Cronaca - Alto Piemonte - Pavia - Tortona

Indagine partita da Tortona smaschera giro di droga da 400mila euro

TORTONA – Per parlare dei traffici legati alla droga utilizzavano un linguaggio in codice. “Caffè” significava eroina, “latte” indicava la cocaina. Termini apparentemente innocui che servivano a mascherare un traffico di stupefacenti esteso tra Piemonte e Lombardia.

È uno degli elementi emersi dalla maxi operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Tortona che ha permesso di smantellare una rete di spaccio attiva in diverse province del Nord Italia.

I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Tortona, coordinati dal Luogotenente Davide Palma, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Alessandria nei confronti di quattro persone accusate di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Gli arresti sono stati effettuati tra Tortona, Alessandria, Bergamo e Milano.

L’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Alessandria, si è sviluppata tra ottobre 2024 e aprile 2026 attraverso una complessa attività investigativa fatta di appostamenti, pedinamenti e intercettazioni telefoniche. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire un articolato sistema di distribuzione di cocaina, eroina e hashish nelle province di Alessandria, Pavia, Bergamo, Brescia e Monza-Brianza.

Nel corso dell’attività sono stati documentati circa 140 episodi di spaccio, per un volume d’affari stimato intorno ai 400 mila euro. Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe movimentato complessivamente 21 chilogrammi di sostanze stupefacenti tra cocaina, eroina e hashish.

Le cessioni avvenivano con estrema disinvoltura, spesso in pieno giorno e anche in zone particolarmente sensibili della città, nelle vicinanze di scuole e dell’ospedale. Per organizzare gli incontri e concordare le consegne gli indagati si sarebbero avvalsi di utenze telefoniche dedicate e di un sistema di parole in codice.

Tra i destinatari della misura cautelare figura anche il gestore di una macelleria islamica di Tortona che, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stata utilizzata come punto di riferimento per l’attività di spaccio. Due degli indagati, inoltre, avrebbero continuato a vendere droga nonostante fossero già sottoposti alla misura degli arresti domiciliari.

Il primo arresto è scattato il 27 maggio scorso all’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio, dove uno degli indagati è stato fermato al rientro in Italia da Barcellona. Un secondo soggetto è stato arrestato a Milano il 2 giugno, mentre gli altri due sono stati raggiunti dal provvedimento il 10 giugno. Altre due persone risultano tuttora irreperibili.

L’operazione ha portato anche alla denuncia di altre sei persone e alla segnalazione di dodici assuntori di sostanze stupefacenti alla Prefettura.

Il Comandante della Compagnia di Tortona, il maggiore Gianluca Bellotti, ha evidenziato il ruolo determinante delle segnalazioni dei cittadini nell’avvio dell’attività investigativa.

«Le segnalazioni sono fondamentali per attivare la macchina investigativa. Le indagini hanno bisogno di lavorare nel silenzio e con discrezione per essere efficaci, ma le informazioni provenienti dal territorio rappresentano spesso il punto di partenza indispensabile per avviare gli accertamenti e raccogliere elementi utili», ha dichiarato l’ufficiale.

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