Autore Redazione
sabato
24 Ottobre 2026
10:47
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Cronaca - Novi Ligure - Provincia di Alessandria

Terzo Valico, dalla cassa integrazione ai licenziamenti. Fillea Cgil: “Situazione inaccettabile, a rischio altri posti di lavoro”

Terzo Valico, dalla cassa integrazione ai licenziamenti. Fillea Cgil: “Situazione inaccettabile, a rischio altri posti di lavoro”

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – La crisi nei cantieri del Terzo Valico si aggrava. Dopo il ricorso alla cassa integrazione per i lavoratori di Seli e delle imprese subappaltatrici Collins e Consorzio Vallemme, arrivano anche i primi licenziamenti. A denunciarlo è Paolo Conte, segretario provinciale della Fillea Cgil, che lancia un nuovo allarme sulle conseguenze occupazionali del contenzioso tra RFI e Cociv.

“Come temevamo, alla cassa integrazione per i lavoratori di Seli e delle imprese subappaltatrici Collins e Consorzio Vallemme si aggiungono ora anche i licenziamenti – sottolinea Conte –  L‘impresa Galleria ha comunicato di voler licenziare i propri dipendenti impegnati nei cantieri del Terzo Valico, nonostante le nostre richieste di valutare misure alternative per scongiurare questa decisione“.

Al centro della vicenda resta il contenzioso tra RFI e Cociv, che continua a produrre conseguenze sulle aziende coinvolte nella realizzazione dell’infrastruttura e, soprattutto, sui loro dipendenti.
“Questo contenzioso continua ad avere forti ripercussioni sempre sulla parte più debole, quella dei lavoratori, e questo non è più accettabile“, denuncia il segretario provinciale della Fillea Cgil.
La preoccupazione del sindacato riguarda ora anche il possibile allargamento della crisi occupazionale alle altre imprese impegnate nei lavori. Il rischio, secondo Conte, è che senza una rapida soluzione della vertenza la situazione possa peggiorare ulteriormente.
“Se non si sblocca presto questa vicenda – avverte il sindacalista – avremo sicuramente nuove e forti ripercussioni su altre imprese impegnate nella realizzazione dell’opera”.
Un nuovo campanello d’allarme, dunque, per il futuro occupazionale dei cantieri del Terzo Valico, dove alle difficoltà già emerse con il ricorso agli ammortizzatori sociali si aggiunge ora la prospettiva concreta della perdita di posti di lavoro.

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