Autore Redazione
martedì
29 Settembre 2026
08:56
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Politica - Mortara - Provincia di Pavia

Mortara, pasto differenziato a mensa per i figli delle famiglie morose: i sindacati chiedono al Comune di ripensarci

Mortara, pasto differenziato a mensa per i figli delle famiglie morose: i sindacati chiedono al Comune di ripensarci

MORTARA (PV) – Un pasto diverso per i bambini delle famiglie che risultano morose nel pagamento della mensa scolastica. La scelta dell’amministrazione comunale di Mortara suscita la reazione di CGIL Pavia, CISL Pavia-Lodi e UIL Pavia, che chiedono al Comune di riconsiderare il provvedimento.

“I conti del Comune non si regolano nel piatto dei bambini” affermano le tre organizzazioni sindacali in una nota congiunta. Secondo i sindacati, una questione economica che riguarda gli adulti non dovrebbe ricadere sui più piccoli, con il rischio di rendere evidente a scuola la situazione debitoria della famiglia.

CGIL, CISL e UIL non mettono in discussione il diritto dell’ente locale a recuperare le somme non versate. Sostengono però che per farlo debbano essere utilizzati altri strumenti, dalle procedure amministrative alle rateizzazioni fino all’intervento dei servizi sociali, distinguendo le famiglie che si trovano in una situazione di effettiva difficoltà economica da quelle che, pur potendo pagare, non lo fanno.

A preoccupare particolarmente i sindacati è la motivazione che sarebbe alla base della scelta: servire al bambino un pasto diverso e meno appetitoso rispetto a quello dei compagni affinché possa lamentarsi a casa e spingere così i genitori a saldare il debito.

Una modalità che le organizzazioni sindacali respingono, sostenendo che “i bambini non possono diventare lo strumento attraverso il quale esercitare pressione sui genitori”.

Per CGIL, CISL e UIL, inoltre, il momento della mensa va considerato parte integrante della vita scolastica: non soltanto un servizio, ma anche uno spazio educativo, di socialità e condivisione. Differenziare il pasto sulla base della situazione debitoria della famiglia rischierebbe, secondo i sindacati, di rendere immediatamente riconoscibili differenze economiche e sociali tra gli alunni.

Da qui l’appello rivolto all’amministrazione comunale di Mortara affinché riveda la decisione e individui soluzioni alternative per recuperare le somme dovute, conciliando la tutela delle risorse pubbliche con quella che CGIL, CISL e UIL definiscono la necessità di salvaguardare “la dignità e l’uguaglianza di tutte le bambine e di tutti i bambini”.

 

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