Autore Redazione
domenica
29 Ottobre 2023
09:06
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Le nuove uscite in libreria (29 ottobre 2023)

Le nuove uscite in libreria (29 ottobre 2023)

RADIO GOLD – Come ogni settimana vi raccontiamo alcune delle nuove uscite in libreria. Ecco i consigli di oggi:

Era un bravo ragazzo‘ (Mondadori) di Simonetta Agnello Hornby

era bravo ragazzoAll’inizio di questa storia – siamo negli anni Cinquanta – i protagonisti sono davvero dei bravi ragazzi. Giovanni e Santino, che conosciamo da bambini, desiderano sopra ogni cosa fare felici le loro famiglie. Sono studiosi a scuola, ubbidienti, rispettosi. Sono sognatori e – complici delle madri molto ambiziose – coltivano il desiderio di “fare carriera e avere denari”. Presto, però capiscono che per realizzarsi nella vita professionale bisogna ‘accettare dello sporco’: altri modi di farsi strada, nel loro piccolo mondo, in Sicilia, non ne vedono. Così diventano, quasi loro malgrado, parti di un ingranaggio governato da Cosa nostra, che li irretisce nelle sue maglie sempre più fitte, con conseguenze inimmaginabili per entrambi.

È la prima volta che, con un romanzo, in questo caso intitolato ‘Era un bravo ragazzo’ (pubblicato da Mondadori) Simonetta Agnello Hornby entra in maniera così decisa nel mondo della mafia. Oltre a riprendere nella storia i temi a lei più congeniali – la Sicilia, la famiglia, i rapporti politici e sociali, la giustizia e il potere – in Era un bravo ragazzo racconta, infatti, come la volontà di affermazione di tanti giovani abbia finito per intrecciarsi con la dipendenza da Cosa nostra. Per farlo entra ed esce dal territorio della realtà citando nomi e episodi veri ‘che sono rimasti nella tragica storia del rapporto tra cosche mafiose e tra famiglie mafiose e lo Stato’. E ci lascia un monito: “si sente ripetere spesso che Cosa nostra è entrata nel silenzio, che è un vulcano spento. Mi permetto di non crederci”.

Stella Maris‘ (Einaudi) di Cormac McCarthy

Arriva in libreria con Einaidi ‘Stella Maris’ di Cormac McCarthy. Quando bussa alla porta della clinica psichiatrica Stella Maris, con quarantamila dollari in contanti in una busta e poca carne addosso, Alicia Western ha vent’anni e altri due ricoveri alle spalle. Il compito che attende il dottor Cohen, che la prende in cura, è di quelli che possono far vacillare la fiducia di un medico nella propria professione. Con diagnosi plurime di sociopatia deviante, anoressia, probabile autismo, tendenze suicide e schizofrenia paranoide, Alicia è accompagnata fin dalla pubertà da uno stuolo di personaggi allucinatori capeggiati dall’individuo pinnuto e astruso che lei chiama Talidomide Kid. Ma accanto alle sue molte patologie psichiatriche, la giovane Western è anche una matematica di genio con un QI non testabile, nonché una virtuosa del violino troppo assorbita dalla teoria dei topoi per raggiungere nella musica un’eccellenza a lei accettabile.

Ardua missione, per un terapeuta, cercare di strappare i brandelli di un’anima lacerata alle spire di una mente tanto vorace: nella danza di parole che i due ingaggiano, a ogni passo del medico corrisponde un nuovo imprendibile exploit della paziente, intriso di beckettiana ironia e puntellato di autorevoli teorie. Grothendieck e Gödel, Maxwell e Feynman. Kant, Schopenhauer e Wittgenstein. Bach. Il sapere moderno distillato in un lasciapassare per il nichilismo. Nel parterre di riferimenti di Alicia un solo nome compare con sospetta parsimonia, ed è quello di suo fratello Bobby, lasciato in coma in Italia dopo un incidente automobilistico, e dato per morto. Di Bobby Alicia non vuole parlare. Ed è proprio in quell’eloquente silenzio che lo psichiatra incunea il suo grimaldello. Perché ora sa che solo di Bobby, solo a Bobby, Alicia vorrebbe parlare. Seduta dopo seduta, il tempo a disposizione si fa sempre piú breve. E nel ticchettio ora sommesso ora impetuoso di quell’orologio che lei sa leggere anche al contrario, Alicia si prepara a dimostrare l’estrema verità che ha appreso su questa esistenza: che “il mondo non ha creato un solo essere vivente che non intenda distruggere”.

Matteo Messina Denaro, latitante di Stato‘ (Ponte alle Grazie) di Marco Bova

Matteo Messina Denaro, arrestato dopo trent’anni di latitanza, ultimo dei boss protagonisti della stagione stragista di Cosa Nostra, è stato a lungo fra i ricercati più pericolosi al mondo. ‘Figlioccio’ di Totò Riina e indiscusso leader della mafia trapanese, Messina Denaro pareva un fantasma inafferrabile: in questi decenni, innumerevoli sono state le piste seguite, colossale lo sforzo dello Stato, mentre gli annunci di una cattura imminente continuavano a susseguirsi.

Speranze sempre frustrate, fino al 16 gennaio (e subito un nuovo interrogativo: il boss, gravemente malato, ha raggiunto un qualche tipo di accordo?). Marco Bova in ‘Matteo Messina Denaro, latitante di Stato’ in libreria con Ponte alle Grazie ripercorre nei dettagli ogni tentativo. E impietosamente mette in evidenza gli errori, le dispute, le interferenze, la mancanza di coordinamento e gli sforzi per affossare chi lavorava con impegno per la cattura.

Emerge poi una mafia in evoluzione, una Cosa Nuova: i legami con la massoneria e con i ‘salotti buoni’, le infiltrazioni nel mondo dell’alta finanza, gli interessi internazionali. Mmd, erede della mafia rozza e brutale dei corleonesi, è il simbolo di questa mutazione. Che lo Stato non riesce e a volte non vuole comprendere. Che lo Stato non ha saputo o voluto arrestare per lunghissimo tempo. Questa seconda edizione è arricchita da nuove analisi delle dinamiche che hanno portato alla cattura dell’ex imprendibile: molte sono le cose ancora da chiarire, e Bova ci guida con maestria a porre le domande giuste, e a provare a rispondere.

Io è un altro. Settologia. Vol. 3-5‘ (La Nave di Teseo) di Jon Fosse

Due uomini condividono lo stesso nome, Asle. Uno è un uomo di successo, l’altro alza il gomito troppo spesso. Viene da pensare che siano la stessa persona, eppure a volte si incontrano e si parlano. Il tempo e lo spazio li seguono come due rette che a volte sembrano intersecarsi, su quella che potrebbe essere la costa sudoccidentale della Norvegia, tra i ghiacci, il mare scuro e i fiordi. Tra amori fugaci, alcool, gruppi rock e sigarette, i due Asle si incontrano per la prima volta. Si assomigliano, si vestono allo stesso modo ed entrambi vogliono fare i pittori. E sarà proprio grazie all’arte, frequentando l’Accademia, che Asle conoscerà per la prima volta sua moglie, e se ne innamorerà all’istante.

Con una prosa seducente, quasi magica, ‘Io è un altro’ del premio Nobel per la letteratura 2023 Jon Fosse, in libreria da pochi giorni con La Nave di Teseo, racconta cosa significa essere vivi: il calore di un cane sulle ginocchia, un abbraccio, il piacere di guidare in silenzio, svegliarsi con una buona colazione. La scrittura di Jon Fosse incanta con la sua poesia mentre dà vita alla voce indimenticabile di Asle, una riflessione a tutto campo sull’amore, sull’arte e sull’amicizia.

Le regole del gioco‘ (Rizzoli) di Marco Mancini

le regole del giocoÈ arrivato sugli scaffali con Rizzoli ‘Le regole del gioco’ (Rizzoli) di Marco Mancini. “La canna della Smith & Wesson .38 special che sfiora la nuca di Sergio Segio. L’irruzione momento per momento nei covi delle Brigate Rosse. Lo sguardo del terrorista di al-Qaida che incrociai a pochi metri dall’ambasciata italiana a Beirut, mentre stava cercando il punto giusto per farla esplodere piazzandoci 400 chili di esplosivo. L’azione di contrasto nei confronti di servizi segreti russi che tentavano di penetrare l’Italia.” Tutto questo grazie al “controspionaggio offensivo”: un metodo affinato dall’agente segreto italiano Marco Mancini che lo ha messo in pratica con successo per molti anni.

Mancini ha partecipato a operazioni cruciali per la sicurezza del nostro Paese fin dai suoi esordi nella Sezione speciale anticrimine dei carabinieri di Milano fondata dal Generale Carlo Alberto dalla Chiesa per combattere il terrorismo e poi come agente segreto dello spionaggio e del controspionaggio in Africa, nei Paesi dell’Est Europa e nel Medioriente allargato. Ha costruito un sistema clandestino di spie nei teatri di guerra per acquisire informazioni utili alla liberazione degli ostaggi.

Il risultato è una storia d’Italia inedita, raccontata da chi ha vissuto in trincea il grande gioco dei servizi segreti internazionali, dedicando ogni energia a sventare attentati e impedire conflitti. Perché sono tante le guerre che Mancini ha combattuto per proteggere gli italiani da rischi ben peggiori. Alcune di queste attività sono giunte alla ribalta della cronaca, altre, come il sequestro di Abu Omar, sono ancora misteriosamente coperte dal segreto di Stato.

All’arme! All’arme! I priori fanno carne!‘ (Laterza) di Alessandro Barbero

all'arme‘All’arme! All’arme! I priori fanno carne!’ grida un artigiano per incitare alla rivolta. È il 20 luglio del 1378, siamo a Firenze in piena rivolta dei Ciompi, una delle tante che infiammano l’Europa nel corso del Trecento. Utilizzando le cronache del tempo, Alessandro Barbero ci fa rivivere la concitazione, l’entusiasmo, la violenza di quelle giornate in cui una massa di persone decise che il futuro così come lo vedeva non gli piaceva e provò a cambiarlo.

Arrivano completamente inaspettate. Durano pochissimo, talvolta solo qualche settimana, poi vengono represse. Ma in quel poco tempo succedono cose tali da rimanere per sempre incise nella memoria collettiva. Sono le rivolte popolari. La storia, almeno nell’ultimo millennio, è tutta punteggiata da momenti critici in cui una massa di persone decide che il futuro così come lo vede non gli piace, e prova a cambiarlo.

Il Medioevo non fa eccezione: anche allora non sono mancati movimenti insurrezionali che nel loro sviluppo iniziale non sembrano affatto distinguibili dalle più travolgenti rivoluzioni moderne. In particolare nella seconda metà del Trecento se ne sono concentrati così tanti da costituire un’anomalia. Alessandro Barbero racconta proprio le più spettacolari fra queste insurrezioni. Per molto tempo gli storici hanno visto nel loro fallimento non solo la prova che i rivoltosi non avevano nessuna possibilità di riuscire, ma che non perseguivano neppure un obiettivo consapevole. Nulla di più falso: i rivoltosi sapevano quello che stavano facendo, avevano rivendicazioni precise e si battevano consapevolmente per realizzarle.

Non metterti comodo‘ (Piemme) di Camila Raznovich

non metterti comodoSembra ormai chiaro che il mondo che verrà, anzi il mondo che si sta già delineando, ci obbligherà a rinunciare a tanti privilegi o semplici abitudini. Quello che invece sarà meno immediato è come alzarci dal ‘comodo divano’ su cui gran parte dell’Occidente riposa da tempo e tornare, come facevano i nostri antenati, esploratori. Come si esce dalla comfort zone a cui siamo assuefatti? E cosa siamo disposti a sacrificare in cambio di una vita avventurosa e dinamica?

Camila Raznovich, con uno stile decisamente accessibile ed esplicito, ci porta dentro le società che cambiano e si confronta con le nuove sfide che ci attendono, guidando il lettore nei pensieri e nelle pratiche che possono aiutarci a vivere in maniera diversa e felice, positiva, mai passiva, sempre responsabile. Perché la vita è movimento, a volte è rinuncia, a volte è scomodità, ma solo chi ha voglia di mettersi in discussione e di abbracciare una prospettiva planetaria e al contempo essenziale del nostro presente saprà incidere significativamente sul nostro futuro.

Non metterti comodo è un manifesto politico sui generis, è una guida essenziale al cambiamento, un libro “rivoluzionario” della conduttrice televisiva che vede anche i contributi inediti di alcuni “amici ed esperti” come Hervé Barmasse, Stefano Mancuso, Telmo Pievani e Dario Marchini.

A fuoco lento‘ (Fazi Editore) di Philip Kerr

a fuoco lentoÈ arrivato in libreria da pochi giorni con Fazi ‘A fuoco lento’ di Philip Kerr. Argentina, 1950. Dopo essere stato vittima di uno scambio di persona, Bernie Gunther si vede costretto a scappare a Buenos Aires fingendosi un criminale di guerra nazista. Quando viene accolto da Perón in persona e dalla moglie Evita svela loro la sua vera identità e scopre che la sua reputazione di detective lo precede. Così, il colonnello Montalban, braccio destro della coppia, gli affida subito un mistero da risolvere: una giovane ragazza è stata uccisa in circostanze raccapriccianti, con modalità che ricordano fortemente l’ultimo caso affrontato da Bernie quando era ancora un detective della omicidi a Berlino, negli anni Trenta. Troppe le somiglianze per non pensare a quella vecchia storia.

Quello, però, era un caso che non era riuscito a risolvere. Montalban è convinto che l’assassino si nasconda in mezzo alle migliaia di ex nazisti giunti in Argentina a partire dal 1945. E quindi chi meglio di Bernie Gunther può catturarlo? Ricco di atmosfera e di suspense, questo romanzo solleva scomodi interrogativi sulla reale portata della collaborazione nazista e dell’antisemitismo nell’Argentina peronista. Philip Kerr torna in libreria con il suo personaggio più amato, Bernie Gunther, protagonista di un nuovo thriller serrato e avvincente, saldamente radicato nella Storia.

Il potere di uccidere‘ (Marsilio) di Fabrizio Roncone

Il potere di uccidereÈ la vigilia di Natale e a Roma si annuncia una storica nevicata. L’ex giornalista Marco Paraldi riceve nella sua vineria dietro Campo de’ Fiori la visita di Nazareno Balani, l’anziano capo della tipografia del giornale dove, tanti anni prima, ha cominciato a esercitare la professione. L’uomo è disperato per la scomparsa del figlio Max: i carabinieri, con malcelato scetticismo, hanno raccolto la sua denuncia promettendo di indagare, ma Balani, non fidandosi, chiede aiuto a Paraldi. Max fa l’autista per un deputato dalla reputazione dubbia, Pino Pignataro, che milita nel piccolo partito fondato da Gianfranco Cannone, vecchio pescecane della politica italiana. Per Paraldi è l’occasione di tornare a fare il cronista, anche stavolta accompagnato da Chicca, la principessina romana di vent’anni più giovane innamorata di lui.

Insieme attraversano una Roma popolata da cardinali che bevono solo champagne e ministri corrotti, cinici faccendieri, killer spietati e romantici clochard. In questa nuova, appassionante inchiesta del cronista vinaio, raccontata in ‘Il potere di uccidere’ (Marsilio) Fabrizio Roncone guida il lettore tra i luoghi più oscuri della Capitale, dove il bene e il male sono amministrati dalla stessa violenza.

Foto di Syd Wachs su Unsplash

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