Autore Redazione
lunedì
28 Settembre 2026
05:56
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Cronaca - Alto Piemonte - Provincia di Alessandria - Provincia di Pavia

Insalata e pomodori per ricchi? Cosa sta succedendo

Insalata e pomodori per ricchi? Cosa sta succedendo

ITALIA – Chi va a fare la spesa se ne sarà accorto. Sui banchi dei supermercati e dai fruttivendoli ci sono sempre meno pomodori e cespi di insalata. Ecco, questa potrebbe non essere una situazione temporanea. Il problema infatti è che gli eventi climatici estremi stanno producendo conseguenze sempre più gravi alle coltivazioni sensibili alle ondate di calore.

I pomodori e le insalate sono tra i prodotti che rientrano in questa categoria. Il risultato è la presenza ridotta nei negozi e l’aumento dei prezzi. I cali di produzione sono stati rilevati anche dall’Istat: tra il 2019 e il 2023 la produzione di insalata è scesa del 10,5%, e così quella di carote (-11,5%) e peperoni (-9%). La testimonianza di quanto sta accadendo arriva anche dall’Alessandrino, come hanno spiegato i fratelli Mirone di Castellazzo, aderenti alla Cia, Confederazione italiana agricoltori, peraltro fornitori di marchi come Esselunga e Bonduelle. “Noi produciamo insalata e quest’estate è mancata l’escursione termica, necessaria per far crescere bene questo tipo di ortaggio. Le piante hanno sofferto e la qualità è stata bassa. A tutto questo si è aggiunta la grandinata di luglio che ha letteralmente tenuto fermi i nostri campi per un mese e mezzo. Se non fossimo una realtà strutturata noi avremmo dovuto chiudere ma con un altro anno del genere chiuderemmo“. Gigi Mirone, aggiunge anche che mai in 54 anni di vita aveva visto “situazioni del genere“. La grandinata, ha spiegato “ha mitragliato i nostri cavoli come mai prima, come se qualcuno avesse sparato a distanza ravvicinata“. La stessa testimonianza arriva da un altro agricoltore, Mauro Berardo, di Solero, che descrive una stagione complicatissima per “il caldo eccessivo e la carenza di acqua“. Gli agricoltori davanti a questi problemi climatici hanno dovuto affrontare spese idriche eccessive o assistere a coltivazioni sempre meno produttive. “Le patate sopra i 30 gradi si fermano, il mais ha sofferto terribilmente“, ha concluso, descrivendo uno scenario che anche in provincia non aveva mai mostrato questa violenza. I cambiamenti climatici ormai si manifestano con eventi estremi ma anche con un progressivo sfinimento delle coltivazioni che rischiano di colpire duramente la natura agricola della pianura Padana.

Foto di Avin CP su Unsplash

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