Autore Redazione
venerdì
25 Settembre 2026
08:32
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Cronaca - Alto Piemonte - Biella - Novara - Provincia di Pavia

Pedopornografia e hackeraggio di profili social: arrestato 39enne residente nel pavese

Operazione della polizia cibernetica di Novara: una indagine complessa ha portato all'arresto di un uomo residente nel pavese
Pedopornografia e hackeraggio di profili social: arrestato 39enne residente nel pavese

NOVARA – Rubava le credenziali d’accesso dei profili social di persone ignare per poi utilizzare i loro account e diffondere migliaia di foto e video pedopornografici. Con queste accuse la Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 39 anni, residente in provincia di Pavia, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano.

Le indagini condotte dalla Polizia Cibernetica di Novara

L’operazione è scattata a seguito delle indagini avviate lo scorso anno dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Novara, nate da una segnalazione del centro statunitense NCMEC (National Center for Missing Exploited Children) relativa al traffico di materiale illecito su Messenger.

I primi accertamenti degli agenti avevano indirizzato l’attenzione verso l’account di un pensionato, risultato però completamente estraneo ai fatti: il suo profilo era stato violato. Ripercorrendo le tracce informatiche e analizzando il flusso dei dati, gli investigatori sono riusciti a risalire alla reale identità del 39enne.

Trovati 15.000 file pedopornografici

Nel corso della prima perquisizione, scattata nel febbraio 2025, sono stati sequestrati diversi dispositivi informatici. L’analisi forense sul materiale ha permesso di recuperare circa 15.000 file pedopornografici (tra foto e video), alcuni dei quali di natura particolarmente violenta.

Gli approfondimenti tecnici hanno confermato l’accesso abusivo al profilo del pensionato e hanno portato alla luce un vero e proprio sistema: l’indagato era infatti in possesso di un elenco con le credenziali di circa 200 account Messenger rubati e usati abitualmente a insaputa dei legittimi proprietari.

Arrestato e portato in carcere a Biella

Su richiesta della Procura della Repubblica di Milano, il GIP ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere insieme a un nuovo decreto di perquisizione, durante la quale sono stati sequestrati altri 5 dispositivi elettronici che saranno sottoposti ad ulteriori analisi.

L’uomo è stato trasferito nel carcere di Biella ed è stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e l’indagato è da ritenersi innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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