9 Ottobre 2026
05:30
A Pavia le parole diventano cura e la creatività dà voce alle emozioni dei ragazzi
PAVIA – Dare voce alle emozioni, trasformare i silenzi in parole e trovare nella creatività un nuovo modo per raccontare sé stessi. È questo il significato della mostra “Le parole che non ho detto”, che sarà inaugurata venerdì 9 ottobre alle ore 11 nella sede del Comune di Pavia, in piazza Municipio 2. L’esposizione, a ingresso gratuito, sarà visitabile fino al 17 ottobre.
Protagonisti dell’iniziativa sono gli adolescenti del Centro diurno “Riapri il mondo”, afferente al reparto di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Fondazione Mondino IRCCS. Le opere esposte sono il risultato di un laboratorio terapeutico e riabilitativo di scrittura creativa e Caviardage®, pensato per offrire ai giovani uno spazio in cui sperimentare nuove forme di espressione e comunicazione.
Al centro del progetto c’è il Metodo Caviardage, una particolare tecnica di scrittura poetica che permette di creare poesie partendo da testi già esistenti, come pagine di libri destinati al macero, vecchi racconti o articoli di giornale. Attraverso la selezione di parole e la rielaborazione dei testi, i ragazzi danno vita a componimenti personali, capaci di raccontare stati d’animo, esperienze e pensieri che spesso faticano a trovare voce.
La mostra si inserisce nel programma della Settimana della Salute Mentale ed è realizzata con il patrocinio del Comune di Pavia e dell’Assessorato alle Politiche Educative ed Aggregative, Lavoro, Partecipazione e Sanità. L’obiettivo è anche quello di sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza del benessere psicologico, soprattutto durante l’adolescenza, una fase della vita in cui riconoscere e comunicare le proprie emozioni può rappresentare una sfida.
«Il valore di questo progetto risiede innanzitutto nella partecipazione e nell’impegno dei ragazzi, che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco, sperimentarsi e trovare attraverso la scrittura e la creatività nuovi modi per esprimere pensieri ed emozioni», spiega la dottoressa Laura Angioni della Fondazione Mondino.
Ogni opera diventa così qualcosa di più di un semplice elaborato artistico: rappresenta una tappa di un percorso personale, un’occasione per acquisire fiducia nelle proprie capacità e scoprire il valore della propria voce.
Il laboratorio mette inoltre in evidenza il ruolo delle attività espressive all’interno dei percorsi terapeutici. La scrittura e la creatività possono infatti affiancare le terapie tradizionali, contribuendo allo sviluppo delle competenze emotive, comunicative e relazionali.
La mostra rappresenta dunque non soltanto il momento conclusivo di un’attività riabilitativa, ma anche un’opportunità per la città di avvicinarsi al mondo degli adolescenti, ascoltandone simbolicamente le emozioni attraverso le loro creazioni.
“Le parole che non ho detto” sarà aperta al pubblico fino al 17 ottobre, con ingresso libero. Gli orari di visita sono dalle 8.30 alle 13 dal lunedì al sabato, con apertura prolungata dalle 8 alle 17 il martedì e il giovedì.
(in copertina immagine di repertorio tratta dal sito Unsplash)