Pernigotti insegna

NOVI LIGURE – Il confronto di questo mercoledì mattina sul futuro della Pernigotti, voluto dal Ministero del Lavoro, ha rivelato che sono 5 i soggetti interessati all’azienda ma il timore è quello di uno spezzatino preoccupante che allarma in primis il sindaco, Rocchino Muliere.

«L’incontro di oggi – ha spiegato il primo cittadino – era finalizzato a conoscere il lavoro svolto dell’advisor nominato lo scorso dicembre. In sintesi la relazione ha evidenziato l’interesse di parecchie aziende nei confronti della Pernigotti. In particolare sono cinque i soggetti al centro dell’attenzione e tre di questi sono intenzionati a produrre sia cioccolato che preparati per gelato. L’advisor sta lavorando affinché vengano presentati piani industriali dettagliati. La proprietà, inoltre, ha confermato (come peraltro comunicato ufficialmente il 18 marzo u.s.) la volontà di chiudere entro il prossimo 30 aprile la procedura di vendita del marchio del comparto preparati per gelato artigianale e la relativa parte commerciale che ha sede a Milano. A questo punto – sottolinea Muliere – mi pare sempre più evidente l’intenzione della proprietà di voler spezzettare l’azienda con l’unico obiettivo di fare cassa senza interessarsi minimamente del futuro dei lavoratori. Un comportamento preoccupante primo perché lo spezzettamento rischia di indebolire il marchio Pernigotti e lo stabilimento novese, secondo perché non è chiaro se il personale continuerà a lavorare a Novi. Se così fosse, non mi pare che la proprietà abbia messo in campo una grande strategia aziendale. Mi auguro – conclude il Sindaco – che tra le varie proposte la scelta ricada su una azienda intenzionata a produrre sia il cioccolato che i preparati per gelato».

Critico anche Federico Fornaro, capogruppo di Liberi e Uguali a  Montecitorio. Il politico alessandrino ha condannato “l’annuncio dell’imminente cessione del ramo d’azienda del gelato e della pasticceria“. Una scelta ritenuta “sbagliata e dettata unicamente da esigenze di cassa che rischia di indebolire anche il progetto di  reindustrializzazione dello stabilimento di Novi Ligure. Siamo ancora  in tempo: la proprietà turca venda la Pernigotti nella sua interezza  permettendo di salvare un patrimonio del made in Italy e con esso le lavoratrici e i lavoratori da mesi impegnati in una lotta  straordinaria”.