15 Ottobre 2026
05:23
Turismo in Lombardia, oltre 43 milioni di presenze nei primi otto mesi del 2026: crescono gli stranieri, boom dei laghi
LOMBARDIA – Il turismo in Lombardia continua a crescere e consolida il proprio ruolo tra i settori trainanti dell’economia regionale. Nei primi otto mesi del 2026 sono state registrate oltre 43,5 milioni di presenze, con un incremento del 9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un risultato che si traduce in 3,6 milioni di pernottamenti aggiuntivi e conferma la capacità del territorio lombardo di attirare visitatori italiani e internazionali, non soltanto nelle grandi città, ma anche nelle località lacustri e montane.
A fotografare l’andamento del settore sono i dati presentati dalla Regione Lombardia al TTG Travel Experience di Rimini, uno dei principali appuntamenti dedicati al turismo. I numeri evidenziano soprattutto il peso crescente dei visitatori stranieri, ai quali si devono oltre 30 milioni di presenze, pari al 69,3% del totale regionale. In sostanza, quasi sette pernottamenti su dieci nelle strutture ricettive lombarde sono riconducibili a turisti provenienti dall’estero.
La crescita dei flussi turistici si accompagna anche a un aumento della spesa. Rispetto ai primi otto mesi del 2025, la spesa turistica complessiva è salita del 6%, mentre quella dei visitatori internazionali, secondo le stime dell’Osservatorio regionale del Turismo, ha raggiunto i 4,8 miliardi di euro. Un dato che conferma l’importanza economica del settore e le sue ricadute sulle attività ricettive, sulla ristorazione, sul commercio e sui servizi collegati all’accoglienza.
Particolarmente positivo anche l’andamento della stagione turistica estiva, considerata nel periodo allargato da aprile ad agosto, durante il quale le presenze sono aumentate del 10%. Un segnale della capacità della Lombardia di attrarre visitatori anche nei mesi che precedono il tradizionale picco delle vacanze estive.
A sottolineare il valore di questi risultati è l’assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda, Debora Massari, che evidenzia come la crescita riguardi un sistema turistico sempre più diversificato. La Lombardia, ha spiegato, sta rafforzando la propria presenza sui mercati internazionali grazie a un’offerta che comprende città d’arte, paesaggi naturali, laghi, montagne e piccoli centri.
Secondo l’assessore, uno degli aspetti più significativi è rappresentato dalla distribuzione delle presenze sul territorio: quasi sei su dieci si concentrano infatti nelle aree a vocazione naturalistica e diffusa. Un elemento che dimostra come l’attrattività della regione non si esaurisca nei grandi poli urbani, ma coinvolga anche destinazioni più piccole, creando opportunità economiche per le comunità locali e per le imprese del settore.
Milano si conferma la provincia più visitata della Lombardia, con quasi 18 milioni di presenze registrate tra gennaio e agosto. Il capoluogo regionale mantiene dunque una posizione di primo piano, grazie alla capacità di richiamare turisti per motivi culturali, professionali e di svago.
Al secondo posto si colloca la provincia di Brescia, con 10,37 milioni di presenze, mentre Como conquista la terza posizione con 3,93 milioni. Una graduatoria che mette in evidenza il peso delle destinazioni lacustri, sempre più importanti nell’offerta turistica lombarda.
Proprio i laghi rappresentano una delle principali risorse del territorio. Nei primi otto mesi dell’anno hanno totalizzato 13,82 milioni di presenze, corrispondenti al 31,7% del totale regionale. Quasi un pernottamento su tre in Lombardia si concentra quindi nelle località legate al turismo lacustre, a conferma del forte richiamo esercitato da queste destinazioni sui mercati nazionali e internazionali.
La componente straniera è particolarmente rilevante anche in questo segmento. Oltre due terzi delle presenze nelle località lacustri sono infatti riconducibili a visitatori provenienti dall’estero. La Germania si conferma il principale mercato di riferimento, con 4,28 milioni di presenze, seguita dai Paesi Bassi, che raggiungono quota 1,03 milioni.
Accanto alle città e ai laghi, anche la montagna continua a rappresentare una componente importante del turismo lombardo. Nei comuni montani sono state registrate complessivamente 3,97 milioni di presenze, pari al 9,1% del totale regionale.
A differenza di quanto avviene nelle destinazioni lacustri, in montagna prevale il turismo nazionale: gli italiani rappresentano infatti il 55% dei pernottamenti. Un dato che conferma il legame tra le località alpine lombarde e il mercato interno, pur in presenza di una significativa componente internazionale.
Tra le destinazioni montane, Livigno mantiene saldamente il primato con 1,4 milioni di presenze nei primi otto mesi del 2026. Seguono Bormio, con 362mila presenze, e Ponte di Legno, che raggiunge quota 347mila. Tre località che contribuiscono in maniera significativa ai risultati complessivi del comparto montano.
Il quadro che emerge dai dati regionali è dunque quello di un turismo in espansione, sostenuto soprattutto dai mercati internazionali e dalla varietà delle destinazioni disponibili. Se Milano continua a rappresentare il principale polo di attrazione, il peso dei laghi e delle località montane dimostra quanto il settore sia distribuito su una parte importante del territorio lombardo.
L’aumento delle presenze e della spesa turistica rappresenta inoltre un segnale positivo per l’economia regionale. La sfida, nei prossimi mesi, sarà consolidare questa crescita, valorizzando ulteriormente le destinazioni meno conosciute e favorendo una distribuzione dei flussi turistici capace di generare benefici anche al di fuori delle mete tradizionalmente più frequentate.
(in copertina immagine di repertorio tratta dal sito Unsplash)