Tribunale Alessandria: dal Ministero 25 milioni di euro per ristrutturarlo, 5 per corso Crimea e 20 alla Valfrè
ALESSANDRIA – “Finalmente vediamo la fine del tunnel“. Dopo numerosi appelli anche a livello mediatico nazionale e grazie alla preziosa sinergia con il Comune di Alessandria, il presidente del Tribunale di Alessandria, Paolo Rampini, e il Procuratore della Repubblica, Cesare Parodi, hanno annunciato lo stanziamento di 25 milioni di euro da parte del Ministero della Giustizia: 5 saranno destinati alla riqualificazione del Palazzo di Giustizia in corso Crimea, mentre gli altri 20 serviranno ad allestire una parte della Caserma Valfré, sede nel prossimo futuro di una parte dei servizi. Le erogazioni dei fondi scatteranno dal 2027 e termineranno nel 2032 per l’intervento in corso Crimea e nel 2034 per il futuro cantiere nella ex struttura militare in corso Cento Cannoni.
La notizia è stata ufficializzata nella Sala Giunta del Comune di Alessandria, alla presenza del sindaco Giorgio Abonante e dell’assessore alla Valorizzazione del Patrimonio, Enrico Mazzoni: l’amministrazione comunale, infatti, ha svolto un fondamentale ruolo di tessitura per favorire il dialogo con le istituzioni nazionali. Un tecnico del Comune, inoltre, affiancherà i colleghi del Ministero e della Corte d’Appello per stabilire la priorità degli interventi da effettuare. “Il Comune non ci ha mai lasciato soli” hanno rimarcato sia il presidente Rampini che il Procuratore Parodi. Su Radio Gold le parole del sindaco Giorgio Abonante, e del presidente Paolo Rampini.
Emblematico, lo scorso 3 aprile, il distacco di una lastra di marmo all’ingresso di corso Crimea che, per fortuna, non provocò alcun ferito. Il sindaco Abonante ha inoltre rimarcato altri significativi interventi promossi insieme a supporto del Tribunale: l’allaccio alla rete del teleriscaldamento, l’ammodernamento degli infissi e l’apertura degli uffici in piazzetta Bini. Lo scorso 30 luglio, infine, anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria aveva annunciato l’erogazione di 380 mila euro destinati alla riqualificazione del Palazzo di Giustizia.
“È una notizia molto positiva” ha rimarcato il sindaco di Alessandria, Giorgio Abonante “frutto di un lungo lavoro condotto in questi anni tra il Comune e il Tribunale per sensibilizzare gli enti sovraordinati e ottenere le risorse necessarie. Sono già stati realizzati alcuni interventi, come l’allacciamento al teleriscaldamento e gli uffici di piazzetta Bini, e i nostri tecnici hanno supportato il Tribunale nella redazione dei testi e dei progetti inviati al ministero competente. Anche per confrontarmi con i tecnici del ministero mi sono recato almeno due volte a Roma. Un lavoro notevole è stato svolto dal presidente Rampini e dal procuratore capo Parodi, e nell’ultimo periodo si è aggiunto anche l’interessamento della Regione Piemonte. I 5 milioni di euro stanziati servono a sistemare l’edificio che ancora per molto tempo sarà la sede del nostro Tribunale e ci consentono di recuperare un immobile di proprietà del Comune, senza svuotare una zona della città. Confermiamo inoltre la disponibilità di un tecnico comunale, messo gratuitamente e a tempo parziale a disposizione del Tribunale, per supportarlo nell’utilizzo dei fondi stanziati. Con i 20 milioni di euro destinati alla ricollocazione di alcuni uffici giudiziari in Valfrè riparte concretamente il progetto per l’ex caserma, un complesso che, pur non essendo di proprietà comunale, è significativo per la città. Il referente principale è l’Agenzia del Demanio, con cui il confronto è già a buon punto. Con il Tribunale abbiamo inoltre condiviso l’idea di un polo archivistico, con un intervento omogeneo e coerente, che risponderebbe all’esigenza di un nuovo archivio sia per il Tribunale sia per il Comune. Ora il tema è accelerare: chi lavora in Tribunale, e chi lo deve vivere per necessità, ha diritto di beneficiare di un edificio bello e dignitoso”.
“Per il sistema giudiziario alessandrino questo stanziamento rappresenta una svolta” le parole del presidente del Tribunale Paolo Rampini “per troppo tempo il Palazzo di Giustizia ha dovuto fare i conti con una situazione edilizia estremamente critica, caratterizzata da spazi insufficienti e condizioni di degrado che richiedono interventi urgenti. I 5 milioni di euro destinati alla riqualificazione costituiscono una risorsa importante per affrontare queste problematiche e consentono finalmente di guardare al futuro con maggiore fiducia. A questo intervento si affianca anche uno stanziamento di 20 milioni di euro per il recupero di una parte dell’ex Caserma Valfrè, che offrirà nuovi spazi agli uffici giudiziari, contribuendo a risolvere le attuali difficoltà logistiche del Tribunale. La carenza di spazi, infatti, è un problema concreto: anche qualora si riuscisse a rafforzare l’organico, sarebbe difficile accogliere adeguatamente tutto il personale negli ambienti attuali. Il recupero della Valfrè rappresenta quindi un’opportunità importante non soltanto per la giustizia, ma anche per la Città, che potrà valorizzare un complesso storico restituendogli nuove funzioni. Si apre adesso una fase delicata: sarà necessario che tutti gli attori coinvolti vigilino sull’utilizzo dei finanziamenti e accompagnino le procedure, affinché gli stanziamenti si traducano in interventi concreti”.
“L’edilizia giudiziaria è parte integrante dell’immagine e dell’autorevolezza delle istituzioni” ha concluso Cesare Parodi, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Alessandria “disporre di ambienti sicuri, decorosi e adeguati è una condizione fondamentale per garantire il corretto funzionamento della giustizia. Per questo accolgo con ottimismo lo stanziamento, pur nella consapevolezza che sarà necessario vigilare attentamente sulla qualità degli interventi e sul rispetto delle tempistiche. Le criticità del Palazzo di Giustizia, anche sotto il profilo della sicurezza, richiedono risposte concrete e tempestive. Mi auguro che questo finanziamento rappresenti l’avvio di un percorso capace di restituire al Tribunale condizioni adeguate, sicurezza e prestigio, nell’interesse di chi vi lavora e di tutta la cittadinanza”.