Autore Redazione
domenica
14 Giugno 2026
08:39
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Community Gold - Libri - Alto Piemonte - Provincia di Alessandria - Provincia di Pavia

Le nuove uscite in libreria: da Simenon a Palestina e Israele in 10 mappe

Le nuove uscite in libreria: da Simenon a Palestina e Israele in 10 mappe

RADIO GOLD – Tante uscite anche questa settimana in libreria. Ecco una selezione di titoli:

Così passa la paura‘ (Mondadori) di Raffaele Morelli

Arriverà in libreria il 9 giugno con Mondadori ‘Così passa la paura’ del medico, psichiatra e psicoterapeuta Raffaele Morelli. “Quando arrivano le paure – scrive Morelli – crediamo che siano una ‘malattia’ e cerchiamo con tutte le nostre forze di ‘guarire’. Non ci chiediamo se invece siano un segno dell’anima che vuole portarci qualcosa di noi stessi che ignoriamo, e che è la chiave della cura. Combattere le paure, fare sforzi di volontà per superarle, è forse la cosa più dannosa che possiamo fare a noi stessi. Ci vuole un altro occhio per guardarsi dentro: nelle paure c’è il seme di un altro te stesso che vuole nascere e che non vuoi vedere”. Attacchi di panico, paura di guidare o di volare, claustrofobia, ipocondria: sono alcune delle paure più diffuse e che spesso finiscono per trasformare la nostra vita in una gabbia. In realtà – ci dice Raffaele Morelli – questi disagi hanno una funzione: molte volte arrivano per spazzare via gli atteggiamenti mentali e le convinzioni limitanti che ci tengono intrappolati, mettendo in pericolo la realizzazione del nostro essere unico e irripetibile. Con questo saggio, Morelli ci aiuta a cambiare sguardo e ci indica la via per affrontare ansie, paure e panico attraverso semplici esercizi di immaginazione.

“Oggi più che mai – spiega Morelli – dimentichiamo che dentro di noi esistono capacità di autoguarigione. Le immagini sono il linguaggio più antico e profondo, quello a cui il cervello emotivo risponde in modo immediato. Dobbiamo imparare a guardare le paure senza fare niente, limitandoci a percepirle: questa è la pura consapevolezza senza pensieri, senza giudizi, senza commenti, che chiama il Sé e lo fa scendere in campo”. Leggendo queste pagine, impareremo a trasformare le nostre ansie in preziose alleate, e grazie a loro faremo emergere ciò che ci rende davvero unici: “Allontaniamoci da ogni idea di spazzare via la paura. Se accettiamo di conoscerla, percependola come una presenza dentro di noi, inizieremo un viaggio verso altri territori della nostra interiorità”.

Domenica‘ (Adelphi) di Georges Simenon

Sarà in libreria dal 9 giugno con ‘Adelphi’ ‘Domenica’ di Georges Simenon. È una bella domenica di maggio in Costa Azzurra: l’aria è mite, l’alta stagione è alle porte, e alla Bastide, una tipica locanda a conduzione familiare ai piedi del massiccio dell’Estérel, tutti si muovono come dietro le quinte di un teatro, in attesa della consueta invasione all’ora di pranzo. Ma per Émile, che è arrivato dalla Vandea quando era solo un ragazzo e ha risollevato le sorti dell’attività con i suoi manicaretti sopraffini, questa domenica, iniziata come tante altre, è in realtà una giornata decisiva, destinata a chiudere una partita che va avanti ormai da anni.

Non saprebbe neanche dire com’è cominciata: quando ha sposato Berthe, la figlia del vecchio titolare? Quando lei ha rifiutato di stipulare un accordo prematrimoniale, non per amore ma per la consapevolezza di essersi comprata il marito? Quando ha cominciato a prendersi delle amanti, quasi per rivalsa contro quella moglie fredda e occhiuta che gli nega anche i piaceri più semplici e gli impedisce di vivere da uomo? O forse quando è arrivata Ada, la strana ‘piccola selvaggia’ assunta come domestica con cui ben presto Émile ha intrecciato una relazione viscerale e ferina? In ‘Domenica’, una volta di più, Simenon dimostra di saper scavare mirabilmente nella psiche dei suoi personaggi per mettere in scena un dramma impietoso come il sole della Provenza nel primo pomeriggio. E il lettore non potrà far altro che restare a guardare, avvinto alle pagine, fino allo spiazzante, magistrale epilogo.

Artificiale‘ (Baldini+Castoldi) di Guido Tortorella

Sarà in libreria dal 12 giugno ‘Artificiale’ di Guido Tortorella (Baldini+Castoldi). Gennaio 2028: sono passati undici anni dalla morte di suo papà, per Diego sono stati anni di struggimento e mancanza. Ricorda benissimo il giorno del funerale, le persone accorse da tutta Italia, la sensazione di vuoto che non lo ha mai abbandonato. E ora che la Vitali Future – azienda che sviluppa intelligenze artificiali usate come cervelli di corpi antropomorfi – ha scelto proprio suo padre per la sperimentazione, Diego si ritrova di fronte a quel Cino Tortorella che ha incantato generazioni di ragazzi e che occupa un posto speciale nella memoria collettiva. Per lui però, Cino è soprattutto suo papà, e la figura che si ritrova davanti agli occhi è identica all’originale. Impossibile resistere alla tentazione di rinnovare un rapporto che pensava ormai perduto. L’affetto per suo padre, ritornato in vita come una fenice, mette in secondo piano ogni cosa: la famiglia, l’amore, il lavoro.

Presto, però, Diego si rende conto che i palazzi della Vitali Future somigliano più a una prigione che a un centro di ricerca. Se esiste una seconda vita, deve essere libera, fuori di lì. Bisogna evadere. Questa è la storia di un viaggio ironico e toccante di un padre e di un figlio, un viaggio che nessuno dei due poteva prevedere e in cui entrambi si ritrovano con l’immensa occasione di dirsi tutto ciò per cui non c’era stato abbastanza tempo. “Tutto quello che in questo romanzo gira intorno a mio papà è vero. In un impianto di fantasia la figura di Cino Tortorella, l’affetto che lo lega a suo figlio, è reale”.

Guido Tortorella è nato a Milano nel 1977. Non appena terminati gli studi classici inizia la sua carriera artistica nel teatro, in qualità di regista e assistente. Si è diplomato in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e ha lavorato per anni nel campo dell’audiovisivo, soprattutto per Mediaset, come autore e regista. Ha già pubblicato ‘La paura della coccinella’ (2018) e ‘La Società dei rimandati a settembre’ (2022) per la casa editrice La nave di Teseo. ‘Artificiale’ è il suo terzo romanzo.

Serenata salentina‘ (Rizzoli) di Catena Fiorello Galeano

E’ in libreria con Rizzoli ‘Serenata salentina’ di Catena Fiorello Galeano. A quarantadue anni, Gabriella ha scoperto sulla propria pelle che il “vissero felici e contenti” è una grande bugia. Tradita dal marito per un’altra donna, e con i due adorati figli in vacanza, si ritrova in una casa all’improvviso vuota. In quell’estate torrida, non sa ancora che la salvezza l’aspetta su una panchina del parco: lì incontra Giulia, attrice intrappolata in un amore bugiardo, e Marta, che porta nel cuore un distacco lacerante dai figli. A loro si uniranno Teresa, in cerca di respiro dopo una tragedia, e Luana, una vicequestora con una verità inconfessabile che la lega a doppio filo proprio a Gabriella. Basta poco perché le loro solitudini si trasformino in un’alleanza.

Quando Giulia decide di raggiungere l’amante per affrontarlo e mettere fine al suo inganno, queste cinque amiche per caso sfidano la sorte con un viaggio improvvisato verso il Salento. Tra il bianco delle masserie, il canto delle cicale e le acque turchesi della Puglia, quella che nasce come una spedizione di supporto diventerà un’avventura indimenticabile e un vero patto di sorellanza. In quella terra baciata dal sole, sulle note di un’antica serenata in grico, Gabriella e le sue compagne scopriranno che la fine di una storia può essere il preludio di un’estate straordinaria. Catena Fiorello Galeano (Catania 1966), scrittrice, ha collaborato alla realizzazione di alcuni programmi televisivi come Festivalbar e Buona Domenica. In Bur sono disponibili anche il suo primo romanzo, ‘Casca il mondo, casca la terra’ e ‘Dacci oggi il nostro pane quotidiano’.

Sotto la città. Romanzo di una fuga‘ (Feltrinelli) di Andrew Vittorio Donadio (con Mario Dimitrio Donadio)

E’ in libreria con Feltrinelli ‘Sotto la città. Romanzo di una fuga’ di Andrew Vittorio Donadio (con Mario Dimitrio Donadio). Il 23 febbraio 2022 Kyiv è ancora una città viva. Le scuole sono aperte, i ristoranti pieni, le strade attraversate da voci e risate. Nessuno sa che proprio quello sarà l’ultimo giorno di pace. Andrew ha dodici anni e all’improvviso la sua quotidianità diventa correre il più veloce possibile quando suonano le sirene. Nessun appartamento è più un luogo sicuro, si scende nelle stazioni della metropolitana, si dorme nelle cantine riconvertite in bunker, ma soprattutto si aspetta. Intanto i supermercati vengono presi d’assalto e il coprifuoco scandisce il tempo come un gigantesco e spietato metronomo. Andrew si aggrappa ai pochi brandelli di normalità rimasti: guardare video sul tablet insieme all’amico Vova, prendersi cura del cane Antik, chattare con i compagni di classe nascosti in altri rifugi, stringersi nella fede per cercare di non perdere la speranza.

‘Sotto la città’ è il racconto in presa diretta del precipitare degli eventi, un diario della sopravvivenza che si tramuta in un romanzo di formazione attualissimo e universale, in cui la voce di un ragazzo restituisce al tempo stesso la forza e la fragilità di chi è costretto – per colpa delle guerre degli adulti – a diventare grande troppo presto. Ho sognato di andare a scuola, di incontrare i miei amici, di tornare a casa. Nel sogno, nessuno era mai partito per il fronte.Andrew Vittorio Donadio ha pubblicato per Feltrinelli Sotto la città. Romanzo di una fuga (2026). Ha cominciato a scrivere questo diario quando aveva dodici anni e nella sua città era appena iniziata la guerra.

Il tempo dei chissà‘ (Einaudi) di Elena Loewenthal

Sarà sugli scaffali con Einaudi dal 9 giugno ‘Il tempo dei chissà’ di Elena Loewenthal. A volte sono i luoghi a farsi carico della memoria, a trattenere ciò che è accaduto anche quando chi li abita preferisce non sapere o dimenticare. In uno stabile come tanti a Torino la quiete è disturbata da un viavai di nuovi inquilini, traslocatori, operai. Un’irruzione del nuovo che la vedova Bonelli – inquilina ‘da sempre’, nostalgica e rancorosa – vive come una catastrofe privata: la fine di un tempo compatto, innocuo, la fine dell’ordine. Ma i bei tempi che la vedova rimpiange sono stati, per qualcun altro, quelli dell’alienazione, della perdita, del dolore. In quella stessa palazzina infatti sul finire degli anni Trenta la famiglia Auerbach ha ricevuto la lettera che annunciava la revoca della cittadinanza italiana.

Nessuna frattura spettacolare, ma un progressivo slittamento dalla vita riconosciuta alla vita tollerata, e poi nemmeno piú quella. Seguendo le vicende di questa e altre famiglie, Il tempo dei chissà attraversa gli anni in verticale come su un ascensore lento e capriccioso che ci permette di incontrare i fantasmi di chi era già fantasma in vita: apolidi, esuli, combattenti clandestini. Come Ermanno, che da ragazzino è stato un appassionato balilla alpino e che diventerà Ico quando in montagna tornerà da partigiano; o della sua amica Ada, che registra il mondo che cambia senza ricevere spiegazioni e che lascerà Torino insieme a sua madre e allo zio Eugenio mandato al confino in Lucania. Intorno a loro si muovono donne che portano il peso pratico ed emotivo della persecuzione, chiamate a far funzionare la vita mentre tutto si sfalda, e uomini a volte capaci di atti eroici, a volte solo di gesti di sottrazione silenziosa. Con una scrittura che lavora per sovrapposizioni e ritorni, Elena Loewenthal interroga la memoria per mostrare come funziona l’oblio, e ci offre un romanzo struggente sui modi in cui conviviamo con ciò che è stato, con ciò che continua ad abitare le nostre case, le nostre parole, le nostre vite. Anche quando ci ostiniamo a chiamarlo passato, a chiamarlo Storia.

I tramezzini di Rocco Schiavone‘ (Sellerio) di Antonio Manzini

E’ in libreria con Sellerio ‘I tramezzini di Rocco Schiavone’ di Antonio Manzini che scrive: “Sono scintille, ricordi, lacerti della vita di Rocco”. Racconti che compongono un quadro unico, uno scambio di affetti tra Rocco e il suo passato, tra l’autore e il suo personaggio e il suo maestro. Soprattutto ricordi, e ogni ricordo acceso, come le famose madeleine, dal sapore di un tramezzino.

La prima avventura di Rocco bambino, con Brizio Furio e Seba: una beffa ai danni di un ‘cravattaro’. Il racconto di un barbone in cambio di un paio di Peroni, in una Trastevere ancora povera, che insegna alla piccola gang quanto vale, al di là del vero e del falso, una storia. Il patriottismo di facciata della maestra di scuola e il patriottismo sincero di nonno Pietro. Un colpo del giovane Brizio, geniale nell’ideazione ma finito alla maniera de ‘I soliti ignoti’. Una trappola per Rocco Schiavone, messinscena grottesca che denuda di fronte a lui stesso le piccole crudeltà in cui si crogiola. E la comparsa, per la prima volta, in una Panarea settembrina eletta a triste rifugio, del fantasma di Marina, la moglie, e compagna per sempre, uccisa. A questo album delle origini di un immaginario personale, si aggiungono alcune storie poliziesche: casi che testimoniano la formazione del vicequestore Schiavone, il suo intuito impastato di anarchico sarcasmo. I ‘tramezzini’ Antonio Manzini li dedica a una forte amicizia che assieme al calore ha trasmesso in lui un impegno da continuare: la magnifica arte del raccontare.

“Una citazione chiara, quindi, direi quasi ovvia per chi ha amato e ama Camilleri. A lui è dedicato questo libro – afferma Manzini – perché chi ha gli arancini chi i tramezzini, chi cammina con un valzer triste e chi crede ancora nell’amicizia più profonda e la rispetta nel segreto del ricordo”.

Amare ancora la vita‘ (Piemme) di Mario Delpini

‘Amare ancora la vita. Parole di consolazione per tempi difficili’ è il titolo del saggio firmato dall’arcivesco di Milano Mario Delpini in libreria con Piemme. “C’è un tempo di fango – scrive Delpini – di palta, un tempo che scorre tra le mani e che non puoi trattenere: ti lascia le mani sporche. Il tempo delle banalità volgari, dedicato ai discorsi cattivi, ai capricci umilianti, il tempo che non serve a niente e a nessuno. Io voglio fare l’elogio del tempo carezza, che ti accarezza come un sollievo gentile. È il tempo che ti dedica un amico, una presenza desiderata. Che versa olio sulle ferite e allevia il dolore. Quello che quando ti incontra sorride, come per dirti: sono contento di incontrarti, di starti vicino. Il tempo carezza, quando è passato, ti accompagna come una rivelazione, una buona ragione per aver stima dell’umanità, fiducia in Dio”.

Il male esiste, esistono la sofferenza, le guerre, il dolore. Ma esiste – suggerisce Delpini – anche la consolazione, un luogo dell’anima in cui l’amore è possibile, e così la speranza, la pace. Il male è uno specchio: non esiste soltanto là fuori, nel mondo in cui non vogliamo riconoscerci, ma anche dentro di noi. Nei nostri cuori c’è una radice di cattiveria, di indifferenza: possiamo coltivarla oppure estirparla. Decidere sta a noi. Possiamo essere i cattivi, gli infelici, oppure essere gli uomini ‘dell’invece’: gli uomini che invece di fare la guerra lottano per la pace, che invece di vedere il bicchiere mezzo vuoto scelgono di vederlo mezzo pieno, che inseguono la luce anziché le tenebre. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, dedica a loro questo libro: ai figli della luce, ai figli di Dio, ma anche a tutti coloro che non sanno ancora di esserlo. Pagine e parole che suonano come una confessione, il precipitato di una vita dedicata all’amore. Una missione di fede, di pace e di gioia.

Israele e Palestina in 10 mappe‘ (Marsilio) di Laura Canali

Marsilio manda sugli acaffali ‘Israele e Palestina in 10 mappe’ di Laura Canali. In Medio Oriente nulla è come sembra. È una regione stratificata, nella geografia ma anche nella società civile e nei rapporti di potere. Esaminare il conflitto israelo-palestinese da un punto di vista geopolitico significa innanzitutto capire le articolazioni del territorio, indagarne i confini e considerare la complessità geologica: solo così è possibile inquadrare le cause e gli effetti di una guerra devastante. Strutturandosi su più livelli, le mappe progettate da Laura Canali ricostruiscono la storia e le dinamiche del conflitto a partire dallo spazio che occupa, focalizzandone attori e sviluppi: il Medio Oriente, da sempre preda degli appetiti delle grandi potenze, e il Mediterraneo orientale, con le sue linee d’acqua contese e i giacimenti strategici; la rete delle fonti idriche di Israele e il suo programma difensivo; i territori palestinesi di Cisgiordania e Striscia di Gaza, aree tra le più complesse al mondo, e Gerusalemme, città santa e scissa, imbrigliata tra recinzioni e cemento; i campi profughi palestinesi e l’attacco sferrato da Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023, che ha aperto una frattura geopolitica di cui possiamo solo iniziare a intuire le conseguenze.

Destreggiandosi tra linee di confine e ‘zone di fuoco’, l’autrice scava tra le pieghe degli atlanti per guardare il potere dritto negli occhi, senza margini per distrazioni o abbagli. Se questa guerra sembra essere stata raccontata con ogni mezzo possibile, Canali ci mostra che la cartografia è il linguaggio che più di tutti permette di visualizzare – e quindi comprendere – le atrocità di una lotta armata che da troppo tempo coinvolge palestinesi e israeliani, e il mondo intero.Laura Canali , cartografa e artista, dal 1993 è autrice delle carte geopolitiche di ‘Limes’ e della rubrica ‘MappeParlanti’. Per la rivista partecipa anche all’omonimo podcast dedicato a temi di geopolitica. Ha collaborato con ‘L’Espresso’, ‘la Repubblica’ e ‘National Geographic Italia’.

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