Autore Redazione
venerdì
29 Settembre 2023
12:54
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Politica - Novi Ligure

Ex Ilva di Novi, Pd: “Forte preoccupazione. Azienda a rischio collasso. Governo riferisca in Parlamento”

Ex Ilva di Novi, Pd: “Forte preoccupazione. Azienda a rischio collasso. Governo riferisca in Parlamento”

NOVI LIGURE – “La situazione in cui versano gli stabilimenti è estremamente preoccupante”. Il segretario provinciale del Partito Democratico, Giordano Otello Marilli, è intervenuto così rispetto all’Ex Ilva di Novi Ligure.

L’incontro di pochi giorni fa tra il Governo e le organizzazioni sindacali ha purtroppo confermato l’assenza di una strategia del Governo per garantire la continuità e prospettive certe per Acciaierie d’Italia” ha sottolineato Marilli “nonostante l’impegno di ingenti risorse pubbliche, dopo cinque anni di gestione Mittal l’azienda è a rischio collasso: nel 2023 la produzione nello stabilimento di Taranto scenderà al di sotto di 3 milioni di tonnellate, al minimo storico. Gli impianti di Genova e Novi Ligure soffrono sia le problematiche dell’approvvigionamento da Taranto che gli investimenti previsti ma non realizzati. Inoltre, continua il ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali e l’attuazione del piano di decarbonizzazione, che dovrebbe portare alla totale elettrificazione dell’area a caldo di Taranto con un investimento di oltre 5 miliardi di euro, è di fatto ferma”. 

“Incombe la scadenza del 2026, anno in cui finirà l’esenzione dello stabilimento dal sistema UE dei “certificati verdi”, con il rischio per l’azienda di finire fuori mercato per effetto di costi aggiuntivi per centinaia di milioni di euro. A fronte dello stralcio dal PNRR del finanziamento di 1 miliardo di euro destinato ad attivare la produzione del cosiddetto “preridotto”, secondo notizie di stampa il governo si appresterebbe a sottoscrivere un Memorandum of Understanding con Arcelor Mittal, garantendo lo stanziamento di oltre due miliardi di euro derivanti dal Fondo sviluppo e coesione ma senza alcuna chiarezza sugli impegni finanziari a carico del gruppo Mittal e sconfessando l’intenzione del MiMIT di portare Invitalia al 60 per cento del capitale di Adi e coinvolgere una cordata di imprenditori siderurgici italiani come partner industriali della società”. 

“Il Partito Democratico sostiene le iniziative di mobilitazione promosse dalle organizzazioni sindacali e continuerà a incalzare il Governo. Sulla situazione e le prospettive di Acciaierie d’Italia i parlamentari del PD hanno presentato numerose interrogazioni alla Camera e al Senato e hanno chiesto un accordo di programma con il coinvolgimento di tutte le istituzioni interessate. È urgente che il governo riferisca in Parlamento con i ministri Fitto, Urso e Pichetto, come anche occorre che venga audito il presidente di Acciaierie d’Italia Bernabè. È necessario che si faccia chiarezza sulle condizioni e il futuro di Acciaierie d’Italia e sulla strategia che il governo intende mettere in atto per garantire la continuità aziendale e i livelli occupazionali di una realtà produttiva di importanza strategica per il Paese”. 

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