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Cronache di velocità: 7 novembre 1942, Fausto Coppi e il record dell’ora al Vigorelli

MILANO – Il 7 novembre 1942 è una data che fa battere il cuore degli appassionati di ciclismo. Un giorno in cui il leggendario Fausto Coppi ha sfidato la storia e la guerra al Velodromo Vigorelli di Milano. Ottantuno anni fa il campionissimo realizzava il più incredibile dei record dell’ora. In un’epoca cupa, con le tribune vuote a causa della Seconda Guerra Mondiale, il Campionissimo riesce a scrivere una pagina memorabile.

Fausto Coppi non si è allenato sulle curve del Vigorelli, ma ha affrontato i lunghi rettilinei tra Novi, Tortona e Serravalle. Viene addirittura da un infortunio, che lo ha tenuto ai box per un paio di mesi. E c’è persino la suggestiva storia secondo cui Coppi sia partito da casa sua a Castellania, pedalando per alcune ore, solo per scaldare i muscoli prima di questa epica impresa. La sua bicicletta, un capolavoro di Ugo Bianchi, con cerchi in legno e tubolari in seta, è descritta ancora oggi come “specialissima” per quell’epoca.

Alle 14:12, il giudice di gara toglie le mani dalla bicicletta, e Coppi parte veloce, sfidando forse anche il destino. Dopo undici giri, il ritmo cala, ma il Campionissimo si riprende. Al 95° giro è in vantaggio di due secondi e con uno sforzo titanico percorre 45,871 chilometri, superando il record di Maurice Archambaud di 31 metri.

La gioia, però, è breve a causa dell’allarme aereo che spinge tutti nei rifugi. Coppi, esausto, dichiara: “Non ci proverò mai più”. Il percorso per l’ufficializzazione del record non è breve, con obiezioni e inchieste, ma nel febbraio 1948, il record di Coppi viene omologato a 45,798 chilometri, il precedente di Archambaud aggiustato a 45,767.

Quel giorno, Milano, nonostante il pastrano bucato della guerra, trova un momento di gioia e fierezza. La storia di Coppi diventa un’impresa leggendaria in un’epoca difficile. L’eco di quel record dura 13 anni e 7 mesi, venendo superato solo nel 1956 da Jacques Anquetil.

Ottantuno anni dopo, il ricordo di quella giornata epica è ancora vivo, e la bicicletta utilizzata da Coppi è oggi conservata al Museo del Ghisallo, testimone silenzioso di un’impresa che ha sfidato il tempo e la guerra. La storia del ciclismo continua a scrivere nuovi capitoli, come dimostra il recente record dell’ora femminile conquistato da Vittoria Bussi. Un connubio di passione, coraggio e determinazione che continua a ispirare gli amanti di questo sport.

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