacità, con una crescita del 5,4%, mentre la componente estera si ferma al +3,3%.

Buoni anche i risultati sul fronte della domanda: gli ordinativi interni crescono del 5,1% e quelli esteri del 6,6%, pur con differenze anche rilevanti tra settori produttivi e dimensioni aziendali.

Vercelli in controtendenza: produzione -0,5%

Il quadro cambia spostandosi nel Vercellese. Vercelli è l’unica provincia dell’Alto Piemonte a registrare una diminuzione della produzione industriale, con una variazione del -0,5% rispetto al secondo trimestre 2025.

Il risultato è nettamente inferiore alla media piemontese del +2,8% e colloca la provincia in fondo alla graduatoria regionale.

A pesare sono soprattutto due settori. Il tessile-abbigliamento registra una diminuzione del 2,8%, mentre la metalmeccanica arretra del 3,1%. Particolarmente significativo il risultato del comparto rubinetterie e valvolame, dove la flessione raggiunge l’8,8%.

In controtendenza la chimica-gomma-plastica, che cresce del 3,6%, mentre alimentare e bevande registrano un più contenuto +1,2%.

Più debole anche l’andamento dei ricavi. Il fatturato complessivo scende del 3%, con la componente interna a -3,1% e quella estera a -2,8%.

Qualche segnale positivo arriva dagli ordinativi, anche se gli incrementi rimangono contenuti: +1,7% sul mercato interno e +2,8% su quello estero.

Nel complesso, dunque, il secondo trimestre del 2026 consegna all’Alto Piemonte un quadro di moderata ripresa dell’attività manifatturiera, sostenuta soprattutto dalle performance del Verbano Cusio Ossola e dal ritorno alla crescita di alcuni comparti del tessile biellese. Restano però forti differenze territoriali e settoriali, con Vercelli ancora in difficoltà e alcuni comparti del Novarese in contrazione.

I dati su fatturato e ordinativi, soprattutto quelli provenienti dai mercati esteri in diversi territori, indicano segnali di maggiore dinamismo della domanda. La sfida sarà capire se il recupero registrato tra aprile e giugno riuscirà a consolidarsi nei prossimi trimestri e a estendersi anche ai settori che continuano a mostrare maggiore debolezza.

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