Circovino, oltre 50 serate e il gran finale a Casale Monferrato: “Abbiamo creato una comunità”
CASALE MONFERRATO – Una piazza Castello piena, il pubblico arrivato anche dopo aver lasciato in anticipo gli stand della Festa del Vino e la sensazione, per chi era sul palco, di trovarsi davanti a qualcosa che fino a poco tempo prima sarebbe stato difficile immaginare. Il Circovino ha chiuso a Casale Monferrato un’estate da oltre 50 serate, con il dj set inserito nel programma della Festa del Vino del Monferrato, davanti alla città in cui buona parte del gruppo è cresciuta e proprio nella manifestazione che da generazioni rappresenta uno degli appuntamenti più sentiti dai casalesi. “Una piazza Castello così non l’avevo mai vista”, hanno raccontato i ragazzi ai microfoni di Radio Gold pochi minuti dopo la fine della serata, arrivando a definire quella notte “nella top 3 dei giorni della nostra vita”.
Il risultato assume un significato ancora più particolare pensando a quanto recente sia la storia del progetto. Circovino è nato poco più di un anno fa quasi per gioco, quando un primo appuntamento organizzato a Ozzano Monferrato mise insieme un gruppo di ragazzi che fino a quel momento aveva maturato esperienze diverse nell’organizzazione delle serate. Il nome nacque nel periodo in cui sui social circolava il riferimento al “Circolino” di Fabrizio Corona, trasformato per l’occasione in Circovino, mentre l’idea iniziale prevedeva un aperitivo in vigna accompagnato da dj set. Da quell’esperimento si è formato il gruppo composto da Alfio Rubino, Nicola Marrone, Federico Giarola, Manuel Zaffiro, Matteo Mignacco e Simone Solomita, che nel giro di pochi mesi ha trasformato una serata pensata inizialmente come un esperimento in un format itinerante capace di richiamare sempre più persone nelle piazze del Monferrato.
Nel 2026 quel format è diventato un vero tour, con una presenza sempre più frequente nelle feste e negli appuntamenti organizzati dai paesi del territorio. 52 o 53 serate complessive e di oltre venti tappe nelle piazze, numeri che raccontano anche il rapporto costruito con Pro Loco, associazioni e amministrazioni locali. Con il passare dei mesi il Circovino ha assunto una propria identità riconoscibile, costruendo un pubblico disposto a spostarsi da un paese all’altro per seguire le diverse date e dando vita a una sorta di appuntamento itinerante che cambia scenario a ogni serata, mantenendo però una formula ormai familiare a chi segue il gruppo.
Dietro ai numeri, però, c’è la chiave che spiega perché una parte del pubblico abbia iniziato a seguirli di paese in paese. “Il nostro segreto è che non ci prendiamo sul serio”, spiegano, rivendicando una dimensione spontanea che permette alle persone di riconoscersi nei componenti del gruppo, ognuno con un proprio carattere e con personaggi che nel corso delle serate sono diventati familiari a chi segue il tour. Da questa continuità è nata quella che loro stessi definiscono una “comunità”, formata anche da persone che prima di incontrarsi alle serate del Circovino avevano poco in comune e che proprio durante gli appuntamenti hanno costruito amicizie e rapporti nuovi.
È proprio il rapporto con i paesi a rappresentare uno degli aspetti sui quali il Circovino vuole continuare a lavorare. Un viaggio attraverso il Monferrato, concluso simbolicamente alla Festa del Vino di Casale. “Dietro ci sono delle persone e delle organizzazioni incredibili”, spiegano, convinti che la crescita dell’iniziativa possa contribuire anche a far scoprire località che una parte dello stesso pubblico del territorio conosce poco.
La notte di piazza Castello chiude quindi il capitolo più intenso vissuto finora dal Circovino e apre già la domanda su quello che verrà dopo. Alla richiesta di indicare il prossimo obiettivo, la prima risposta arriva scherzando, “sopravvivere”, seguita però da un progetto molto chiaro, coinvolgere un numero ancora maggiore di territori del Monferrato e riuscire a farli conoscere anche a chi arriva da fuori. La Festa del Vino ha rappresentato un passaggio particolarmente significativo proprio per il legame personale del gruppo con Casale e per il valore che l’appuntamento ha per chi è cresciuto in città. Dopo più di cinquanta serate e una stagione vissuta quasi senza pause, la fotografia che rimane è quella raccontata pochi minuti dopo aver spento la musica, con sei amici che guardano una piazza ancora piena e provano a capire come un progetto nato quasi per gioco sia riuscito, nel giro di poco tempo, a diventare uno dei fenomeni dell’intrattenimento estivo del Monferrato.