Autore Redazione
martedì
3 Novembre 2026
17:04
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Cronaca - Provincia di Pavia

Una chiave gigante e un protocollo per fermare la chiusura dei negozi: Confcommercio chiama a raccolta otto città pavesi

Una chiave gigante e un protocollo per fermare la chiusura dei negozi: Confcommercio chiama a raccolta otto città pavesi

PROVINCIA DI PAVIA – Una chiave gigante per denunciare la progressiva scomparsa dei negozi e un protocollo d’intesa per riaprire le porte al commercio. Sono i due elementi al centro della mobilitazione nazionale “Viviamo le città – La Giornata delle Chiavi. Riapriamo le porte al commercio“, promossa da Confcommercio per lunedì 16 novembre. Anche Pavia aderirà alla manifestazione, coinvolgendo le amministrazioni di otto città della provincia per affrontare il problema della desertificazione commerciale e individuare possibili interventi a sostegno delle attività economiche.

L’appuntamento è fissato per le 15 a Palazzo Bottigella, sede di Confcommercio Pavia in corso Cavour 30. All’incontro, organizzato insieme alle sedi territoriali di Vigevano, Voghera, Mortara, Stradella, Casteggio e Mede, sono stati invitati i sindaci e gli assessori al Commercio di Pavia, Vigevano, Voghera, Mortara, Broni, Stradella, Casteggio e Mede.

L’obiettivo è avviare un confronto tra associazione di categoria e amministrazioni comunali per contrastare il progressivo impoverimento dei centri urbani, dove la scomparsa delle attività commerciali comporta anche una riduzione dei servizi e delle occasioni di socialità.

“La desertificazione commerciale non è soltanto un problema delle imprese, ma riguarda il futuro stesso delle nostre città”, dichiara Giovanni Merlino, presidente di Confcommercio Pavia. “Ogni saracinesca che si abbassa significa un servizio in meno, un luogo di incontro che scompare, una strada che perde vitalità. Il commercio di prossimità è parte dell’identità dei nostri centri urbani e rappresenta un presidio fondamentale di socialità, sicurezza e qualità della vita. Per questo abbiamo deciso di aderire con convinzione alla mobilitazione nazionale. Non possiamo limitarci a osservare quello che sta accadendo: dobbiamo creare le condizioni perché le nostre città tornino a essere luoghi nei quali investire, lavorare e costruire nuove opportunità“.

Il momento simbolico della giornata sarà la consegna ai sindaci di una chiave gigante, scelta per rappresentare le attività che hanno cessato di operare e le vetrine rimaste vuote. Un gesto di protesta che, nelle intenzioni degli organizzatori, non vuole essere un’accusa alle singole amministrazioni, ma un invito ad affrontare congiuntamente un fenomeno che coinvolge l’intero territorio.

“Consegneremo ai sindaci una chiave gigante perché vogliamo dare un’immagine concreta di quello che sta accadendo“, spiega Merlino. “Quella chiave rappresenta i negozi che abbiamo perso, gli investimenti che non si sono realizzati, le opportunità di lavoro che sono venute meno. È un gesto di protesta, certamente, ma non vogliamo fermarci alla denuncia. Vogliamo trasformare un simbolo di chiusura in un impegno per la ripartenza. Una chiave può chiudere una porta, ma può anche aprirne una nuova”.

Accanto alla protesta, Confcommercio presenterà una proposta di protocollo d’intesa da sottoporre alle amministrazioni coinvolte. Il documento punta a definire un percorso di collaborazione per sostenere le imprese di prossimità, favorire nuove aperture e valorizzare il ruolo del commercio nella riqualificazione dei centri urbani. I contenuti saranno illustrati durante l’incontro del 16 novembre, quando i rappresentanti dei Comuni potranno confrontarsi sulle possibili iniziative da intraprendere.

“Il commercio non può più essere considerato un elemento accessorio delle politiche urbane”, sottolinea il presidente di Confcommercio Pavia. “Se vogliamo città attrattive dobbiamo lavorare sulle condizioni che rendono possibile fare impresa. Per questo proporremo ai sindaci un impegno condiviso: non una semplice dichiarazione di intenti, ma l’avvio di un percorso concreto, nel quale amministrazioni e rappresentanze economiche possano lavorare insieme per il futuro dei nostri territori”.

La mobilitazione rientra nel progetto nazionale “Cities – Città e Terziario: Innovazione, Economia, Socialità”, dedicato al ruolo delle attività economiche nei processi di rigenerazione urbana. L’iniziativa pavese intende declinare questi obiettivi a livello locale, mettendo attorno allo stesso tavolo realtà territoriali differenti, ma accomunate dalla necessità di mantenere vivi i propri centri cittadini.

“Non chiediamo soltanto attenzione al commercio, ma proponiamo una visione di città nella quale pubblico e privato lavorino insieme per generare sviluppo e attrattività“, conclude Merlino. “Vogliamo che i giovani tornino a considerare i nostri centri urbani luoghi nei quali investire e costruire il proprio futuro, che le imprese esistenti trovino condizioni favorevoli per continuare a crescere e che le vetrine oggi spente possano tornare ad accendersi. La chiave gigante rappresenterà la protesta per quello che stiamo perdendo. Il protocollo d’intesa dovrà rappresentare l’impegno per ciò che possiamo ancora costruire insieme”.
L’incontro di lunedì rappresenterà quindi il primo passo per verificare la disponibilità delle amministrazioni a costruire una strategia comune contro la desertificazione commerciale, passando dalla denuncia delle chiusure alla definizione di interventi condivisi per il futuro delle città pavesi.

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