Autore Redazione
domenica
12 Luglio 2026
08:41
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Le nuove uscite in libreria: dalle storie Manga al libro nero del calcio italiano

Le nuove uscite in libreria: dalle storie Manga al libro nero del calcio italiano

RADIO GOLD – Come ogni settimana ecco alcuni titoli che vi suggeriamo tra i nuovi libri in uscita.

Manga Stories 2‘ (Einaudi) di Murakami Haruki

E’ in libreria con l’editore Einaudi ‘Manga Stories 2’ di Murakami Haruki. Può capitare di svegliarsi alle due del mattino in preda a una fame selvaggia, come succede a una giovane coppia di Tokyo, che non riesce a placare quella smania incontrollabile. Deve essere una maledizione, e pur di scacciarla i due sono pronti a tutto. Oppure, durante il sonno possono verificarsi inspiegabili metamorfosi: è cosí per Gregor Samsa, che destandosi scopre inorridito di essere diventato un essere umano. Ma cos’era prima? E che fare con quel nuovo, mostruoso corpo? O ancora, accade che un sogno custodisca l’unica speranza di salvezza: lo sa bene Satsuki, che di ritorno da una vacanza rivelatrice in Thailandia attende la visione onirica che la libererà dal peso dei torti subiti.

In questo secondo volume di ‘Manga Stories’, Jean-Christophe Deveney e PMGL tornano a dare nuova forma con segni e colori agli straordinari racconti di Murakami Haruki, restituendone il mistero e la sospensione. Quelli di un universo in cui le ossessioni di una vita, cosí come i piccoli tormenti del quotidiano, si possono curare solo con una dose di magia.

Viaggio in America. Fuori dai luoghi comuni‘ (Solferino) di Federico Rampini

Che cos’è l’America? La ‘patria delle libertà’ o l’’impero del male’? Un Paese creatore di miti e valori, oppure in declino e diviso? Come si misura la ‘vera distanza’ tra San Francisco e Miami? Come si spiegano le tragiche sparatorie e, al contempo, il record delle start-up, la bassa disoccupazione giovanile e la migrazione interna dalla California verso la Florida? Esiste davvero “l’americano medio” in un continente che ospita tante tribù, non solo nel senso etnico ma anche politico-ideologico? Queste le domande che si pone il giornalista e scrittore Federico Rampini, autore del saggio ‘Viaggio in America. Fuori dai luoghi comuni’ in libreria con Solferino.

Capire gli Stati Uniti è una sfida, oggi più che mai: ci fa velo un secolo di stereotipi costruiti da cinema e letteratura, moda e arte, musica e serie televisive. E la presidenza di Trump ha fatto rinascere un sentimento antico e viscerale. Molti europei non hanno dubbi: dallo sfruttamento capitalistico al decadimento morale, ogni male dell’umanità sembra avere la sua causa nell’impero dello zio Sam. Ma bisogna avere radici profonde in questo Paese per superare i luoghi comuni e capire cosa resterà. Come Federico Rampini, che ci vive da un quarto di secolo e ne ha firmato un ritratto illuminante, un affresco brillante tra politica ed economia, cultura e società, quotidianità e genesi del Dna nazionale. Il suo è un viaggio nel tempo da John Kennedy a Barack Obama, da Bill Gates a Elon Musk. È uno slalom fra le contraddizioni, un’autentica operazione di pulizia dai preconcetti, che sfata leggende metropolitane e smaschera fake news. Perché, come spiega l’autore nella nuova edizione di questo bestseller, è una nazione che si può comprendere soltanto vivendo le molte Americhe di cui è fatta, e guardando oltre le apparenze. Per intuire, magari, dove andrà a finire.

Ogni istante è una vita‘ (Fazi) a cura di Susan Abulhawa

Arriva sugli scaffali con Fazi ‘Ogni istante è una vita’, il volume curato da Susan Abulhawa. Nel 2024 Susan Abulhawa, autrice del romanzo ‘Ogni mattina a Jenin’, uno dei libri sulla Palestina più letti e amati, è riuscita a entrare due volte a Gaza attraverso il valico di Rafah. Nei campi tenda ha organizzato una serie di laboratori di scrittura con giovani palestinesi sfollati, le cui vite sono state sconvolte dalla violenza, dalla fame, dalla perdita della casa, della famiglia e di ogni forma di normalità. Da quell’esperienza nasce questa antologia: diciotto racconti brevi e intensi, scritti durante il genocidio perpetrato da Israele, nei quali la vita reale assume la forza della letteratura.

Queste storie aprono uno squarcio sull’esistenza a Gaza sotto le bombe. Raccontano l’orrore dall’interno, nei gesti minimi della vita quotidiana, nei suoni, negli odori, nella polvere sulla pelle: fare la fila per il pane, l’odissea per un buono alimentare, recuperare i propri vestiti dalle macerie, rinunciare a un letto per farne legna da ardere, il viaggio in ospedale per partorire, dare un nome a un bambino salvato dalla morte, bere un caffè davanti al mare dopo aver perso tutto. Come scrive Viola Ardone nella postfazione, “questi testi sono la narrazione in presa diretta della morte mentre avviene, della distruzione mentre avviene, del dolore mentre avviene, del battito mentre resiste. Sono vita”. Con coraggio, rabbia, amore e – incredibilmente – speranza, queste voci restituiscono dignità, memoria e umanità a un popolo sotto assedio. E mostrano come, anche nella devastazione più estrema, raccontare possa diventare un gesto di resistenza.

Il libro nero del calcio italiano‘ (Edizione Piemme) di Michele Criscitiello

E’ in libreria con Piemme ‘Il libro nero del calcio italiano’ di Michele Criscitiello. “La domanda che tutti fanno è una: di chi è la colpa dello stato di salute pessimo del calcio italiano? Tutti guardano alla Nazionale come termometro del fallimento. Errore grandissimo. La Nazionale accende i fari sul problema ma è l’ultimo dei nostri mali. In queste pagine – spiega l’editore – troverete tutto. Per tutti i gusti. C’è chi ama la serie A, chi guarda la serie B ma soprattutto chi mastica, in pochi, il calcio di provincia con la serie C e serie D e trova le anomalie più grandi di tutto il sistema. Ed è da qui che bisogna riformare per poi arrivare ai piani alti, alla Figc. Senza dimenticare gli scandali arbitrali o i corsi a Coverciano per diventare allenatore. È un libro di verità, di segreti e di inciuci svelati. Abbiamo dovuto toccare il punto più basso della storia per svegliarci; basterà? Tutti i club eliminati dalla Champions League, tre mondiali saltati e un presidente federale, Gabriele Gravina, che non ha indovinato mezza scelta in tutte le sue legislature. Se sarà un’estate davvero di rivoluzione lo capiremo presto, intanto questa è la fotografia dello stato di salute del calcio italiano”. Il giornalista sportivo Michele Criscitiello scrive un “libro duro, senza sconti, ricco di rivelazioni e scoop ma soprattutto di idee per rilanciare lo sport più amato dagli italiani”.

‘Si paga sempre. Cinquanta delitti’ (La Nave di Teseo) di Giorgio Scerbanenco

La Nave di Teseo pubblica ‘Si paga sempre. Cinquanta delitti’, una raccolta di racconti di Giorgio Scerbanenco. Durante la sua carriera di scrittore, Giorgio Scerbanenco pubblicò oltre 1380 racconti, ma di essi quasi 900 non sono mai stati pubblicati in volume. Questa antologia raccoglie per la prima volta i racconti scritti nell’immediato dopoguerra, dal 1947 al 1949, un periodo molto fertile per Scerbanenco, affermato nel lavoro ma tormentato affettivamente, qualcosa che si riflette nei suoi personaggi di quegli anni, spesso uomini circondati da troppe donne.

In queste storie i personaggi vagano per la città in cerca di un impiego qualsiasi, e finiscono per accettare lavori disonesti pur di poter mangiare, soprattutto traffico d’armi e di droga, sulle stesse rotte del contrabbando dei tempi di guerra, senza disdegnare anche qualche gioiello. E poi, naturalmente, ci sono le donne, una sfilata di donne ognuna diversa dall’altra, dalla contessina sensibile alla prostituta perduta e cinica. Scerbanenco era considerato, ai suoi tempi, uno scrittore scandaloso, e scandalosi lo sono questi racconti un poco ancora oggi, per la crudezza con cui vengono descritti il desiderio, l’attrazione, il possesso, le dinamiche uomo-donna (ci sono anche alcune assassine). Non c’è romanticismo: c’è, del tutto imprevista, la tenerezza.

Scerbanenco è sempre Scerbanenco, e quello che sa fare meglio, come scrittore, è raccontare l’anima più profonda dei suoi personaggi. Duca Lamberti e Livia Ussaro, Alberta e le altre – i protagonisti e i comprimari della quadrilogia noir degli anni sessanta – sono distanti nel tempo da questi racconti, che li precedono di vent’anni, eppure già si intravedono in filigrana negli uomini e nelle donne che popolano queste storie. Cecilia Scerbanenco. Scerbanenco prima di Duca Lamberti: alle origini di un maestro del noir italiano. Cinquanta racconti inediti in volume.

I killer non mangiano la pizza ai funghi‘ (Sellerio) di Francesco Recami

Sellerio manda sugli scaffali ‘I killer non mangiano la pizza ai funghi’ di Francesco Recami. Walter Galati, killer dai molti alias ormai in disarmo, che per anni ha condotto una doppia vita di impiegato Inps appartato a Treviso con moglie ignara e ordinata routine, capisce che qualcuno vuole ucciderlo. E che l’occhiuta prudenza di evitare i funghi, specialmente sulla pizza, non è più sufficiente. La minaccia proviene dalla così chiamata Colomba, un’altra killer legata a un’agenzia internazionale avversa, misteriosa e implacabile assassina che si occulta, forse sì o forse no, dietro le sembianze di Marta Coppo, comune funzionaria confinata nelle Marche con la sua bambina. E decide di passare al contrattacco, di ucciderla a sua volta. Ma l’abile, o avventata, Marta Coppo riesce a sfuggirgli. Tra i due incomincia una frenetica lotta gatta-topo, una partita a scacchi fatta di infinite mosse e contromosse, che ha per scacchiera il globo, dal Vietnam a Berlino, passando per piccole località di mare e montagna.

Intanto, l’intera audience dei telespettatori si trova ogni sera paralizzata davanti al reality Il gioco delle Moire. Sullo schermo si alternano spie con morti a decine sul groppone, bambine rapite per anni e ricomparse all’improvviso, attori ridotti a barboni, matrimoni contrastati da don Rodrighi, e altre storie abiette ed efferate. Con la particolarità che sull’esito di queste decide un terzetto di Parche; e che ciascuna telestoria si ritrova annodata alla vicenda dei due killer, Galati e la Colomba. Su entrambi i grovigli indagano clandestinamente, a presiederne e a svelarne l’intreccio ultimo, un poliziotto e un generale, l’agente semplice Barbato e il generale Battisti. L’equivoco, il fraintendimento delle identità, una vera e propria agnizione chiude il ciclo della storia dei killer. Dei romanzi di Francesco Recami –che è stato un anarchico deformatore di tutte le letterature di genere – questo ultimato prima della scomparsa è il più ricco di personaggi dai molti lati, di incroci inattesi, di salti improvvisi che si ricollegano logicamente e temporalmente, di colpi di scena provocatori. Romanzi in cui versava la sua critica, più che feroce nichilista, al potere vuoto, all’avidità e al consumismo, allo spettacolo della società, e in fondo alla vita stessa guardata come una parodia surreale e grottesca. Con un linguaggio programmaticamente privo di ogni ornamento, perché la farsa che aveva intorno non lo meritava affatto.

Il mio Iran‘ (Rizzoli) di Farah Diba Pahlavi

E’ in libreria con Rizzoli ‘Il mio Iran’ di Farah Diba Pahlavi. La storia di Farah Diba comincia come una fiaba: a 19 anni sposa Mohammad Reza Pahlavi, lo Scià dell’Iran, un paese che stava vivendo una forte spinta alla modernizzazione, nonché al riconoscimento dei diritti, soprattutto delle donne. La sua vita decolla: viene incoronata imperatrice, è ovunque sulla stampa mondiale e diventa un’icona per un’intera generazione. Madre di quattro figli, si divide tra il matrimonio e l’impegno sociale e culturale diffuso, promuovendo l’emancipazione delle donne nel suo paese. Vent’anni più tardi, il sogno crolla. L’Iran si solleva in rivolta e, insieme allo Scià, Farah Diba è costretta all’esilio. Inizia così un lungo pellegrinaggio tra Marocco, Bahamas, Messico e Panama, fino a ricevere asilo in Egitto.

‘Il mio Iran’ è un grande memoriale che esprime il dramma e la sofferenza di una famiglia e di un popolo. Ed è anche la privilegiata testimonianza di uno dei capitoli più intensi e turbolenti della fine del XX secolo, in grado di illuminare le fragili fondamenta della politica mondiale e il rapporto conflittuale tra Occidente e Medio Oriente. Nella prefazione all’edizione italiana, Farah Pahlavi manifesta il proprio dolore di fronte alla repressione che si abbatte sul suo paese e lancia un messaggio di speranza per il suo Iran. Perché forse non ci sono strumenti migliori della memoria e della dignità morale per poter immaginare un futuro di pace.

Lampi sull’Eni‘ (Feltrinelli) di Giuseppe Oddo, Vincenzo Calia

Con un imponente lavoro d’archivio e il riesame delle carte giudiziarie, gli autori arrivano ad attribuire precise responsabilità agli apparati francesi. La Francia era il paese che aveva più urgenza di togliere di mezzo Mattei: di lì a pochi giorni l’Eni avrebbe dovuto firmare un accordo capace di aprirgli le ingenti riserve di idrocarburi del deserto algerino, sottraendo l’Algeria alla sfera d’influenza francese e violando gli equilibri fissati a Évian con il Fronte di liberazione nazionale. Per la riuscita del piano fu decisiva la collaborazione di settori dei servizi italiani e di uomini dell’Eni in posizione di comando: sviando le indagini e occultando le prove, garantirono copertura e impunità ai mandanti dell’omicidio. Morto Mattei, l’Eni accantonò la politica mediterranea che era costata la vita al suo fondatore e strinse accordi commerciali con le compagnie del Cartello.

‘Lampi sull’Eni’ è un’inchiesta storica e giudiziaria sul primo grande delitto politico-industriale dell’Italia repubblicana: la storia di un uomo ucciso perché stava cambiando la collocazione energetica del paese e di uno Stato che per decenni contribuì a seppellire la verità. Un’inchiesta serrata sulla morte di Enrico Mattei e sulla lunga catena di depistaggi che ne ha protetto i mandanti: il racconto documentato di un omicidio politico che cambiò il destino dell’Eni, della politica mediterranea italiana e della nostra sovranità energetica.

Da chi partì l’ordine di uccidere Enrico Mattei? Perché assassinarlo se la Democrazia cristiana aveva già deciso di estrometterlo dall’Eni? Perché eliminarlo proprio quando il fondatore dell’ente petrolifero aveva deposto l’ascia di guerra con le “sette sorelle” e accettato una tregua con la Standard Oil, destinata a culminare in un incontro con il presidente Kennedy?Vincenzo Calia e Giuseppe Oddo, nel saggio ‘Lampi sull’Eni. Il piano per eliminare Enrico Mattei’, pubblicato da Feltrinelli, risalgono ai mandanti dell’omicidio seguendo la traccia dei depistaggi. Depistaggi cominciati la sera del 27 ottobre 1962, quando l’aereo del petroliere di Stato si schiantò a Bascapè, e proseguiti per decenni attraverso omissioni, prove occultate, testimonianze forzate, piste false.

La notte in treno e altri racconti‘ (Adelphi) di Irène Némirovsky

Sarà in libreria dal 7 luglio con Adelphi La notte in treno e altri racconti’ di Irène Némirovsky. Se i racconti giovanili di Irène Némirovsky trattavano gli stessi temi dei romanzi coevi – l’amore, la nostalgia, il disinganno, l’ambizione, l’avidità, l’ipocrisia dei legami familiari, il rimpianto per le occasioni mancate, l’impossibile assimilazione – con una leggerezza mondana, sia pur velata spesso di malinconia, quelli composti dal 1938 in poi, nell’ultima, febbrile stagione della sua scrittura, offuscata dalla minaccia della persecuzione e della guerra, hanno un tono più grave, a volte quasi cupo. Rimane però immutata -sottolinea l’Adelphi – l’assoluta padronanza della ‘forma breve’ – quella che secondo Poe offre “l’occasione migliore per dispiegare il massimo talento”.

Così come immutate sono l’acutezza di uno stile capace di sbalzare, con minimi e tuttavia esattissimi dettagli, un carattere, uno stato d’animo, un’atmosfera, e quella che Henri de Régnier aveva definito l’”implacabile compassione” di Némirovsky – nonché la sua, altrettanto implacabile, ironia. E se molti dei personaggi che popolano queste pagine potrebbero essere usciti da Suite francese, il grande romanzo a cui la scrittrice lavorò fino al giorno del suo arresto – mogli e fidanzate di soldati diretti al fronte, uomini avviati verso un destino fatale, individui presi nell’ingranaggio della Storia, imboscati bramosi unicamente di salvare le loro collezioni di quadri e di porcellane –, ognuno dei racconti qui radunati possiede una sua assoluta originalità, una densità e una forza che si scolpiscono per sempre nella memoria del lettore.

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