Caro bollette salato per l’artigiano tortonese: “Con 12 mila euro di luce difficile fare impresa”

TORTONA – “Se il costo dei kilowattora fosse rimasto invariato rispetto all’anno scorso avrei speso poco più di 7000 euro di corrente elettrica. Tuttavia il caro bollette in questo 2022 ha fatto lievitare la cifra a 12 mila euro. Così non si può andare avanti“. La storia arriva da Francesco Fontana, imprenditore tortonese titolare della MD srl, che produce circuiti stampati per l’elettronica. Un grido d’allarme certo, ma anche di rabbia e sconforto per chi cerca di fare impresa in Italia.

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Il rincaro dei prezzi sull’energia elettrica hanno fatto aumentare di oltre 5000 euro quello che solitamente avrei speso per fare il mio lavoro“, spiega Francesco che in azienda conta anche 13 operai. “Questi 5000 euro in più sono il costo medio di due operai. Per un’azienda come la mia è un duro colpo perché, lo dico provocatoriamente anche se non troppo, o si pagano le bollette oppure si pagano gli operai. Lavorare così diventa davvero difficile“.

Anche perché l’esborso che l’azienda di Francesco dovrà fare in più nel 2022 rispetto all’anno scorso è di 60 mila euro annui. “E questo è solo il costo della luce. Non mi è ancora arrivata la bolletta del gas che sarà un’altra bella batosta“, aggiunge. “Se pensate poi che la mia è un’azienda che fattura 85 mila euro al mese circa, spendere quella cifra per una bolletta è davvero azzoppante“. Specialmente perché a questo si deve aggiungere l’aumento delle materie prime (cosa che vale per tutte le aziende), lo stipendio dei dipendenti e soprattutto i competitor Cinesi che “non hanno avuto nessun aumento e soprattutto hanno una gestione e tutela del lavoro molto diversa da quella che si ha in Italia“.

In questo senso aumentare il costo della materia prodotta risulta impossibile “perché andrei fuori mercato”, per stare dentro con i prezzi così “l’unica cosa possibile è scaricare sulla mano d’opera. Ma vi sembra una cosa giusta? In Italia non riusciamo a produrre energia per i tanti no dati dalle istituzioni. Però così risulta impossibile fare impresa in Italia. A questo punto ci daremo tutti al turismo“, chiude Francesco.