Un altro negozio storico chiude: “Impossibile andare avanti, per noi i clienti non sono numeri”
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NOVI LIGURE – Un altro negozio storico, questa volta di Novi Ligure, chiude i battenti. Si tratta di Baby Stile, locale che alzò le saracinesche nel 1951 prima come negozio di bici e poi di carrozzine fino alla definitiva proposta di articoli per mamme e bambini. Oltre 70 anni di storia che oggi sbattono contro una tempesta fatta di tanti fattori che stanno mettendo in difficoltà il piccolo commercio. La ricostruzione è quella amara di Antonella Remersaro, attuale titolare, insieme a Gabriele Bosio, dell’esercizio. “Oggi i margini di guadagno sono molto risicati e quindi o cambi tipologia di prodotto, però abbassi la qualità, oppure sei costretto a prendere certe decisioni“, ha raccontato Antonella, fermamente convinta che un commerciante che si rispetti non possa scendere a compromessi con i propri clienti.

Se non credo nel prodotto che vendo non sono in grado di proporlo ai cittadini e quindi se non sono più soddisfatta di quanto suggerisco preferisco smetterla, sebbene questa scelta non sia stata facile. Tuttavia da mamma non riesco a vendere qualsiasi cosa anche perché con i clienti si è creato un rapporto di amicizia e la nostra è una realtà piccola, in cui ci si conosce tutti, perciò è fondamentale offrire il meglio e questa condizione, per una serie di cause, non era più praticabile“. Le ragioni di chiudere sono infatti molteplici, continua Antonella, è non è solo l’online perché “è vero che il web può essere concorrente ma fino a un certo punto, almeno nel nostro settore. I motivi che ci hanno portato a questa decisione sono diversi a cominciare dall’aumento dei costi e ai margini  di guadagno per noi progressivamente sempre più bassi. Poi l’impennata dei prezzi dei prodotti stessi che spesso ci metteva in imbarazzo perché in alcuni casi era immotivata. A tutto questo si aggiungono le tasse e la mancanza di aiuti“. Il problema, rileva Antonella, è che lo Stato “non può concedere aiuti una tantum ma un cambio di approccio radicale. Noi commercianti viviamo con un socio occulto che prende il 70% di quello che ricaviamo e nella maggior parte dei casi non è giusta la demonizzazione che subiamo anche perché è tutto tracciato. Chi non paga è perché materialmente non ce la fa“.

baby_stile_noviPerfino chiudere infatti “è un atto coraggioso – spiega ancora Antonella – perché spesso si va avanti per un magazzino troppo pieno o per l’impossibilità di chiudere rapidamente certe pendenze“. A Novi poi si tende a dare la colpa all’Outlet ma anche su questo la titolare di Baby Stile frena perché “la crisi del commercio ha molti fattori che hanno determinato un futuro complicatissimo per tutti“. “Si dovrebbe dare valore alle cose, capire il lavoro che c’è dietro. A noi spiace lasciare le giovani mamme o le future mamme perché davamo una assistenza che da altre parti non si trova, siamo stati i primi a portare in città il truccapancia, davamo suggerimenti veritieri e chiamavamo esperti per fornire i consigli giusti. Tutto questo ha un valore. Oggi invece si cercano gli sconti online e perfino quando mettevamo i prodotti appena arrivati in vetrina c’era chi chiedeva se era previsto uno sconto. Un atteggiamento che probabilmente deriva dall’online, dai vari blackfriday, ma che un po’ sminuisce le cose che proponiamo”.

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Decidere di chiudere però non comporta solo tirare giù una saracinesca ma anche affrontare un nuovo percorso nella vita. Antonella oggi non sa ancora cosa farà in futuro: “La decisione di chiudere è anche una scelta di vita, io sono mamma di un bimbo di 8 anni e l’impegno in negozio toglie del tempo all’ambito familiare. Vedremo cosa ci riserverà il futuro. La cosa che mi rattrista è solo il fatto che molte persone perderanno un punto di riferimento, quello che i piccoli commercianti possono dare con sincerità a dispetto di quanto accade nei grandi centri dove tutti sono solo un numero“.