13 Ottobre 2026
15:22
Dieci anni senza Dario Fo: il Comune di Pavia ricorda il suo legame con la città
PAVIA – A dieci anni dalla morte di Dario Fo, avvenuta il 13 ottobre 2016, il Comune di Pavia rende omaggio al Premio Nobel per la Letteratura ricordando il profondo legame che univa l’artista alla città e al suo territorio. Lo fa attraverso un post pubblicato sui social, accompagnato da un video nel quale è lo stesso Fo a raccontare, con la sua inconfondibile ironia, i ricordi familiari e le esperienze culturali che lo hanno avvicinato a Pavia.
Il filmato risale al 2015 ed era stato realizzato in occasione della mostra “Mistero Buffo a Colori”, allestita proprio a Pavia. Un documento che, a distanza di undici anni, restituisce la voce del drammaturgo e uno spaccato del suo rapporto con il territorio pavese.
“Io sono di una razza legata a Pavia, perché mia madre è nata nel paese delle rane, insomma, dove c’è il riso”, racconta Fo nel video, richiamando le origini materne e il paesaggio delle risaie. Un legame che coinvolgeva anche le generazioni precedenti: “Mio nonno viene da un paese poco più distante, ma siamo sempre nella stessa zona, sempre nella provincia di Pavia“.
Non soltanto radici familiari, però. Nel suo racconto Fo si sofferma anche sull’importanza culturale della città, ricordando un episodio della propria giovinezza, quando ancora non aveva intrapreso la carriera teatrale. “Ero ragazzo, ai primi approcci con il teatro. Non facevo ancora teatro, ero ancora pittore, avevo poco più di vent’anni“, ricorda l’artista. Fu proprio in quel periodo che gli capitò tra le mani un antico testo latino, risalente all’incirca all’anno Mille, scritto e ritrovato a Pavia.
Un’opera dalla forte impronta teatrale, che Fo paragona a una sorta di Romeo e Giulietta capovolto. Il ricordo diventa così l’occasione per sottolineare il ruolo che Pavia aveva avuto nella storia della cultura e degli studi.
“Qui, a Pavia, c’erano università importantissime a quel tempo, forse tra le più importanti sul piano della letteratura e della dialettica”, osserva Dario Fo, richiamando la vivacità intellettuale della città in epoca medievale.
Nel messaggio pubblicato sui social, il Comune sottolinea il valore di questa testimonianza, definendola “un racconto fatto di ricordi, persone e luoghi, che restituisce anche un pezzo della storia culturale di Pavia”.
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