12 Ottobre 2026
05:55
Dna cani contro i padroni che lasciano sporco: a Carmagnola deiezioni calate del 90% e Alessandria “valuta”
ALESSANDRIA – “Costa, ma funziona”. Intervenuto nell’ultima Commissione Sicurezza e Ambiente, l’assessore di Carmagnola Massimiliano Pampaloni ha parlato così del progetto ideato dal Comune torinese per contrastare la mancata pulizia delle deiezioni dei cani da parte dei loro padroni: creare una banca dati con il dna degli amici a quattro zampe, così da poter risalire al proprietario analizzando l’escremento.
“Abbiamo iniziato nel 2018, oggi le deiezioni in centro sono calate del 90%“ ha raccontato il politico torinese “Nel 2018 le deiezioni trovate nel nostro centro in due mesi erano 348, nel 2024 sono state 24, nel 2026 siamo a quota 32. Il dna viene raccolto con un tampone salivare nel momento in cui viene installato il microchip. La nostra non è una operazione che punta alle multe ma riguarda l’educazione civica e amministrativa“. Oggi a Carmagnola sono stati mappati circa 4600 cani: “Siamo all’85%, le prime sanzioni sono iniziate quando eravamo al 55% della mappatura. Non è necessario mapparli tutti, visto che il nostro obiettivo è mappare soprattutto gli animali che vivono nelle case del centro”. La multa per chi non ha raccolto una deiezione ammonta a 150 euro. “Oggi i cittadini hanno capito: basti pensare che le multe nel 2023 sono state 10, 20 nel 2024, 39 nel 2025, 15 nel 2026. Alle Guardie Zoofile chiediamo una rendicontazione mensile sulle deiezioni rinvenute e sulle multe. I cittadini ci segnalano gli escrementi attraverso una mail: le guardie zoofile garantiscono almeno tre finestre di servizio a settimana”.
“I cani sono diventati un fenomeno di massa” ha aggiunto Pampaloni “ce n’è almeno uno ogni due famiglie e quello delle deiezioni per strada è un problema sentito da tanti. Come i Comuni spendono nella tracciatura della segnaletica orizzontale e verticale così abbiamo deciso di investire in questo progetto, per il mantenimento dell’ordine in città. Questa iniziativa ha aumentato la percezione della presenza dell’ente sul territorio, la nostra gente si sente tutelata e lo apprezza. Alla fine si arrabbierà il sanzionato ma gli altri percepiscono la presenza del Comune. E poi tutto ciò limita l’odio dei cittadini contro gli animali degli altri”.
L’assessore di Carmagnola non ha eluso lo scoglio più grande da affrontare: il costo. “Raccogliere il dna costa circa 42 euro ad animale” ha precisato Pampaloni “ma le spese si possono spalmare almeno su tre bilanci. Quando siamo partiti il nostro progetto ha avuto una prospettiva di due anni: l’inizio, lo svolgimento e la fine della mappatura. Ci siamo rivolti alla nostra azienda di spazzamento. E poi il fatto di aver sottoscritto una convenzione con un ente pubblico come l’Istituto Zooprofilattico consente di non indire la gara d’appalto. Inoltre i pagamenti possono essere posticipati”.
Tre esponenti della giunta Abonante hanno mostrato molto interesse per questo progetto. Secondo il vicesindaco Giovanni Barosini “bisogna fare qualcosa per questa criticità. Da anni la situazione non è migliorata. Occorre valutare i costi e i benefici. Penso che, ad esempio, quando calerà il numero di deiezioni caleranno anche gli interventi di Amag Ambiente. Insomma: occorre valutare i costi economici e organizzativi”.
L’assessora al Welfare Animale Roberta Cazzulo ha parlato di “un progetto molto interessante. Occorre fare una analisi di bilancio, un ragionamento condiviso per cercare di concretizzare alcune azioni. Di sicuro ne parleremo in giunta“. Per l’assessore al Decoro Urbano Gianni Ivaldi “siamo a un punto di partenza. Noi siamo favorevoli ma c’è da considerare l’aspetto economico e quello tecnico sulle risorse umane da coinvolgere. C’è comunque la volontà di avviare un percorso. Negli anni il Comune di Alessandria ha sempre lavorato per migliorare l’interazione animale-uomo e la qualità della vita degli animali. Ricordo, inoltre, che manca una area cani in centro: occorre individuarla. Sul fronte del controllo bisogna aumentare il numero degli ispettori ambientali, sempre in collaborazione con la Polizia Locale”. Proprio a questo proposito, come ha riferito l’assessore all’Ambiente Daniele Coloris, “il servizio di ispezione ambientale è stato ricostruito lo scorso inverno. Nei primi sei mesi di attività sono state 109 le segnalazioni e interventi degli ispettori per il rinvenimento di deiezioni e sporcizia. Il numero di ispettori, poi, aumenterà, oltre agli attuali quattro. In questa settimana scatterà un corso di abilitazione”.
Il dottor Mauro Saracco, del Servizio Veterinario Asl, ha apprezzato il progetto di Carmagnola e concordato con la posizione dell’assessore Pampaloni, oltre a dirsi ottimista sulla disponibilità per questo progetto del presidente dell’Ordine Medici Veterinari: oggi ad Alessandria i cani registrati con il microchip sono ben 13 mila”.
“Mi auguro che presto anche qui ad Alessandria si possa avviare questo progetto, una cosa buona da attuare” le parole del presidente di SìAmo Alessandria Giuseppe Bianchini, promotore di questo approfondimento e da anni sempre in prima linea per il decoro della città. “Ringraziamo il dottor Saracco per le sue parole di incoraggiamento”. “Speriamo che il seme gettato oggi possa germogliare” ha chiosato il presidente della Commissione Sicurezza e Ambiente Adriano Di Saverio.
Foto di -Rita-👩🍳 und 📷 mit ❤ da Pixabay