Il nuovo questore di Alessandria, Giuseppe Mariani: “Presenza sul territorio e lavoro di squadra”. Occhi puntati sulle truffe agli anziani
ALESSANDRIA – È arrivato ad Alessandria quasi di corsa, con pochi giorni per salutare Savona, chiudere quanto era rimasto in sospeso e cominciare contemporaneamente a conoscere una provincia nuova, molto più grande e articolata di quella lasciata in Liguria.
Giuseppe Mariani, nuovo questore di Alessandria, porta con sé quarantuno anni trascorsi nella Polizia di Stato e apre un nuovo capitolo professionale in una provincia che considera “complessa e stimolante” e alla quale assicura “presenza sul territorio, prevenzione e repressione dei reati e soprattutto lavoro di squadra”.
Nato a Lecce nel 1966, Mariani è entrato in Polizia subito dopo il diploma. Aveva diciannove anni e da allora l’uniforme non l’ha più lasciata. La sua prima destinazione fu Gela, in Sicilia. E non fu certamente un esordio semplice. Erano gli anni della guerra di mafia e Mariani si trovò giovanissimo in una città segnata da una violenza impressionante: 120 omicidi in tre anni in un centro di circa 90 mila abitanti. È lì, racconta, che si è formato sul campo, confrontandosi immediatamente con una delle realtà più difficili nelle quali un giovane poliziotto potesse trovarsi: “Lì mi sono fatto le ossa, ma non solo le ossa: mi sono fatto tutto il corpo”, ha ricordato.
A soli 26 anni, gli venne affidato il suo primo commissariato, a Niscemi. Era talmente giovane che spesso chi entrava negli uffici non credeva di avere davanti il dirigente. Seguirono Caltagirone e poi ancora Niscemi prima di lasciare l’isola e, come dice lui, “sbarcare nel continente”. Da lì una lunga sequenza di incarichi: Tarquinia, Prato, Carrara e infine quell’asse tra Liguria e Piemonte che ha caratterizzato soprattutto gli ultimi anni della sua carriera.
Nel 2021 è arrivato il primo incarico da dirigente superiore alla Polizia ferroviaria della Liguria, quindi Vercelli, Savona e adesso Alessandria. “Ultimamente mi fanno fare un po’ come l’elettrocardiogramma, su e giù”, scherza Mariani, che ormai si considera un frequentatore abituale della zona di confine tra Piemonte e Liguria.
Alessandria, però, rappresenta una realtà diversa. La provincia è molto più estesa di quella savonese e conta 187 comuni contro i 69 di Savona. E soprattutto si trova al centro di collegamenti e territori differenti: guarda alla Lombardia, alle altre province piemontesi e contemporaneamente alla Liguria.Una conformazione che, secondo il nuovo questore, inevitabilmente si riflette anche sulla sicurezza e sulla distribuzione dei fenomeni criminali.
Mariani evita di arrivare con diagnosi già confezionate. È appena entrato nel suo ufficio in corso La Marmora e vuole prima conoscere bene il territorio. Ma dai primi confronti emergono già alcuni fenomeni sui quali concentrare l’attenzione. A partire dai reati contro il patrimonio e dalle truffe agli anziani, una piaga che conosce bene anche per le precedenti esperienze a Vercelli e Savona.
Le truffe agli anziani sono tra i reati che lo colpiscono maggiormente perché al danno economico aggiungono quello morale. Chi ne rimane vittima non perde soltanto denaro o oggetti di valore, ma subisce spesso un trauma molto più profondo.
Contrastare questi gruppi, spiega, non è semplice. Si muovono velocemente da una provincia all’altra, arrivano in treno, utilizzano auto a noleggio, cambiano continuamente tecniche. Durante il periodo trascorso a Vercelli, un’indagine articolata della Squadra Mobile aveva permesso di arrestare una decina di persone che operava anche nelle province di Novara e Pavia. È il genere di attività investigativa che Mariani vuole a sviluppare anche ad Alessandria: “Noi ci saremo”, assicura.
E per esserci, nella sua idea, bisogna innanzitutto lavorare insieme. Mariani torna più volte su un concetto che considera centrale: la squadra. Quella interna alla Questura, certamente, ma anche quella più grande composta da tutte le istituzioni e le realtà che concorrono alla sicurezza.
Forze dell’ordine, Prefettura, ma anche Croce Rossa, Protezione civile e gli altri soggetti presenti sul territorio devono riuscire a muoversi in maniera coordinata. È un modello che ha sperimentato anche a Savona, per esempio durante la gestione degli sbarchi, e che vuole portare con sé ad Alessandria.
Tra le priorità indicate c’è poi la violenza di genere. Un fenomeno che, sottolinea Mariani, non conosce differenze di nazionalità o di ceto sociale e davanti al quale il primo strumento deve essere la prevenzione ma anche la capacità di capire chi si ha davanti.
Ricorda ancora una donna incontrata circa vent’anni fa, quando il Codice Rosso non esisteva. Riuscì a convincerla a parlare e lei raccontò che i maltrattamenti erano cominciati addirittura durante il viaggio di nozze e continuavano da anni. Non sempre una vittima riesce a presentarsi spontaneamente in Questura e denunciare. Alcune situazioni emergono dai referti inviati dagli ospedali, altre durante gli interventi delle Volanti nelle abitazioni. In altri casi sono proprio gli operatori a dover aiutare la persona a raccontare quello che sta accadendo. Per questo, dice Mariani, la Polizia “cerca sempre di intervenire con la giusta umanità” perché dietro una persona che entra in Questura può esserci un passato fatto di anni di violenze mai raccontate.
Più sommerso è un altro fenomeno sul quale il nuovo questore richiama l’attenzione: la criminalità organizzata. Alessandria non vive certamente le condizioni che Mariani conobbe nella Sicilia dei suoi primi anni di servizio, ma questo non significa che il problema sia assente.
Oggi una parte della criminalità organizzata si muove nell’economia, punta ai patrimoni e al riciclaggio del denaro. Ed è proprio questa capacità di mimetizzarsi nel tessuto economico a renderla più difficile da individuare. Su questo fronte Mariani considera la Divisione Anticrimine di Alessandria “un’eccellenza”.
C’è poi un tema che guarda direttamente alle nuove generazioni. Mariani vede, in una parte dei giovani, un “abbassamento del rispetto per la vita” e individua tra le possibili influenze negative alcuni modelli proposti dalla musica e dai social, ai quali oggi si aggiunge anche l’intelligenza artificiale. Ma precisa subito di non voler generalizzare: tra i giovani ci sono eccellenze.
La risposta, ancora una volta, deve partire dalla prevenzione. Per questo considera fondamentale il rapporto con il mondo scolastico e vuole proseguire gli incontri con gli studenti, nelle scuole e nelle università, già portati avanti dalla Questura du Alessandria e sperimentati anche durante la sua esperienza savonese.
Sul tavolo restano poi la droga, i reati contro il patrimonio, la sicurezza nei luoghi di aggregazione e il controllo di un territorio particolarmente vasto.
Mariani descrive la Questura come un corpo umano, nel quale ogni parte è necessaria. Ci sono quelle più conosciute alla maggior parte dei cittadini, come le Volanti, la Squadra Mobile e la Digos, ma ci sono anche gli uffici amministrativi, quelli tecnici e l’Immigrazione. Altrettanto fondamentali sono poi la Polizia Stradale, che in questa provincia assume un’importanza particolare per la presenza delle grandi arterie stradali e autostradali, la Polizia Ferroviaria e la Polizia Postale, quest’ultima impegnata sia contro le sempre più frequenti truffe online sia sul delicatissimo fronte della pedopornografia.
Ad Alessandria c’è inoltre la Scuola di Polizia, che proprio in questi giorni sta formando circa 400 nuovi poliziotti: un’altra presenza che testimonia il peso di Alessandria nell’organizzazione della Polizia di Stato.
Mariani eredita una Questura della quale dice di aver ricevuto “ottime referenze” e in cui riconosce “l’impronta positiva” lasciata dal suo predecessore, Sergio Molino. Adesso toccherà a lui conoscere fino in fondo una provincia molto più grande di quelle che ha diretto recentemente. E Mariani vuole farlo anche uscendo dal suo ufficio. Gli piace camminare per le città nelle quali lavora, vedere personalmente i luoghi e comprenderne la realtà. Qualcuno gli aveva detto che Alessandria fosse brutta, ma le prime impressioni sono state diverse. Ha già notato il palazzo della Prefettura, il Conservatorio, il Duomo. Da uomo abituato al mare dovrà invece prendere confidenza con un clima differente e soprattutto con le zanzare, contro le quali gli hanno già regalato, racconta divertito, una racchetta elettrica.
È il lato più leggero di un arrivo che porta con sé una sfida impegnativa. Perché Alessandria non è soltanto la città, ma una provincia di 187 comuni. Ed è proprio questa complessità ad attirarlo. Dopo Gela, Niscemi, gli anni in Sicilia e una carriera che lo ha portato in molte parti d’Italia, Mariani non arriva promettendo l’impossibile. Sa che truffe, droga, violenza di genere e criminalità non sono fenomeni che possono semplicemente scomparire e che oggi non esistono territori completamente immuni dai reati. La promessa è un’altra: “Non esistono più città a criminalità zero, ma daremo il massimo”. E per spiegare come intende farlo torna ancora una volta al concetto che accompagna tutta la sua presentazione. “Io farò di tutto con la mia squadra per dare sicurezza. E ho una squadra ottima”.