17 Giugno 2026
07:43
Perquisizione nelle celle del Don Soria: trovati 3 smartphone. Uil: “Problema telefonini in carcere ormai strutturale”
AGGIORNAMENTO ORE 22.30: anche il sindacato Uspp si è congratulato con il personale di Polizia Penitenziaria coinvolto nell’operazione. Il segretario interregionale Luciano Giglio ha evidenziato “l’elevato valore e la competenza delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria. Operazioni come questa confermano che la Polizia Penitenziaria c’è, vigila e garantisce ogni giorno i livelli di sicurezza necessari, nonostante le croniche carenze di organico e le difficoltà quotidiane. Chiediamo per loro una nota di compiacimento del Comandante del Reparto e della direttrice. Un riconoscimento formale stimola il senso di attaccamento al dovere, alla divisa e unisce ancora di più come gruppo e come Corpo. I colleghi meritano che il loro impegno venga visto, valorizzato e riconosciuto”.
ALESSANDRIA – Nella serata di lunedì, 15 giugno 2026, il personale degli istituti penitenziari di Alessandria, coordinati dal Comandante di reparto, è stato impiegato in una perquisizione straordinaria in alcune celle della casa circondariale di piazza Don Soria, che ha permesso di trovare e sequestrare 3 smartphone di ultima generazione e un caricabatterie, tutto ben occultato nel locale adibito a bagno.
“La professionalità del personale ha evitato ogni qual forma di protesta riportando l’ordine e ristabilendo la sicurezza – ha spiegato il Segretario provinciale Uil FP polizia penitenziaria Vincenzo Zaffuto. Ciò che accade nell’istituto cittadino non ha eguali. Ogni giorno si registrano sequestri di droga e telefoni cellulari frutto dei lanci dall’estero della struttura. Abbiamo più volte segnalato questa seria problematica anche perché il problema dei telefoni cellulari all’interno degli istituti penitenziari è ormai strutturale e si intreccia direttamente con quello dello spaccio di sostanze stupefacenti. Un telefono clandestino dentro al carcere non è solo un mezzo per comunicare con l’esterno, diventa il canale principale per organizzare, gestire e controllare traffici illeciti. Attraverso quei dispositivi si coordinano gli scambi, si gestiscono i debiti, si esercitano pressioni e ricatti. La presenza di droga, favorita proprio da queste comunicazioni non controllate, peggiora le condizioni di vita di tutti: aumenta la tensione tra i detenuti, espone il personale di Polizia Penitenziaria a rischi maggiori e rende più difficile il lavoro di educatori, medici e volontari che operano all’interno“. L’auspicio del sindacato è che “l’amministrazione intervenga con urgenza in modo costruttivo. Nel frattempo ci congratuliamo con questi eroi silenziosi che ogni giorno combattono per garantire ordine e legalità per tutti – ha concluso Vincenzo Zaffuto.