Autore Redazione
mercoledì
21 Ottobre 2026
18:44
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Politica - Novi Ligure - Piemonte - Provincia di Alessandria

Ex Ilva, PD, M5S, AVS e Italia Viva: “Servono garanzie per i lavoratori. Governo dia certezze”

Ex Ilva, PD, M5S, AVS e Italia Viva: “Servono garanzie per i lavoratori. Governo dia certezze”

PIEMONTE – Il futuro degli stabilimenti ex Ilva di Racconigi e Novi Ligure è stato al centro del tavolo Piemonte-Liguria che si è svolto oggi, mercoledì 21 ottobre, al Grattacielo della Regione Piemonte a Torino. All’incontro hanno partecipato sindacati, istituzioni e commissari dell’ex Ilva, insieme ai consiglieri regionali Domenico Ravetti (PD), Pasquale Coluccio (M5S), Alice Ravinale (AVS) e Vittoria Nallo (Italia Viva), che hanno espresso forte preoccupazione per la situazione occupazionale e produttiva.

“Lo stabilimento ex Ilva di Racconigi è ormai fermo da un anno, e ben presto la stessa sorte toccherà agli impianti di Novi Ligure, con il rischio concreto che la sospensione presentata come temporanea diventi una chiusura definitiva“, dichiarano i quattro consiglieri regionali.

Dal confronto sono emerse alcune proposte per garantire la continuità occupazionale e offrire nuove prospettive ai dipendenti. Tra le priorità individuate figurano la diversificazione degli approvvigionamenti per gli stabilimenti del Nord Ovest, in modo da ridurre le ripercussioni del blocco della produzione a Taranto, e le misure di sostegno economico ai lavoratori.

“Gli impegni assunti questa mattina sono certamente positivi“, osservano i consiglieri, facendo riferimento anche all’impegno del presidente della Regione Alberto Cirio sulla tutela dell’indotto e sull’anticipo della cassa integrazione, per evitare ai dipendenti un’attesa di tre mesi.

Resta però la necessità di verificare che quanto concordato venga effettivamente realizzato. “Monitoreremo affinchè gli impegni assunti questa mattina diventino presto realtà e continueremo a seguire il tavolo, che si convocherà in maniera permanente“.

Per Ravetti, Coluccio, Ravinale e Nallo, le misure annunciate rappresentano soltanto un primo passo. La soluzione alla crisi deve passare anche attraverso un piano industriale di lungo periodo, sostenuto da investimenti che consentano agli stabilimenti piemontesi di continuare a produrre nel rispetto dell’ambiente.

“Regione e Governo devono pretendere una visione di lungo termine per gli stabilimenti, e devono garantire gli investimenti necessari per assicurare che la produzione delle nostre acciaierie diventi sostenibile dal punto di vista ambientale“, sottolineano i consiglieri regionali.

Nel comunicato arriva anche una dura critica all’operato dell’esecutivo nazionale. “La crisi dell’ex-Ilva testimonia il fallimento del Governo Meloni e del Ministro Urso: in questi quattro anni non sono stati in grado di prendere le decisioni necessarie per prevenire questa ulteriore e drammatica fase della crisi”.

La preoccupazione riguarda soprattutto le conseguenze sociali della crisi, che da anni coinvolge i dipendenti degli stabilimenti e le aziende dell’indotto. I quattro esponenti politici chiedono quindi interventi strutturali per garantire stabilità occupazionale e prospettive produttive.

“Da troppi anni i lavoratori degli stabilimenti ex Ilva e dell’indotto vivono una condizione di precarietà continua: è arrivato il momento di dare certezze a centinaia di famiglie della nostra Regione, garantendo investimenti e politiche industriali che devono avere come obiettivi fondamentali la tutela del lavoro e della salute degli operatori piemontesi“, concludono Ravetti, Coluccio, Ravinale e Nallo.

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