Autore Redazione
giovedì
14 Maggio 2026
07:00
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Eventi - Spettacoli - Tempo Libero - Asti

Inizia il 10 giugno il Festival AstiTeatro

Dal 10 al 20 giugno spettacoli, circo contemporaneo, ma anche performance e un laboratorio creativo nelle piazze e negli spazi culturali di “Una città da vivere”
Inizia il 10 giugno il Festival AstiTeatro

ASTI – Si intitola “Una città da vivere” la quarantottesima edizione del Festival AstiTeatro e rimarca la vocazione della città a farsi essa stessa teatro. In tutto venti spettacoli, di cui sette prime nazionali, dal 10 al 20 giugno, per un programma che comprenderà anche circo contemporaneo, danza e uno spettacolo di teatro musicale, inserito anche nel cartellone di AstiLirica.

L’edizione 2026 vede la conferma della direzione artistica di Mario Nosengo ed Eugenio Fea, che hanno presentato un cartellone improntato ad “un forte interesse per la nuova drammaturgia, declinata in forme e generi diversi, in un’ottica di multidisciplinarità” e la sua “riflessione sul rapporto tra cittadini e spazi urbani“. Visione condivisa, durante la presentazione ufficiale di martedì 12 maggio, dal Sindaco Maurizio Rasero, dall’Assessore alla Cultura Paride Candelaresi e dal direttore del Teatro Alfieri Angelo Demarchis.

Il Festival è organizzato dal Comune di Asti, con il sostegno di Fondazione CRT, Fondazione CRAsti, e la sponsorizzazione di Banca di Asti.  Fa parte del progetto P.A.T.R.I.C. – Polo Astigiano Teatro Ricerca Contemporaneo, la rete culturale che riunisce il Comune di Asti, l’Associazione CRAFT ETS/Spazio Kor e il Teatro degli Acerbi con l’obiettivo di costruire un sistema integrato di teatro contemporaneo e di ricerca sul territorio astigiano.

L’ inaugurazione, mercoledì 10 giugno alle 21.30, rispecchierà l’intento di fare della città un teatro diffuso e sarà con il circo contemporaneo di Artemakia che presenterà, nel centro storico, in prima nazionale, Memoriae,  progetto di circo contemporaneo  pensato da Milo Scotton in funzione proprio delle piazze di Asti.

All’interno di AstiTeatro trova spazio anche Scintille, il concorso rivolto a compagnie teatrali professionali under 35 finalizzato alla produzione di uno spettacolo da promuovere sul territorio nazionale. Il concorso, giunto alla sedicesima edizione, è promosso e realizzato dal Festival AstiTeatro in collaborazione con Tieffe Teatro Milano. Si svolgerà il 19 e 20 giugno ad Asti, nei cortili dei palazzi storici, all’interno di AstiTeatro 48, e il 20 e 21 giugno a Milano al Teatro Menotti.

DOPOFESTIVAL

Il Dopofestival è pensato come naturale prosecuzione delle serate teatrali. Si terrà dal 10 al 18  giugno 2026  dalle ore 21.30  a mezzanotte e mezza  presso i Giardini Guglielminetti ad ingresso gratuito in collaborazione con Rewild ETS e Cocchi. In uno spazio informale e accogliente, tra area beverage ed esposizioni artistiche, il pubblico potrà incontrarsi dopo gli spettacoli, condividere riflessioni ed esperienze, fruire di contenuti artistici paralleli, vivere un momento conviviale tra cultura, musica e socialità. Programma musicale (a partire dalle ore 23): 10 giugno Soldiers of love (quartetto pop), 11 giugno Jane Plumbini trio, 12 e 13 giugno dj set a cura di Rewild, 14 giugno Diego Borotti e gli allievi della Jazz School Torino, 15 giugno Dj Andy, 16 giugno Daniela Placci e Paolo Penna duo (jazz e blues) DJ set, 17 giugno Compagnia Somo Nadie in concerto, 18 giugno dj set a cura di Rewild. Il Dopofestival è realizzato grazie alla collaborazione della cantina Cocchi. Durante il Festival, dal 10 al 18 giugno, sarà aperta anche l’Osteria del Gat Rustì, in via Bonzanigo 46.

I biglietti per gli spettacoli di AstiTeatro costano 12 euro; 10 euro ridotto per over 65, tesserati Spazio Kor, Biblioteca Astense, Trenitalia, FAI e Abbonamento Musei; 5 euro ridotto operatori. Ci sono riduzioni per under 35 e possibilità di abbonamenti. Per tutte le info astiteatro.it/

PROGRAMMA DI ASTITEATRO 2026

MEMORIAE

Mercoledì 10 giugno 2026 – dalle 21.30 alle 23.00 – Centro storico (da Piazza Roma a Piazza San Secondo) – INAUGURAZIONE FESTIVAL – PRIMA NAZIONALE – Ingresso gratuito – COMPAGNIA MATERIAVIVA e ARTEMAKIA

MEMORIÆ è un progetto di circo contemporaneo site-specific pensato da Milo Scotton per quattro piazze della città di Asti dove ogni piazza diventa un luogo di memoria emotiva. Le città non sono fatte solo di edifici, strade e monumenti, ma di incontri, amori, addii, attese, sogni, paure, partenze, giovinezze, infanzie, ritorni. Le piazze sono i luoghi dove la vita accade davvero. Dove le persone si incontrano, si salutano, festeggiano, protestano, crescono,  MEMORIÆ non è solo uno spettacolo, ma un viaggio emotivo dentro la memoria collettiva della città.

WORKSHOP LABORATORIO SCRITTURA CREATIVA

Da mercoledì 10 a venerdì 12 giugno – orari e modalità di iscrizione in via di definizione – Eo Arte

Il partner europeo Wiener Wortstaetten sarà ospite del festival per tenere un workshop di Scrittura creativa, che sarà programmato nell’edizione 2026 del Festival AstiTeatro. L’incontro sarà organizzato in collaborazione con Eo Arte, collettivo di giovani artisti che da diversi anni organizza laboratori di scrittura creativa. Saranno coinvolte anche altre realtà del territorio come ad esempio Cuba Libri e Libreria Indipendente, che si occupano di letteratura e di scrittura creativa per iniziare a creare delle relazioni territoriali allargate e raggiungere in modo più efficace gruppi di giovani che già frequentano attività similari per permettere anche un allargamento dell’offerta sulla città di Asti.

VIAGGIO IMMERSIVO NEL MITO: SOFONISBA. DENTRO IL SOGNO DI CABIRIA

Inaugurazione installazione: giovedì 11 giugno – ore 17; Da venerdì 12 a giovedì 18 giugno – visite dalle 10 alle17,30 – Palazzo Alfieri, Sala del podio – Inaugurazione a ingresso gratuito. In collaborazione con Fondazione Centro di Studi Alfieriani e Fondazione Asti Musei

Sofonisba, celebre nobile cartaginese, vissuta durante la seconda Guerra Punica, nota per la sua bellezza e intelligenza, simbolo di fierezza fino al sacrificio estremo della vita, non solo è protagonista di diversi testi letterari, fra i quali una tragedia di Alfieri, ma compare nel primo colossal della storia del cinema, Cabiria di Emanuele Pastrone. L’installazione in Palazzo Alfieri, frutto di collaborazione fra Università di Torino, Conservatorio “G. Verdi” di Torino e Museo Nazionale del Cinema, finanziata nell’ambito del progetto PNRR IRACF (International Routes: Arts Creating Future) offre, grazie a una dimensione virtuale di altissima qualità visiva e sonora, uno spettacolo digitale emozionante a livello visivo e sonoro, reso possibile dalla realizzazione in uno dei virtual set più avanzati d’Europa. Realizzata dallo studio D-Wok e girato con riprese a 360°nel Prodea Led Studios, con la regia di Paolo Gep Cucco, direttore creativo di D-Wok, responsabile anche della sceneggiatura con Irene Braga, l’installazione Sofonisba. Dentro il sogno si avvale di Sound design e colonna sonora firmati da Davide “Boosta” Dileo, tastierista cofondatore dei Subsonica.

BANKSY – Peace&revolution

Giovedì 11 giugno 2026 – ore 22.00 – Cortile di Palazzo Ottolenghi

Ideato, scritto e prodotto da Mauro Isetti ed Egidio Perduca di Sonic Factory con la partecipazione straordinaria dei ragazzi della Casa del Teatro 3 – L’Arcoscenico, guidati da Sergio Danzi. Il primo ed unico spettacolo Teatrale al mondo, interamente dedicato alla figura enigmatica del più celebre artista di strada di tutti i tempi. La poetica di Banksy messa in scena attraverso racconti, musica, immagini e filmati. La sua visione del mondo lucida e contagiosa, la sua protesta dura e gentile, i suoi Stencil, i suoi Murales. Il pensiero di Banksy nelle parole di Papa Francesco, Albert Einstein, Nelson Mandela, Gandhi, Martin Luther King, Dalai Lama, in una performance Live con musiche originali e filmati coinvolgenti. Uno spettacolo multimediale unico e coinvolgente, dove Arte, Musica e Teatro si incontrano per parlare di tematiche altamente attuali sotto il cappello unificatore delle opere e del pensiero del Writer che ha conquistato il mondo.

PERSPECTIVA. Vedere attraverso

Venerdì 12 giugno – ore 17.30 – Piazza Scirè Risichella – Ingresso gratuito – Di Silvia Dezulian e Filippo Porro – Editing audio Luca Vianini – Visual artist Martina Dal Brollo – Produzione Azioni fuori posto – Co-produzione Oriente Occidente – Progetto vincitore CROSS award 2020 e Bando regionale Generazioni 2022

Perspectiva è un progetto di danza urbana per cortili di complessi condominiali e aree ad alta densità abitativa della città teso a creare comunità e socialità attraverso uno scambio di saperi tra abitanti e danzatori. La danza arriva sotto casa e spostandosi lungo le strade, i marciapiedi, i cortili e i giardini dei condomìni, entra nelle prospettive domestiche della gente, che li osserva attraverso finestre, porte e balconi. I corpi dei danzatori definiscono percorsi e coreografie nello spazio urbano con l’obiettivo di valorizzarlo e ripensarlo come scenario extra- ordinario dove vivere la contemporaneità, come un luogo di partecipazione civica dove pubblico e privato si incontrano; i loro movimenti cambiano gli spazi, le altezze, le distanze, fino a creare una mappa alternativa dei luoghi che attraversano, sovvertendone regole e funzioni quotidiane.

VORREI MORIRE NON SO COME FARE

Venerdì 12 giugno 2026 – ore 22.00 – Archivio storico – PRIMA REGIONALE – Di e con Roberto Scappin e Paola Vannoni – Produzione QUOTIDIANA.COM – Spettacolo vincitore Premio Tuttoteatro 2025 alle arti sceniche “Dante Cappelletti”

Tira è un lui. Molla una lei. Stanno procedendo incredibilmente vivi verso la morte, anche se la citano con desiderio.  Ma è forse solo una curiosità capricciosa. Analizzano e inventano il reale, sovrapponendosi alle vite di altri per affiorare, sbeffeggiati, da se stessi. Arroccati su un palco si scambiano parole; domande essenziali che generano discorsi spiantati, ma se vi si vigilasse si aprirebbero fenditure sull’estensione della loro giornaliera concretezza.
Le cose ordinarie entrano nel mulinello dei dubbi radicali, il raziocinio oscilla serrato, sverniciato da un’ironia che reclama rettitudine. Spettacolo vincitore del Premio Dante Cappelletti “Per la qualità della scrittura scenica, sempre tesa a rovesciare le attese e ad aprire prospettive inedite, per l’acuminato trattamento di una tematica, quella della malattia e della morte, che ci coinvolge tutti, sviluppata con algida, nichilistica potenza”. Lo spettacolo verrà preceduto alle ore 20.30 da un talk con il dott. Ferruccio Demaestri (musicoterapeuta e presidente CONFIAM), Roberto Scappin e Paola Vannoni (drammaturghi e registi spettacolo).

EMOZIONI DA BERE

Sabato 13 giugno 2026 – ore 19.30 – Loggiato Diavolo Rosso – Regia drammaturgia interpretazione Daniele Vagnozzi – Supervisione alla regia Alessandro Savarese – Costume e oggetti di scena Stefania – Ideazione cocktail Sebastian Lombardo / Raval – Produzione MARCHE TEATRO

Emozioni da Bere è il primo primo cocktail show sulle emozioni, uno spettacolo interattivo e divertente ambientato durante un aperitivo, dove il pubblico diventa protagonista di un viaggio nelle emozioni umane. Un format unico che fonde psicologia e divertimento in uno show-aperitivo interattivo, dove si ride, si riflette, si gioca… e si brinda! Durante lo spettacolo il pubblico degusterà cocktail realizzati ad hoc, ognuno ispirato a un’emozione diversa, perché ognuno di noi è un “cocktail emotivo”, un mix complesso di emozioni diverse. Giocheremo con la psicologia delle emozioni, ma anche con il gusto: perché ogni emozione ha il suo sapore.

LA TRAGEDIE DE CARMEN

Sabato 13 giugno 2026 – ore 21 – Spazio Kor – Rielaborazione da Carmen di Georges Bizet – Di Peter Brook, Jean–Claude Carrière e Marius Constant. Carmen: Irene Molinari, Don Josè: Danilo Formaggia, Micaela: Marta Leung, Escamillo: Jung Jaehong/ Direzione d’orchestra Takahiro Maruyama / Regia Alberto Barbi / Orchestra Bartolomeo Bruni / Assistente alla regia Chiara Biancardi / Scene Eleonora Rasetto / Costumi Anita Tournour Viron / Produzione Lirica Tamagno

Nel 2025, a 150 anni dalla morte di Bizet, La Tragédie de Carmen di Brook rappresenta un omaggio intenso e originale al compositore francese. Realizzata nel 1981 con Carrière e Constant, l’opera riduce Carmen alla sua essenza drammatica, trasformandola in un teatro musicale di forte impatto emotivo. La narrazione si concentra sui protagonisti – Carmen, Don José, Escamillo e Micaëla – eliminando cori e scene secondarie per esplorare i temi centrali: amore, desiderio, ossessione e morte. Carmen incarna la libertà assoluta, mentre Don José, incapace di gestire la passione, precipita nella gelosia e nella violenza. Nella regia di Alberto Barbi per l’Impresa Lirica Tamagno, la scena è spoglia e minimale: uno spazio chiuso, pochi oggetti simbolici e grande attenzione a gesti e silenzi, per sottolineare la tensione psicologica. Con uno stile essenziale e teatrale, Brook restituisce una Carmen più autentica e umana, mettendo a nudo la brutalità di un amore che consuma e distrugge. L’evento, inserito anche nel cartellone di AstiLirica, in collaborazione con Lirica Tamagno, vuole essere un ponte tra generi, portando l’opera al pubblico di un festival teatrale di lungo corso.

MINIMA MIRABILIA

Domenica 14 giugno 2026 – ore 12.00, 17.00, 18.00 – Palazzo Mazzetti – Performance di mentalismo interattivo di Mazz Mariano

Mazz Mariano, mentalista, astigiano, studia con i maggiori esponenti del mentalismo contemporaneo come Alexander, Alfonso Bartolacci, Tony Binarelli, Christian Chelman, Nefesch, Richard Osterlind, Marc Paul, Marc Salem, Christopher Taylor, Sean Taylor, Francesco Tesei, Peter Turner, Max Vellucci, Luca Volpe, Wolf Waldbauer, oltre a frequentare diversi seminari e workshop online con altri autorevoli mentalisti di fama internazionale. Ha prodotto numerosi spettacoli e partecipato a più riprese ad AstiTeatro. Definito un “Mental Crooner” o “mentalista confidenziale”, Mazz non solo padroneggia con maestria le tecniche dell’illusione mentale, ma è un vero e proprio catalizzatore della connessione col suo pubblico.

TRE

Domenica 14 giugno 2026 – ore 19.30 – Spazio Kor – Di Annalisa Limardi, con Annalisa Limardi e Paola Limardi e con la partecipazione di Benedetta Limardi – Co-produzione Tuttoteatro.com e Pergine Festival – Progetto selezionato per Powered by REF 2025 – Vincitore del Bando di Regione Lazio – Interventi per lo Spettacolo dal Vivo 2025 – Vincitore del Bando di Fondazione Caritro 2025 (Trentino Alto Adige) – Vincitore call residenze artistiche 2025 di Fondazione Claudia Lombardi per il Teatro (Lugano)

Una rielaborazione autobiografica che prende le mosse dalla relazione tra tre sorelle: tre individualità segnate da corpi, specificità e abilità diverse, che cercano, in quella distanza, uno spazio possibile di incontro.
TRE affronta il tema della diversità interrogando le dinamiche familiari, la percezione sociale e la difficoltà di raccontare la complessità senza cadere nei luoghi comuni.
Un progetto che riflette sul linguaggio, sulla cura e sul bisogno di riformulare il nostro rapporto con l’altro.

BANDIERA

Domenica 14 giugno 2026 – ore 22.00 – Cortile Biblioteca Astense – ANTEPRIMA NAZIONALE – uno spettacolo di Lucia Franchi e Luca Ricci con Giancarlo Commare, Antonella Attili e Ania Rizzi Bogdan – regia Luca Ricci – produzione CapoTrave – Infinito srl con il supporto di Regione Toscana, Ministero della Cultura

Motosega alla mano, un giovane uomo irrompe nella casa del primo ministro sequestrandone la moglie e la governante lettone. Sebbene la situazione includa elementi magici e messianici, tutto si svolge in un’atmosfera quotidiana: si prepara una peperonata, si beve un liquore al melone, c’è da aprire una scatola di cartone. Eppure, da quel contesto ordinario, può partire un accordo che modificherà il destino del mondo. Si parla di macro-economia, di come il vantaggio dei più ricchi poggi sullo sfruttamento dei poveri e lo Stato sia complice di questa speculazione. Si parla di comunismo e di un giubileo che annulli tutti i debiti, come quelli che si facevano migliaia di anni fa, in Mesopotamia e in Egitto, dopo che un nuovo re o faraone era salito al trono. Il capitalismo sembra giunto a una fase terminale in cui sopravvive solo aumentando ingiustizie e vessazioni. Forse non ci si deve rassegnare a questo esito. Forse si può immaginare altro.

PROGETTO LA CASA IN COLLINA: IL TEATRO INTERROGA LA STORIA E IL PRESENTE

Domenica 14 – Giovedì 18 giugno

Dal 14 al 18 giugno, il festival Asti Teatro 48 ospita la residenza artistica “La casa in collina”, un progetto di ricerca diretto dal regista Mario Scandale con l’adattamento drammaturgico di Giulia Bartolini. L’indagine, che parte dall’omonimo capolavoro di Cesare Pavese, non mira a una semplice trasposizione narrativa, ma a una “traduzione teatrale” capace di far risuonare temi urgenti come la responsabilità individuale, la memoria e la paralisi di fronte al conflitto. Il percorso si apre domenica 14 giugno con un’immersione totale nei luoghi pavesiani: dopo una visita guidata alla Casa Museo di Santo Stefano Belbo (ore 10:30 – 12:30), il lavoro proseguirà con un laboratorio di scrittura creativa curato da Vittoria Dezzani (Piccola Libreria Indipendente) e Giulia Bartolini. La residenza troverà poi casa presso l’Archivio Storico di Asti, trasformando lo spazio della memoria in un laboratorio vivo di creazione contemporanea.

Domenica 14 giugno: Attivazione territoriale a Santo Stefano Belbo. Modalità di iscrizione in via di definizione

    • Ore 10:30 – 12:30: Visita guidata alla Fondazione Cesare Pavese.

    • Ore 12:30: Pranzo al sacco e condivisione.

    • Pomeriggio: Laboratorio di scrittura creativa con Vittoria Dezzani e Giulia Bartolini.

Lunedì 15 e martedì 16 giugno: Ricerca a porte chiuse presso l’Archivio Storico di Asti.

Mercoledì 17 giugno (ore 17:00) Archivio Storico: Talk pubblico con gli artisti e partner (tra cui Pierluigi Vaccaneo, direttore della Fondazione Cesare Pavese, e Laura Bianchini), seguito da una lettura scenica della drammaturgia sviluppata. Ingresso libero.

Giovedì 18 giugno (ore 10:00 – 18:00) Archivio Storico: Prove aperte al pubblico per osservare il teatro nel suo farsi. Studio in collaborazione con Fondazione Bagatti di Milano. Ingresso libero. Regia Mario Scandale. Adattamento teatrale Giulia Bartolini. Casti in via di definizione

Si racconta, attraverso Pavese, il presente: la sensazione di trovarsi alla fine di un’epoca senza sapere se ne sta iniziando un’altra, il senso di paralisi intellettuale, umana e insieme il bisogno disperato di un gesto, anche minimo, che generi realtà, per capire come fare, come stare, lasciare, tramandare, costruire, amare. La parola deve evocare un secolo, una geografia metafisica, un interno mentale più e un ambiente terreno, una natura lontana dalle bombe ma squarciata dalle lotte, e allo stesso tempo figlia meravigliosa della semplicità: un frutto colto da un albero, una radura in cui passeggiare all’ombra di un salice. La guerra, non appare, si sente: è rumore di fondo, è dissonanza strutturale, nei silenzi, tra le parole, nelle crepe che si aprono tra i personaggi, negli edifici distrutti lasciati a testimoniare le voragini di un’epoca. Non vengono raccontate le macerie di un mondo, ma il momento in cui il mondo diventa maceria, dentro l’apocalisse, mentre sta accadendo. Pavese offre la possibilità di abitare il dubbio, l’inazione, la responsabilità, la paura, e infine la possibilità, o l’illusione, di costruire qualcosa che resti. Anche se tutto, intorno, ancora una volta brucia.

GAMANAM

Lunedì 15 giugno 2026 – ore 19.30 – Spazio Kor – PRIMA NAZIONALE – Liberamente ispirato a Creditori, di A. Strindberg di e con Viola Carinci, Christian Di Filippo e Marcello Spinetta – Produzione Teatro Stabile Di Torino

È l’ora del tramonto. In una piccola radura sulle rive del lago Priviterra, Sergio, giovane artista in crisi, e Gustav, appassionato di lingue morte, si incontrano per assistere al rituale d’accoppiamento dei germani reali e alla loro migrazione verso le zone di nidificazione. Da circa tre mesi si scambiano messaggi tramite un forum, ma non si sono mai visti di persona. Tecla, compagna di Sergio, li raggiungerà durante la notte. Gustav, in realtà, è Claudio, l’ex marito di Tecla, l’Idiota a cui lei ha dedicato il suo primo romanzo e che ha lasciato per Sergio, e intende vendicarsi. Claudio vede in Sergio il riflesso delle proprie fragilità e mina il rapporto tra lui e Tecla, insinuando dubbi e rivalità. Durante la notte, le tensioni crescono: Claudio affronta il dolore della perdita del figlio avuto con Tecla e la sfida in un confronto acceso. Al sorgere dell’alba, i tre si troveranno per la prima volta insieme, in una definitiva resa dei conti. Questo lavoro si propone di indagare le relazioni umane e le strategie che ognuno di noi mette in atto per salvarsi: è un’analisi imparziale sui precari equilibri che intercorrono tra libertà e condivisione, egoismo e altruismo, fiducia e razionalità, abbandono e controllo. La vicenda di Creditori, scritto nel 1889 e definito dallo stesso Strindberg tragicommedia, ci interessa perché a noi oggi sembra riguardare non tanto una questione di genere, quanto piuttosto di potere, di manipolazione e di aspettative tradite.

GRAMMELOT – “LE SOLEIL ET LA LUNE”

Lunedì 15 giugno 2026 – ore 22 – Palazzo Ottolenghi – PRIMA NAZIONALE – drammaturgia di Antonio Catalano e Allegra de Mandato con Emanuele Arrigazzi – un progetto Arrigazzi\deMandato – regia Emanuele Arrigazzi – Produzione Casa degli Alfieri

Il titolo prende spunto da una canzone di Charles Trenet, che racconta una storia d’amore impossibile, quella tra il sole e la luna che non potranno mai incontrarsi, metafora delle impossibilità per cui però si lotta e ci si strugge…Nasce anche dalla visione di un quadro di Barbara Hepworth visto per caso a Saint Paul de Vence, da cui nasce un colpo di fulmine. Ci si può soffermare su qualcosa che non sapevamo parlasse proprio a noi e di noi? In un mondo dispotico, in un futuro prossimo che è quasi un’ucraina di questo presente, un uomo maturo ha perso o rinunciato all’uso della parola…Uno spettacolo poetico, tragicomico che cerca di indagare il nostro presente in un ipotetico futuro, con tutti i soliti noti drammi dell’umanità che la storia ci ha raccontato ma da cui nulla si è davvero imparato o esaurito. Uno spettacolo che attraverso la risata che si trasforma in denuncia, vuole rompere lo squarcio su un mondo ai limiti dell’invivibile, un eroe che non è eroico ma che prova a dare uno slancio alla sua esistenza…che prova a fare qualcosa per prendersi cura di un mondo alla deriva.

A 13

Martedì 16 giugno 2026 – ore 19.30 – Spazio Kor – PRIMA NAZIONALE – Attrice Cecilia Bramati  – Assistente alla regia Sara Gedeone – Dramaturg Francesco Halupca – Produzione Teatro Stabile Di Torino

Il nostro presente rincorre il futuro, viviamo in una società che non fa altro che proiettarci verso quello che non abbiamo ancora raggiunto, quello che dovremmo desiderare e potremmo ottenere. Una società che non si ferma mai. Corre costantemente e lascia tutto dietro le spalle… La società dell’usa e getta ripudia i legami, la responsabilità che investe i rapporti e la cura dell’altro da sé. Facciamo fatica nel sentirci parte di qualcosa, perché il mondo che viviamo non è più quello materiale che possiamo toccare, ma è soprattutto virtuale. Il nostro valore pare si misuri dai risultati che otteniamo e dalla loro manifestazione pubblica. Non è più importante essere ma far vedere. Non c’è tempo per ascoltarci. Si deve solo andare avanti. Il monito alla iper indipendenza, economica e personale, giustifica il sacrificio di lasciare le proprie radici, di spostarsi continuamente, senza poterne mettere di altre, in altri luoghi. La casa, la famiglia, la radice sono in bilico sul filo della produttività e della fretta di realizzarsi. Così, il tema dell’identità viene messo a dura prova. Non sappiamo più, a causa del continuo confronto con le parti migliori della vita degli altri, quanto deriva da noi, quanto dalle generazioni che ci hanno preceduto e quanto invece è frutto delle imposizioni della società in cui viviamo.

IF – Sulle possibilità di un incontro

Martedì 16 giugno – ore 22.00 – Archivio storico – PRIMA REGIONALE di e con Gaia Amico e Nicola Lorusso – marionette a figura umana a cura di Gaia Amico – Produzione Compagnia 9CTEATRO APS (Fidenza) – Vincitore Bando Portraits on stage, vincitore Premio Scintille 2025

Talvolta un uomo e una donna aspettano una vita intera per condividere un solo momento. Ma cosa implica, cosa scuote uno sguardo, un contatto, un incontro?”. I protagonisti sono umani e fantocci, un innesto di reale e irreale che subito cattura l’attenzione. Due anziane marionette a dimensione umana interagiscono tra loro, animate e manipolate da due attori, corrispettivi spiriti nella dimensione vitale. La costruzione della vecchia e del vecchio si è ispirata all’audiovisivo Disneyano per indagare proprio il termine “animazione”, nel senso di “animare: dare un’anima a un’immagine”. Il progetto si basa sul meccanismo della rivelazione, fin dal primo ingresso dei personaggi. Solitamente il “manipolatore” è nascosto alla vista, qui fa parte integrante della vita scenica; proprio le sue apparizioni e scomparse indagano i temi fondamentali di questo lavoro. Allo stesso modo l’utilizzo della luce e il sonoro permettono di inserire i personaggi in una bolla spazio-temporale in cui il pubblico viene totalmente immerso.

EN EL SUEÑO DE LA MUERTE: qué sueños sobrevendrán cuando despojados de ataduras mortales alcancemos al fin la paz

Mercoledì 17 giugno 2026 –ore 19.30 – Palazzo Ottolenghi – PRIMA NAZIONALE – Ingresso gratuito – Regia e drammaturgia Luis Fernández Ruz – Cast Marco Vittorio Ecclesia – Coreografia Elba Airoa – Produzione Somos Nadie Compañía

Un progetto per esplorare il senso delle esistenze di giovani, artisti e lavoratori con più impieghi nella realtà contemporanea europea. Ed intende farlo con uno sguardo rivolto al passato. Cercando quello sguardo che si può avere solo dopo la morte. Lo sguardo che solo Yorick può avere. Yorick è, forse, il personaggio più famoso e meno conosciuto allo stesso tempo dell’Amleto. Il suo teschio è stato tra le mani di migliaia di attori, è stato interrogato milioni di volte, eppure non sappiamo ancora darci una risposta. Dove sono ora le sue battute? Dove le sue capriole e le sue canzoni? Da qui, Yorick ci ispira. Ci tende una mano per comprendere, attraverso l’impossibilità stessa di capire la morte, il senso della vita. Quella vita che non è stata raccontata e che possiamo solo intuire nelle poche parole che Amleto dedica a Yorick. Yorick è tornato e, dal suo sguardo di buffone condannato, ha qualcosa da dirci. A noi, buffoni moderni, condannati ad essere ciò che siamo; a non capire più la differenza tra essere e stare. Viviamo in quell’eterna bilancia tra il leggero e il pesante. Non sappiamo più scegliere e, forse, non vogliamo nemmeno farlo. Ci vediamo condannati all’auto-sfruttamento, all’incapacità di fermarci, a essere ciò che siamo (o ciò che dobbiamo essere?), senza chiederci come stiamo. Lo stesso che immaginiamo possa essere accaduto a Yorick. Dal punto di vista artistico, questo progetto mira a sviluppare uno spettacolo in cui il teatro classico incontra il clown e il circo. Esplorare la disgrazia del comico cercando un’esperienza comune con il pubblico stesso.

PROMETEO DECADUTO

Mercoledì 17 giugno 2026 –ore 21.30 – Spazio Kor – PRIMA REGIONALE – di Chicco Dossi con Edoardo Barbone

Prometeo decaduto è una riscrittura mitologica del disastro di Chernobyl. Una riflessione sui rapporti che si intessono tra Stato e cittadini, e sulla responsabilità che investe chi detiene il Potere nei confronti di chi, da questo potere, dovrebbe essere tutelato. Prometeo decaduto è un tentativo contemporaneo di recuperare la portata universale della tragedia greca: collocando in una dimensione astorica e atemporale fatti realmente accaduti (il disastro di Chernobyl) ed elevando i combattenti al rango di eroi (Prometeo, emblema dei lavoratori della centrale, opposto al potere assoluto dell’Olimpo-Unione Sovietica), la lente mitologica permette di fare un passo indietro rispetto alla Storia per farne scaturire la portata tematica: libertà individuale-statalismo collettivista; natura-tecnica; responsabilità personale-fatalismo sono solo alcuni dei poli attraverso i quali la vicenda di Prometeo si dipana

NA YII NEERE (TUTTO ANDRA’ BENE)

Giovedì 18 giugno 2026 – ore 19.30 – Spazio Kor – PRIMA NAZIONALE Di e con Boniface Bebyegda Yameogo e Silvia Ferraris

Gli artisti Boniface Bebyegda Yameogo e Silvia Ferraris collaborano da diversi anni nell’ambito della danza, delle arti visive e dell’arteterapia. Questa sinergia è nata in terra africana, Burkina Faso (terra degli uomini integriin lingua locale), dove entrambi vivono e lavorano rivolgendosi ad un pubblico variegato, in particolare, di recente, ai cosiddetti sfollati interni. Alla base, la ferma convinzione nel potenziale di trasformazione individuale e di cambiamento sociale che la pratica dell’arte può innescare. Da qui è nata l’idea di una creazione, per trasmettere con la danza, la performance e le arti plastiche un appello accorato sulla situazione mondiale attuale: lo spettacolo “Naa yii neere”, tutto andrà bene in lingua mooré. Si tratta di un progetto coreografico che, oltre a rappresentare uno spettacolo, ha l’imperativo di coinvolgere il pubblico nella riflessione urgente sullo stato attuale delle cose, che riguarda la vita di tutti, nessuno escluso. Come tradurre in azione artistica l’urgenza, il bisogno di pace nel mondo? Questa domanda è stata il motore della ricerca artistica ed il detonatore di senso per uno spettacolo il cui obiettivo principale possa essere l’impatto su chi guarda. Cos’è la pace? Si tratta di un concetto astratto rappresentato da accordi geopolitici o di un atteggiamento concreto che risiede nel cuore di ogni essere umano? E se la risposta essenziale fosse quest’ultima, come possiamo accorgerci delle tendenze che ci allontanano da quest’attitudine?

HEROES

Giovedì 18 giugno 2026 – ore 21.30 – Teatro Alfieri – Ideazione e direzione Caterina Mochi Sismondi – Produzione Blucinque

Heroes, diretta dalla coreografa e regista Caterina Mochi Sismondi, indaga la contraddittoria figura del clown, come agente di un movimento fisico che lascia un segno e che richiama, svelandola, la sua verità celata dietro la più piccola delle maschere: il naso rosso. Il lavoro si inserisce nel processo evolutivo di creazione della compagnia Blu cinque, mantenendo viva la commistione tra l’immanenza orizzontale della danza e del teatro e la verticalità delle tecniche circensi, alla ricerca di un dialogo armonioso tra terra e aria accompagnato da musiche live. Prosegue dunque una ricerca artistica contrassegnata dallo spiazzamento fisico e dalla totale assenza di limiti imposti al corpo e allo spazio scenico. Collocandosi così “fuori luogo”, il lavoro visivo assume tonalità oniriche si sviluppa in quadri di intenso impatto emotivo. Il lavoro di creazione si fa esso stesso disvelatore, rifacendosi ad indizi disseminati in altre composizioni della compagnia già contaminate dalla figura del clown, come ad esempio Gelsomina Dreams, ispirato al mondo di Fellini, cultore di maschere e personaggi stravaganti. Se questa produzione aveva cautamente evitato citazioni ravvicinate dell’immaginario del clown, per limitare il rischio connesso alla gestione di una figura dal così forte impatto iconico circense, Heroes abbraccia invece il desiderio di svelarne le contraddizioni, riconoscerne le fragilità, i difetti, le paure, le particolarità senza nasconderli, bensì trasformandoli in punti di forza. Un invito a far emergere un’identità più autentica e vibrante della vera natura di sé, celata dietro la finzione del travestimento.

SCINTILLE

Venerdì 19 e sabato 20 giugno 2026 – dalle ore 21.30 alle ore 00.30 – Cortili palazzi storici – Ingresso gratuito

Otto compagnie, selezionate tra progetti ricevuti da tutta Italia, presentano un assaggio di 20 minuti del proprio spettacolo. Il progetto vincitore, scelto dal pubblico e da una giuria di operatori teatrali, riceverà un contributo di 8 mila euro e la possibilità di rappresentare lo spettacolo finito nell’edizione 2027 di AstiTeatro e nella stagione 2026/2027 del Teatro Menotti di Milano.

OLTRE IL SIPARIO

Sabato 20 e domenica 21 giugno 2026 – ore 11.00 – Teatro Alfieri – Con Massimo Barbero e Chiara Buratti – drammaturgia e regia Patrizia Camatel – Comune di Asti – Assessorato alla Cultura – Teatro degli Acerbi

Il Comune di Asti – Assessorato alla Cultura in collaborazione con il Teatro degli Acerbi offre un’opportunità davvero straordinaria al pubblico: la visita guidata nel Teatro Alfieri, storico teatro all’italiana inaugurato nel 1860 e che da allora ha ospitato i più importanti nomi della prosa, della lirica, del balletto, artisti e spettacoli di fama nazionale ed internazionale che qui si sono avvicendati, impregnando le tavole del glorioso palcoscenico di memorie cittadine, successi… e anche qualche intrigo e pettegolezzo. Ma come scoprire tutto ciò? Piccoli gruppi di ospiti saranno guidati da due attori alla scoperta dell’edificio teatrale, anche nelle aree di norma interdette al pubblico: il palcoscenico, dove si scopre il “dietro le quinte”, con tutto l’apparato scenotecnico (che verrà movimentato da un tecnico); poi i camerini, la torre scenica, il palco cieco… per ritornare poi nel ridotto e nel foyer, da sempre luoghi frequentati dai cittadini per intessere relazioni pubbliche e private, un salotto buono di Asti, che riecheggia di storie vecchie e nuove. Il particolare punto di vista offerto dalle “guide d’eccezione”, attori che più volte hanno calcato il palco dell’Alfieri, permetterà ai visitatori di conoscere la storia e i personaggi notevoli del luogo dal giorno dell’inaugurazione ad oggi, ma anche aspetti della professione, curiosità e scaramanzie di artisti e maestranze che, sera dopo sera, trasformano il teatro in quella “scatola magica” capace di incantare gli spettatori come solo lo spettacolo dal vivo riesce a fare.

 

 

 

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